<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Dentro (e oltre) il brand]]></title><description><![CDATA[Parlo di reputazione, pubbliche relazioni, media. 
Poche risposte, molte domande]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Dm2G!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9c0916da-f4b7-4586-93e1-27a83eaf4277_790x790.png</url><title>Dentro (e oltre) il brand</title><link>https://jessicamalfatto.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Thu, 20 Aug 2026 17:39:50 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://jessicamalfatto.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Jessica Malfatto]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[jessicamalfatto@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[jessicamalfatto@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Jessica Malfatto]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Jessica Malfatto]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[jessicamalfatto@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[jessicamalfatto@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Jessica Malfatto]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[400 responsabili marketing e comunicazione: ecco cosa pensano della reputazione]]></title><description><![CDATA[400 direttori marketing e comunicazione a confronto per capire dove, concretamente, la reputazione si trasforma in numeri. Insieme ad AstraRicerche abbiamo cercato di scattare una fotografia.]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/400-responsabili-marketing-e-comunicazione</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/400-responsabili-marketing-e-comunicazione</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Mon, 10 Aug 2026 15:05:15 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/856e0127-6a48-484b-bfd1-e9e6fd87dfdb_2048x2048.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Un passo a cui teniamo molto: con <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/disclosers/">Disclosers</a></strong> (l&#8217;agenzia di PR che ho co-fondato quasi 8 anni fa con <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/tagliabuestefano?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAr91swBjJ-qXgtpfJJi-g73KROlmNe02CY">Stefano Tagliabue</a></strong>) insieme ad <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/astraricerche/">AstraRicerche</a></strong>, un istituto di ricerca indipendente, abbiamo pubblicato la nostra prima ricerca dal titolo &#8220;<strong><a href="https://disclosers.it/ricerca-reputazione-aziendale-2026/">La nuova economia della reputazione</a></strong>&#8221;, intervistando circa <strong>400 tra direttori e responsabili marketing di aziende italiane</strong> con almeno 10 dipendenti, nel mese di giugno 2026 (in un campione bilanciato per dimensione, settore, modello di business e area geografica).</p><p>Il risultato &#232; una fotografia che conferma alcune cose che sapevamo e ne smentisce altre che davamo per scontate. Vediamo insieme alcuni risultati.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>La sostanza al primo posto, ma&#8230;</strong></h3><p>Le aziende italiane pensano che la reputazione dipenda prima di tutto dalla sostanza. Il 43% la definisce come qualit&#224; effettiva di prodotti e servizi. Solidit&#224; finanziaria e credibilit&#224; del vertice sono al 29%, coerenza tra valori dichiarati e comportamenti al 32%, soddisfazione dei clienti al 35%. La visibilit&#224; mediatica arriva ultima tra le definizioni spontanee, appena al 19%.</p><p>Fin qui, niente di sorprendente: chi lavora in comunicazione sa che raccontare qualcosa che non c&#8217;&#232; o &#232; diverso da come viene dichiarato, prima o poi, si vede.</p><p><em><strong>Ma lo stesso campione, quando gli si chiede se una presenza mediatica consolidata accelera la fiducia (ad esempio, nel B2B), risponde di s&#236; al 62%. Il 41% dice che riduce in modo significativo i tempi di costruzione del rapporto. Il 20% la considera addirittura uno dei segnali di credibilit&#224; pi&#249; determinanti.</strong></em></p><p>Siamo di fronte alla fotografia di come funziona davvero il meccanismo: la sostanza costruisce la reputazione, la comunicazione la trasferisce a chi non vi conosce ancora.</p><p>Sono due fasi diverse dello stesso processo e il problema, per&#242;, nasce quando un&#8217;azienda ne presidia solo una.</p><h3><strong>Cosa conta davvero in un rapporto commerciale</strong></h3><p>Quasi 7 aziende su 10 (il 69% se sommiamo chi lo fa &#8220;spesso o sempre&#8221; con chi lo fa &#8220;a volte, in base all&#8217;entit&#224; del rapporto&#8221;) valuta di escludere attivamente un partner con una reputazione negativa. Il 39% lo fa come criterio sistematico, prima ancora che inizi la trattativa vera e propria.</p><p>E sul lato opposto, la preferenza positiva: i<strong>l 64% preferisce lavorare con partner che hanno una buona reputazione</strong>. Il 23% la considera un criterio primario, da valutare prima di prezzo e qualit&#224; tecnica.</p><p>Fermiamoci un attimo su questo numero, perch&#233; &#232; quello che personalmente mi interessa di pi&#249;: <strong>per quasi un&#8217;azienda su quattro, la reputazione agisce come un filtro preliminare</strong>.</p><p><strong>In sostanza: non c&#8217;&#232; trattativa se la reputazione non regge.</strong></p><p><strong>Prima ancora di sapere quanto costa un servizio o quanto &#232; buono un prodotto, un&#8217;azienda pu&#242; essere esclusa dal tavolo.</strong></p><p>Penso a quante volte, in una call di esplorazione con un nuovo potenziale cliente, una delle prime domande che facciamo non &#232; &#8220;cosa vendete&#8221; ma &#8220;chi vi ha gi&#224; scelti e perch&#233;&#8221;. Se la risposta &#232; vaga, il problema non verr&#224; certamente risolto da un buon piano di PR.</p><h3><strong>Chi conta meno di quanto si pensi</strong></h3><p>Uno dei dati che mi ha colpito di pi&#249; riguarda gli stakeholder. Quando si chiede alle aziende chi conta di pi&#249; per la propria reputazione, la classifica &#232; questa:</p><ul><li><p>Clienti finali/consumatori: 64%</p></li><li><p>Clienti B2B/partner commerciali: 62%</p></li><li><p>Fornitori e subfornitori: 51%</p></li><li><p>Dipendenti: 51%</p></li><li><p>Comunit&#224; locale/territorio: 50%</p></li><li><p>Investitori/azionisti: 47%</p></li><li><p>Istituzioni e PA: 40%</p></li><li><p>Media, giornalisti e influencer: 35%</p></li></ul><p>I clienti B2B e i partner commerciali sono al secondo posto, praticamente a ridosso dei clienti finali. &#200; un dato che dice molto su come funziona davvero il B2B in Italia oggi: &#232; (anche) una questione di chi &#232; disposto a mettere il proprio nome accanto al vostro.</p><p>E qui torna il tema della comunicazione: se il vostro pubblico rilevante &#232; fatto di partner commerciali, il canale per raggiungerli con credibilit&#224; &#232; la stampa di settore.</p><p>Ma ci arriviamo tra poco.</p><h3><strong>Dove la reputazione si trasforma in numeri</strong></h3><h3><strong>Dove, concretamente, la reputazione ha un impatto misurabile? Vediamo le risposte:</strong></h3><ul><li><p>Fiducia e fidelizzazione dei clienti finali: 47%</p></li><li><p>Riduzione del rischio percepito da partner e investitori: 32%</p></li><li><p>Capacit&#224; negoziale con i fornitori: 29%</p></li><li><p>Velocit&#224; di chiusura delle trattative B2B: 28%</p></li><li><p>Relazioni con le istituzioni: 28%</p></li><li><p>Possibilit&#224; di applicare prezzi premium rispetto ai competitor: 26%</p></li></ul><p>Aggiungo un altro numero che considero decisivo per chi si occupa di PR: il 49% delle aziende ritiene che partecipare al dibattito pubblico del proprio settore velocizzi la costruzione della fiducia con potenziali partner. Il 48% preferisce lavorare con un partner attivo nel dibattito pubblico del proprio settore, piuttosto che con uno silenzioso.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dZHL!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11ecc1aa-57e8-49bd-be6a-8fd5d10ad34e_1890x1052.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dZHL!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11ecc1aa-57e8-49bd-be6a-8fd5d10ad34e_1890x1052.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dZHL!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11ecc1aa-57e8-49bd-be6a-8fd5d10ad34e_1890x1052.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dZHL!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11ecc1aa-57e8-49bd-be6a-8fd5d10ad34e_1890x1052.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dZHL!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11ecc1aa-57e8-49bd-be6a-8fd5d10ad34e_1890x1052.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dZHL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11ecc1aa-57e8-49bd-be6a-8fd5d10ad34e_1890x1052.png" width="1456" height="810" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/11ecc1aa-57e8-49bd-be6a-8fd5d10ad34e_1890x1052.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:810,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dZHL!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11ecc1aa-57e8-49bd-be6a-8fd5d10ad34e_1890x1052.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dZHL!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11ecc1aa-57e8-49bd-be6a-8fd5d10ad34e_1890x1052.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dZHL!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11ecc1aa-57e8-49bd-be6a-8fd5d10ad34e_1890x1052.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dZHL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11ecc1aa-57e8-49bd-be6a-8fd5d10ad34e_1890x1052.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p></p><p>Ogni uscita su una testata autorevole, ogni intervento a un convegno di settore, ogni presa di posizione informata su un tema tecnico: sono fasi del processo commerciale che si completano prima ancora del primo incontro.</p><p>Chi arriva al primo appuntamento avendo gi&#224; letto il vostro nome su una fonte credibile, parte chiaramente da un altro punto della trattativa.</p><h3><strong>Il ruolo del vertice</strong></h3><p>Il CEO viene identificato al tempo stesso come l&#8217;asset reputazionale pi&#249; riconosciuto e la fonte di rischio pi&#249; temuta. E spesso &#232; la stessa persona che deve decidere quanto esporsi, senza avere n&#233; il tempo n&#233; gli strumenti per farlo in modo strutturato.</p><p>I contesti in cui la visibilit&#224; del vertice ha pi&#249; impatto reputazionale:</p><ul><li><p>Interviste e apparizioni sui media: 40%</p></li><li><p>Community e tavoli istituzionali: 37%</p></li><li><p>Speaker a convegni di settore: 28%</p></li><li><p>Attivit&#224; editoriale (articoli, libri): 27%</p></li><li><p>Format audio-video digitali: 26%</p></li><li><p>Profilo LinkedIn personale : 21%</p></li></ul><p>Le interviste occupano il posto pi&#249; rilevante del podio. Le interviste, quelle vere, quelle dove qualcuno fa domande scomode e il CEO deve rispondere senza un copione preparato ad hoc (lasciando spazio anche al tanto temuto - ma utile - contraddittorio).</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!n4WJ!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F57a7ed42-9642-4e7d-958a-5a07798e17c3_1904x1062.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!n4WJ!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F57a7ed42-9642-4e7d-958a-5a07798e17c3_1904x1062.png 424w, 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stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" 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tempo.</p><p>Sui canali digitali proprietari, la classifica &#232; questa:</p><ul><li><p>Sito web istituzionale: 69%</p></li><li><p>Social media aziendali: 65%</p></li><li><p>LinkedIn aziendale: 59%</p></li><li><p>Newsletter aziendale: 55%</p></li><li><p>Blog/sezione editoriale: 53%</p></li><li><p>YouTube aziendale: 52%</p></li><li><p>Podcast aziendale: 45%</p></li></ul><p>Sito e social dominano, come prevedibile (o forse no? Non si dice ultimamente che i siti web sono &#8220;morti&#8221;?). Ma newsletter e podcast, pur partendo da numeri pi&#249; bassi, stanno crescendo in credibilit&#224; come canali editoriali proprietari.</p><p>Non &#232; una sorpresa: si tratta di formati lenti, che richiedono tempo per costruire fiducia, ma quella fiducia poi tende a restare (o a tornare).</p><p>Da un lato, quindi, i canali digitali proprietari costruiscono presenza, ma per loro natura non costruiscono ovviamente da soli credibilit&#224; esterna (perch&#233; quella arriva principalmente dalla copertura earned, dai media di terzi).</p><h3><strong>Creator, influencer, eventi fisici</strong></h3><p>Il mercato della comunicazione reputazionale attraverso voci terze si sta spostando in fretta. Il 37% che sta valutando questa possibilit&#224; &#232; un numero interessante per un territorio ancora giovane: chi arriva prima costruisce un vantaggio di credibilit&#224; difficile da recuperare per chi arriva dopo.</p><p>Sugli eventi fisici: <strong>il 47% delle aziende ha aumentato l&#8217;investimento in fiere, convegni e presenza territoriale negli ultimi due anni (lo vediamo sulla nostra pelle)</strong>. Il 20% considera gli eventi fisici superiori a qualsiasi altro canale, e quindi insostituibili. Sommando chi li considera superiori o quantomeno equivalenti ai canali digitali, si arriva al 47%.</p><h3><strong>I rischi reputazionali: non esiste pi&#249; un&#8217;area sicura</strong></h3><p>Passiamo alla parte che riguarda la protezione, non solo la costruzione. Abbiamo chiesto alle aziende di valutare la rilevanza di dieci rischi reputazionali diversi. Il risultato:</p><ul><li><p>Privacy e data breach: 75%</p></li><li><p>Crisi di qualit&#224; su prodotti/servizi: 74%</p></li><li><p>Scandali di settore con effetto contagio: 70%</p></li><li><p>Uso improprio dei social da parte di un manager: 69%</p></li><li><p>Dichiarazioni controverse del CEO: 69%</p></li><li><p>Fake news e disinformazione: 67%</p></li><li><p>Attivismo critico organizzato: 67%</p></li><li><p>Contenziosi legali e fiscali: 65%</p></li><li><p>Comportamento negativo di un fornitore o partner: 65%</p></li><li><p>Greenwashing contestato: 59%</p></li></ul><p>Tutti e dieci i rischi superano il 50% di rilevanza percepita. Tutti e dieci.</p><p><strong>Non esiste pi&#249; un&#8217;area che le aziende considerino davvero al sicuro.</strong></p><p>E notate quali sono i due rischi pi&#249; temuti in assoluto: privacy/data breach e crisi di qualit&#224;. Si tratta di rischi di sostanza, che poi si trasformano in crisi reputazionali quando vengono raccontati, male o bene che sia.</p><p><strong>La reputazione costruita nel tempo, quella accumulata con anni di comportamento coerente e solido, &#232; probabilmente l&#8217;unico ammortizzatore disponibile quando la crisi arriva davvero.</strong></p><p>Non si pu&#242; &#8220;inventare&#8221; una quota di fiducia il giorno in cui un giornalista chiama, ad esempio, per un commento su un data breach.</p><h3><strong>Su cosa le aziende scelgono di esporsi (e su cosa no)</strong></h3><p>I temi su cui le aziende italiane prendono una posizione pubblica:</p><ul><li><p>Competenza tecnica e innovazione: 43%</p></li><li><p>Formazione e sviluppo del capitale umano: 33%</p></li><li><p>Digitalizzazione: 31%</p></li><li><p>Sostenibilit&#224; ambientale: 29%</p></li><li><p>Governance e trasparenza: 23%</p></li><li><p>Inclusione e diversity: 20%</p></li><li><p>Mai posizioni pubbliche:: 8%</p></li></ul><p>Solo l&#8217;8% non prende mai posizione. Il resto sceglie con prudenza e sceglie soprattutto i temi su cui ha competenza diretta.</p><p>Chi presidia il dibattito pubblico - con costanza - del proprio settore, restando dentro il proprio perimetro di competenza, costruisce autorevolezza prima che arrivi un competitor a occupare lo stesso spazio.</p><p>Sul modo di esporsi, il campione si divide quasi equamente in tre: il 34% lo vede come un&#8217;opportunit&#224; o un dovere civico, il 32% solo se vicino al core business, il 34% come un rischio o qualcosa fuori dal proprio ruolo.</p><h3><strong>L&#8217;agenda dei prossimi 12-18 mesi</strong></h3><p>Chiudo con i driver che le aziende italiane considerano prioritari per il prossimo anno e mezzo:</p><ul><li><p>Solidit&#224; finanziaria e stabilit&#224; percepita: 40%</p></li><li><p>Competenza tecnica e autorevolezza di settore: 36%</p></li><li><p>Coerenza valori-comportamenti: 35%</p></li><li><p>Trasparenza ed etica: 34%</p></li><li><p>Qualit&#224; dell&#8217;esperienza cliente B2B e B2C: 33%</p></li><li><p>Presidio dei canali digitali: 27%</p></li><li><p>Employer brand e attrazione talenti: 26%</p></li><li><p>Partecipazione al dibattito pubblico: 25%</p></li><li><p>Visibilit&#224; di CEO e C-level: 23%</p></li><li><p>Impegno ESG credibile: 21%</p></li></ul><p>I primi cinque driver confermano ancora una volta la centralit&#224; della sostanza.</p><p>Ma tre dei dieci driver prioritari riguardano direttamente la comunicazione: il presidio dei canali digitali, la partecipazione al dibattito pubblico, la visibilit&#224; del vertice.</p><h3><strong>Cosa fare, in concreto</strong></h3><p>In questa ricerca abbiamo trovato numerose conferme:</p><ul><li><p>Se il vostro pubblico rilevante &#232; B2B, la stampa specializzata di settore vale quanto i grandi media generalisti online. Non tagliatela dal piano media per inseguire solo il volume (generalista).</p></li><li><p>Se il CEO &#232; il principale asset reputazionale e insieme il principale rischio percepito, serve una strategia editoriale personale, pensata e professionalizzata, non improvvisata tra un&#8217;intervista e l&#8217;altra.</p></li><li><p>Se il 69% delle aziende valuta di escludere fornitori con reputazione negativa, la reputazione va trattata come un vero e proprio requisito commerciale.</p></li><li><p>Se il mercato dei creator e dei canali editoriali di terzi si sta muovendo (37% delle aziende lo sta valutando), la finestra per differenziarsi &#232; stretta. Chi arriva prima costruisce un territorio di credibilit&#224; difficile da recuperare per chi arriva dopo.</p></li></ul><h3><strong>Costruzione e trasferimento</strong></h3><p>Il 43% delle aziende italiane crede che la reputazione dipenda soprattutto dalla qualit&#224; di quello che fa e il 62% riconosce che, senza una presenza costruita nel tempo su fonti credibili (media), quella qualit&#224; resta chiusa dentro l&#8217;azienda, invisibile a chiunque non l&#8217;abbia ancora provata di persona.</p><p>Insomma, il tanto usato &#8220;<em>il nostro prodotto parla da solo</em>&#8220;, non esiste (oggi sempre meno). O meglio, conserva una buona quantit&#224; di ragione, ma in relazione solo a chi lo sta gi&#224; usando.</p><p>A tutti gli altri, prima deve arrivarci la voce di qualcun altro che ha gi&#224; deciso di fidarsi. E deve arrivarci in un modo coerente, strutturato: il vertice che si espone davvero, non una volta ogni tanto, e una presenza solida sui media che contano nel proprio settore.</p><p><a href="https://share-eu1.hsforms.com/2BJEV2O48SFa_qyBlw3td4w2dhg2s">La ricerca completa &#232; disponibile qui.</a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/400-responsabili-marketing-e-comunicazione?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/400-responsabili-marketing-e-comunicazione?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><div><hr></div><p><strong>Restiamo in contatto</strong></p><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p><p>Qui trovi il nostro percorso formativo: <strong><a href="https://disclosers.it/formazione/">https://disclosers.it/formazione/</a></strong></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per i brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong>]</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Dentro (e oltre) il brand! 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Come si coltivano realmente in maniera efficace (ma genuina)?]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/tornare-alla-base-tempo-spazio-e</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/tornare-alla-base-tempo-spazio-e</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:59:39 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!W-l_!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b8dc99b-0012-41e5-af31-5236659edc7b_2182x1586.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Quante persone conosci davvero? Non quante ne hai in rubrica, non quante ti seguono su LinkedIn, ma quante, se scomparissero domani, lascerebbero (dal punto di vista professionale) un vuoto che riconosceresti subito? E quante, di quelle che oggi contano nella tua vita lavorativa, le hai scelte (davvero scelte, con criterio, con intenzione) invece di limitarti a &#8220;raccoglierle&#8221; lungo la strada?</p><p>Me lo sono chiesta leggendo un libro che ho ripreso in mano questa settimana, <em>How to Be a Power Connector</em> di Judy Robinett, uno di quei manuali molto &#8220;americani&#8221;, pieni di elenchi puntati e di formule, ma che ha comunque degli spunti utili.</p><p>E mentre lo leggevo pensavo anche a un episodio di <em>Abstract: The Art of Design</em>, la serie Netflix sul design, dedicato al fotografo Platon. Due mondi lontani, ma che hanno dei tratti in comune.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>La domanda pi&#249; importante: cosa posso imparare?</strong></h3><p>Platon &#232; uno dei ritrattisti pi&#249; celebri al mondo. Ha fotografato leader di stato, attivisti, icone della cultura pop, sempre con quello stile essenziale che lascia parlare il volto, niente distrazioni intorno. Nell&#8217;episodio racconta che prima di ogni scatto non si chiede come ottenere una buona foto, ma cosa pu&#242; imparare dalla persona che ha davanti.</p><p>In sostanza, se il tuo obiettivo &#232; la foto esteticamente bella, stai lavorando per te, ma se il tuo obiettivo &#232; imparare qualcosa, stai lavorando per l&#8217;altro, per chi guarda: sei l&#236; per ascoltare e la foto arriva dopo, come diretta conseguenza di quell&#8217;ascolto.</p><p>Per chi fa comunicazione, e qui parlo anche di noi, di quello che facciamo ogni giorno in <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/disclosers/">Disclosers</a></strong>, &#232; lo stesso &#8220;movimento&#8221;. Quando entriamo in un&#8217;azienda per raccontarla, la domanda giusta &#232;: <em>cosa stiamo imparando ascoltando quella voce? Cosa, da fuori, non avremmo mai potuto immaginare?</em></p><h3><strong>Networking: 3 spunti pratici</strong></h3><p>Torno ora al libro di cui avevo parlato all&#8217;inizio: ci sono alcune cose molto pratiche che vale la pena portarsi a casa.</p><ul><li><p>La prima &#232; il modo in cui si possono <strong>organizzare concretamente</strong> le proprie relazioni. Chi scrive parla di tre cerchi concentrici. </p><p><strong>Nel primo ci sono cinque persone</strong> (le persone a cui si affiderebbe letteralmente la propria vita, quelle che si sentono quasi ogni giorno). <strong>Nel secondo, una cinquantina di relazioni</strong> che pesano davvero nella propria vita professionale, che vengono curate con attenzione costante. <strong>Nel terzo, un centinaio di persone </strong>con cui ci si sente almeno una volta al mese, giusto per non perdere il contatto e continuare a portare valore. <strong>Centocinquanta in tutto, pi&#249; o meno: lo stesso numero, non a caso, che la ricerca sociale indica come il limite naturale delle relazioni che una persona riesce a tenere vive contemporaneamente</strong>. Mi sono chiesta se io, oggi, saprei disegnare questi tre cerchi per la mia vita professionale. Il primo lo saprei fare a occhi chiusi. Il secondo gi&#224; mi costringerebbe a fermarmi e pensare. Il terzo, probabilmente, mi rivelerebbe quante relazioni ho lasciato scivolare via (per pura distrazione).</p></li><li><p>La seconda cosa pratica che mi ha colpita &#232; come viene descritto l<strong>&#8216;atto di dare valore prima di chiedere qualcosa</strong>. Non deve essere un gesto enorme: un&#8217;introduzione, una telefonata, un appunto scritto apposta per qualcuno. La cosa interessante &#232; che chi scrive fa tutto questo sistematicamente, senza calcolare quando torner&#224; indietro, sapendo che torner&#224; comunque, magari da tutt&#8217;altra direzione rispetto a dove l&#8217;ha seminato.</p></li><li><p>La terza cosa che vale la pena &#8220;rubare&#8221; al libro &#232; il concetto di <strong>capitale sociale e i tre modi per costruirlo</strong>. Puoi costruirtelo da solo, facendo quello che fanno gi&#224; le persone dentro quel mondo (stessi percorsi di studio, stesse professioni, stessi ambienti), ma &#232; un percorso lungo e non sempre accessibile. Puoi comprarlo, investendo tempo e denaro nelle cause e negli interessi delle persone che vuoi avvicinare. Oppure puoi prenderlo in prestito, costruendo relazioni informali con chi ce l&#8217;ha gi&#224; (farti sponsorizzare, cercare un mentor, entrare in un mondo grazie a chi ti apre la porta).</p></li></ul><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8RqU!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F47d137c7-75cd-4316-9d30-56f5d46a5b37_4032x3024.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8RqU!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F47d137c7-75cd-4316-9d30-56f5d46a5b37_4032x3024.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8RqU!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F47d137c7-75cd-4316-9d30-56f5d46a5b37_4032x3024.jpeg 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8RqU!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F47d137c7-75cd-4316-9d30-56f5d46a5b37_4032x3024.jpeg 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8RqU!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F47d137c7-75cd-4316-9d30-56f5d46a5b37_4032x3024.jpeg 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8RqU!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F47d137c7-75cd-4316-9d30-56f5d46a5b37_4032x3024.jpeg" width="1456" height="1941" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/47d137c7-75cd-4316-9d30-56f5d46a5b37_4032x3024.jpeg&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1941,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8RqU!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F47d137c7-75cd-4316-9d30-56f5d46a5b37_4032x3024.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8RqU!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F47d137c7-75cd-4316-9d30-56f5d46a5b37_4032x3024.jpeg 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8RqU!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F47d137c7-75cd-4316-9d30-56f5d46a5b37_4032x3024.jpeg 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8RqU!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F47d137c7-75cd-4316-9d30-56f5d46a5b37_4032x3024.jpeg 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Una relazione strategica non funziona come una banca, dove fai depositi e prelievi e tieni un saldo sempre in pareggio. Funziona come una connessione, <strong>dove dai senza calcolare quando torner&#224; indietro, sapendo che torner&#224;, in una forma o nell&#8217;altra, prima o poi (magari non da dove te lo aspetti).</strong></p><p>C&#8217;&#232; anche un&#8217;immagine che il libro usa e che ho trovato super interessante: <strong>le persone che fanno da ponte tra reti diverse</strong> (che collegano mondi che normalmente non si parlerebbero) diventano centrali proprio per questo e vengono premiate proprio per la loro capacit&#224; di connettere.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!G14o!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff688f493-658e-41df-9c65-5a63a465ed4c_4032x3024.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Chi lavora nella comunicazione, chi lavora con le parole, con le relazioni, con l&#8217;entrare in connessione con altri esseri umani (perch&#233; dietro ogni brand ci sono persone, lo sappiamo tutti) rischia oggi di spostare il proprio punto di osservazione tutto sulla tecnologia. Nello specifico, sull&#8217;intelligenza artificiale.</p><p>Attenzione, non sto scrivendo l&#8217;ennesimo pezzo nostalgico su quanto fosse meglio prima. Il problema non &#232; lo strumento. Il problema &#232; quando manca il pensiero e quando l&#8217;ottimizzazione dello strumento diventa l&#8217;obiettivo, invece di restare un mezzo che ti libera del tempo che poi va reinvestito da qualche altra parte.</p><p>La caccia al prompt perfetto, la corsa dietro all&#8217;ultimo tool, al modello pi&#249; recente, alla funzione appena uscita&#8230; Io continuo a pensare che il vantaggio competitivo vero, oggi, sia da un&#8217;altra parte. &#200; <strong>tornare alla base</strong>.</p><p>Tornare in qualche modo a chiedersi: c<em>osa mi connette davvero con quella persona che ho davanti? Come costruisco una relazione profonda, non solo un contatto in pi&#249;? Come costruisco fiducia, quella vera, quella che non si compra e non si genera con un prompt, per quanto ben scritto?</em></p><p>Per fare questo <strong>c&#8217;&#232; bisogno anche di spazio e tempo</strong>.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!W-l_!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b8dc99b-0012-41e5-af31-5236659edc7b_2182x1586.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!W-l_!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b8dc99b-0012-41e5-af31-5236659edc7b_2182x1586.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!W-l_!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b8dc99b-0012-41e5-af31-5236659edc7b_2182x1586.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!W-l_!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b8dc99b-0012-41e5-af31-5236659edc7b_2182x1586.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!W-l_!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b8dc99b-0012-41e5-af31-5236659edc7b_2182x1586.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!W-l_!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b8dc99b-0012-41e5-af31-5236659edc7b_2182x1586.png" width="1456" height="1058" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/9b8dc99b-0012-41e5-af31-5236659edc7b_2182x1586.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1058,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!W-l_!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b8dc99b-0012-41e5-af31-5236659edc7b_2182x1586.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!W-l_!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b8dc99b-0012-41e5-af31-5236659edc7b_2182x1586.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!W-l_!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b8dc99b-0012-41e5-af31-5236659edc7b_2182x1586.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!W-l_!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b8dc99b-0012-41e5-af31-5236659edc7b_2182x1586.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>In agenzia, ad esempio, abbiamo deciso di investire nella ristrutturazione completa del nostro ufficio a Milano. Diventer&#224; uno spazio pensato anche per l&#8217;incontro, per i<strong>l nutrimento delle relazioni</strong> (non solo a livello interno, ma con clienti, partner, potenziali clienti, amici/amiche). Perch&#233; il luogo fisico dove le persone si vedono, si parlano, si guardano negli occhi mentre discutono non possiamo pi&#249; considerarlo un dettaglio secondario e fa parte dell&#8217;identit&#224;.</p><p>Scegliere di investirci (risorse, tempo, pensiero) significa dimostrare concretamente di considerarlo importante.</p><p>[Siamo entrati in quello spazio nel 2021 quando eravamo in 10. Oggi siamo 35 persone, abbiamo dato a tutti/e la possibilit&#224; di lavorare da remoto avendo comunque sempre un ufficio a disposizione e senza obblighi di frequenza, ma &#232; uno spazio che sar&#224; sempre pi&#249; determinante]</p><h3><strong>Quello che la tecnologia non fa</strong></h3><p>C&#8217;&#232; un dato dell&#8217;<strong><a href="https://www.ipsos.com/sites/default/files/ct/publication/documents/2023-09/IpsosViews_UnlockingTheValueOfReputation_WEB.pdf">Ipsos Global Reputation Monitor</a></strong> che qui torna utile: tra chi ha alta fiducia in un&#8217;azienda e chi ne ha una neutra, il divario nel supporto durante una crisi &#232; molto ampio.</p><p>E quella fiducia (lo sappiamo, chi fa PR se ne accorge) si costruisce ben prima che scoppi una crisi. Si fa ogni giorno, con un contatto vero, con presenza reale, con la capacit&#224; di ascoltare le sfumature del tono di voce di qualcuno mentre ti parla (pensate a tutti quei non detti che vengono colti durante una chiamata o un incontro di persona e che ci dicono per&#242; molto dell&#8217;andamento di una situazione), cosa che nessuno strumento digitale replica ancora, e onestamente credo e spero non replichi mai del tutto.</p><p>Il tempo che passi insieme e la presenza reale costruisce un legame di fiducia che nessuna sequenza di messaggi, per quanto ben calibrata, potr&#224; mai sostituire.</p><p>Certo, alla base devono esserci anche competenza, autorevolezza, coerenza tra quello che dici di saper fare e quello che effettivamente fai. Ma quella base, da sola, non basta. Serve la presenza reale, serve dimostrare di esserci quando le cose vanno male, quando il cliente ha bisogno di un partner vero al proprio fianco per prendere una decisione importante che avr&#224; un impatto sul business.</p><p>E, infine, c&#8217;&#232; un&#8217;altra cosa che la tecnologia non fa in modo eccellente: scegliere con estrema cura e precisione la parola giusta da usare, ad esempio, in un testo (e quale non usare) o in una conversazione. Perch&#233; siamo noi che pensiamo una parola specifica e perfettamente in linea con quel contesto in un determinato momento, perch&#233; magari quella parola ci riconnette a un ricordo, a un&#8217;esperienza, a qualcosa che sappiamo per averlo vissuto, e la scegliamo apposta, proprio per quel motivo. L&#8217;AI pu&#242; aiutarti a scrivere pi&#249; veloce, ma ovviamente non pu&#242; decidere per te cosa vale la pena dire in un preciso momento a un preciso interlocutore.</p><h3><strong>Tornare alla base: tempo, spazio, respiro e relazioni al centro (davvero)</strong></h3><p>Il vantaggio competitivo, quindi, &#232; saper tornare alla base? Alle relazioni e alla presenza, che contribuiscono alla costruzione di fiducia (e di reputazione)?</p><p>Pensiamo a una cosa: posso costruire il prompt pi&#249; sofisticato del mondo, quello che mi permette di scrivere un testo pazzesco in trenta secondi. <em>Ma poi, nella relazione uno a uno, riesco davvero a entrare in connessione con l&#8217;altra persona? Riesco a far capire quanto sono curiosa di quello che mi sta raccontando? Riesco a raccontare le esperienze e l&#8217;esperienza acquisita in modo che restino, che si trasformino in fiducia vera?</em></p><p>Dare e prendere spazio, tempo, respiro. <strong>Portare le persone offline</strong>. Prendersi il tempo di studiare per scrivere un contenuto senza delegare la ricerca e la rielaborazione solo agli strumenti di intelligenza artificiale. <strong>Mettere in contatto due persone senza aspettarsi nulla in cambio, solo perch&#233; pensi che abbia senso che si conoscano.</strong></p><p>La forza e il potere delle relazioni risiede anche nel fatto che non si scalano, non si automatizzano. Le relazioni si nutrono, una alla volta, con la pazienza di chi sa che il ritorno non arriva subito e magari non arriva nemmeno da dove te lo aspetti.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/tornare-alla-base-tempo-spazio-e?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/tornare-alla-base-tempo-spazio-e?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p>&#8212;</p><p><strong>Restiamo in contatto</strong></p><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p><p>Qui trovi il nostro percorso formativo: <strong><a href="https://disclosers.it/formazione/">https://disclosers.it/formazione/</a></strong></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per i brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong>]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[138 consigli di comunicazione, marketing e business da 46 imprenditori, imprenditrici, manager e giornalisti/e]]></title><description><![CDATA[138 consigli su comunicazione, marketing e business da 46 imprenditori, imprenditrici, manager e giornalisti/e]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/138-consigli-su-comunicazione-marketing</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/138-consigli-su-comunicazione-marketing</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Sun, 14 Jun 2026 13:45:49 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ba5385fc-fafd-4858-9d1f-76c18cfbc418_1024x1024.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 110: ecco le ore di lavoro dietro questo contenuto.</p><p>Com&#8217;&#232; possibile?</p><p>Il calcolo &#232; semplice: nelle prossime righe troverai 138 consigli su comunicazione, marketing, creativit&#224; e business <strong>ricavati da 46 interviste a imprenditori, imprenditrici, manager e giornalisti/e (per il podcast <a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Oltre il titolo</a>)</strong>.</p><p>E tenendo conto che per ogni intervista ci sono almeno 2 - in alcuni casi 3 - ore di lavoro (tra preparazione domande, studio, registrazione nei nostri uffici e montaggio), le 110 ore si superano in tranquillit&#224;.</p><p>Poco tempo fa avevo scritto un<strong><a href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/54-consigli-di-comunicazione-e-business"> contenuto</a></strong> simile, su altre 18 interviste (sempre per il podcast di <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/disclosers/">Disclosers</a></strong>, <strong>&#8220;Oltre il titolo&#8221;</strong>), e oggi ho pensato di raccogliere altri 138 spunti (tra gli intervistati, ad esempio, ci sono Mariangela Pira, giornalista di Sky TG24, Giuseppe Stigliano, Daniele Cobianchi, Mattia Marangon, Ana Mazzeo e molti/e altri/e).</p><p>Buona lettura!</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!G04t!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F282f5d7f-01bb-4821-bbd9-af743b20326e_2508x1394.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!G04t!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F282f5d7f-01bb-4821-bbd9-af743b20326e_2508x1394.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!G04t!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F282f5d7f-01bb-4821-bbd9-af743b20326e_2508x1394.png 848w, 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stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p></p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/ACoAAAieelMBo_QXzfGhapBIFOLuKJT9l_4KnV0?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAieelMBo_QXzfGhapBIFOLuKJT9l_4KnV0">Alessandro Gatti</a>, CEO di The Next Generation Platform.</strong></h3><ul><li><p><strong>Distribuire lo spirito imprenditoriale</strong>: per scalare un&#8217;agenzia, delega il senso di responsabilit&#224; creando &#8220;sotto-cellule&#8221;. Affida la guida a collaboratori autonomi per moltiplicare i centri nevralgici del progetto.</p></li><li><p><strong>Valutare con metriche esterne</strong>: osserva la tua agenzia con gli occhi di un investitore finanziario. Comprendere quali parametri usa il mercato esterno per giudicarti ti permette di pianificare una crescita molto pi&#249; strutturata.</p></li><li><p><strong>Privilegiare un clima disteso</strong>: la posta in gioco alta non giustifica ambienti di lavoro tossici. Seleziona leader che sappiano gestire l&#8217;ambizione mantenendo sempre lucidit&#224; e propositivit&#224;.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/6L8iqbrN9ry8tFovjgppIz?si=2JxbR1v0S1ClNyP7ZQ1x7g">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/guedado?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAPzvPYBglSJ12ZaaSCQYKYzFOM9wLzX5ZY">Jacopo Mele</a>, imprenditore e investitore.</strong></h3><ul><li><p><strong>Sfruttare la passione come test</strong>: non trattare la passione come un traguardo definitivo, ma come una scusa per sperimentare. Immergiti in nuove discipline per apprendere rapidamente e testare le tue vere inclinazioni.</p></li><li><p><strong>L&#8217;ossessione per i dettagli</strong>: l&#8217;impatto reale si genera applicando una cura maniacale alla quotidianit&#224;. Concentrati sui bisogni irrisolti e presentati al mercato con l&#8217;ambizione di azzerare i problemi, non solo di ridurli.</p></li><li><p><strong>Trasformare i feedback in memoria</strong>: non archiviare i rifiuti in una mail. Richiedi confronti diretti dopo un &#8220;no&#8221; per convertire il parere negativo in una curva di apprendimento immediatamente spendibile.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/1ZGEV6omc93RKtIF9sGJqU?si=i-HSW9i-Szm_8GzbqIzjow">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/chiara-guerritore?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAA0PUusB2E0vqGicuAVZNfNwk06dwM_mpHQ">Chiara Guerritore</a>, Events e Communication Manager di Ciaopeople.</strong></h3><ul><li><p><strong>Valorizzare le fasi di stallo</strong>: il vuoto temporale non &#232; sinonimo di inattivit&#224;. Rallenta per riordinare i pensieri e riallineare la strategia, trasformando l&#8217;apparente lentezza in un vantaggio competitivo.</p></li><li><p><strong>Creare ricordi tramite la presenza fisica</strong>: nell&#8217;era digitale, l&#8217;evento in presenza genera un impatto neurologico superiore. Fai vivere il tuo brand in spazi condivisi per trasformare un messaggio in un&#8217;esperienza memorabile.</p></li><li><p><strong>Sostituire la presunzione con l&#8217;ascolto</strong>: non imporre formati comunicativi obsoleti. Osserva come la community reagisce ai contenuti e modula il piano editoriale partendo esclusivamente dai bisogni dell&#8217;audience.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/636MkrwxbhDAXynjBBcwVx?si=ZO3FItwvSUGMGqwu2mzRGQ">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3>Dall&#8217;intervista con <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/ACoAAA3qYtgBa3ydZ3IJCo_bT2PEiXynI9YHFSc?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAA3qYtgBa3ydZ3IJCo_bT2PEiXynI9YHFSc">Benedetta Balestri</a></strong>, Founder di One Shot Group.</h3><ul><li><p><strong>Fluidificare i confini delle mansioni</strong>: non ingabbiare il team in job title rigidi. Stimola i collaboratori a sviluppare competenze orizzontali, permettendo loro di coprire l&#8217;intera filiera creativa con agilit&#224;.</p></li><li><p><strong>Pilotare l&#8217;esposizione mediatica</strong>: proteggi i giovani talenti dal delirio da cifre. Affianca i creator con una struttura che ne tuteli la serenit&#224;, focalizzandoli sulle passioni reali invece che sulla mera viralit&#224;.</p></li><li><p><strong>Comunicare la salute mentale con rigore</strong>: affrontare tematiche psicologiche richiede estrema attenzione. Forma i talent per evitare uscite superficiali che rischiano di veicolare messaggi fuorvianti solo per ottenere engagement.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/6jk4Ptj1qYvERpUH0rLvc2?si=dckEn-FTTyuiCNIgiy8NaA">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con Mattia Marangon, Fondatore di Ugolize.</strong></h3><ul><li><p><strong>Ancorarsi alla coerenza narrativa</strong>: puoi variare i format in base alla piattaforma, ma la promessa editoriale deve restare salda. Mantieni il tuo tono per evitare che il pubblico percepisca tradimenti identitari.</p></li><li><p><strong>Combattere la bulimia da scorrimento</strong>: la velocit&#224; estrema dei social azzera la memorabilit&#224;. Sforzati di proporre chiavi di lettura lente e ponderate per selezionare un&#8217;audience disposta all&#8217;approfondimento.</p></li><li><p><strong>Centrare l&#8217;utilit&#224;, non il cronometro</strong>: la diatriba sui video brevi o lunghi &#232; fuorviante. Fornisci un contenuto che risolva un bisogno o intrattenga davvero: se c&#8217;&#232; valore reale, la lunghezza &#232; secondaria.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/6BLn81VRrNP7tAa6lKOzY6?si=fQnpZNK1SL-6vVhpwcWJtQ">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/ACoAAAtT1qsBUytFQJ-lfE93JYuXk3XR2W9t09w?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAtT1qsBUytFQJ-lfE93JYuXk3XR2W9t09w">Nadia Rendina</a>, Chief Marketing Officer di Impresoft.</strong></h3><ul><li><p><strong>Difendere lo spazio del pensiero</strong>: la creativit&#224; ha bisogno di tempo. Proteggi i tuoi collaboratori dai task esecutivi continui, lasciando che le pause generino soluzioni realmente innovative.</p></li><li><p><strong>Demolire la presunzione gerarchica</strong>: abbandona il mito del leader onnisciente. Promuovi una cultura del &#8220;learn it all&#8221;, stimolando l&#8217;ascolto attivo per individuare leve motivazionali differenti per ogni membro del team.</p></li><li><p><strong>Testare senza il filtro dei numeri</strong>: per innovare davvero, agisci staccando momentaneamente gli occhi dalle dashboard. Lascia esprimere il team fuori dalle logiche di performance per unire puntini inesplorati.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/6zLUeqYgRxw7CFxl2fGk5i?si=CA0i8LUPSIGzIE8P1zE2EA">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/claudiobedino?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAEuLY4Ba6h52KJSerG_vBA-eAyd3EeFZTE">Claudio Bedino</a>, Ex Gemini, N26</strong></h3><ul><li><p><strong>Incanalare la fiamma dell&#8217;entusiasmo</strong>: la passione brucia in fretta se non viene strutturata. Traduci la creativit&#224; in metodica esecuzione pratica, fornendo all&#8217;energia una direzione che resista ai periodi di crisi.</p></li><li><p><strong>Non ignorare i campanelli d&#8217;allarme</strong>: i problemi organizzativi non spariscono da soli. Rileva tempestivamente le frizioni valoriali tra soci e investitori, disinnescandole prima che provochino uno stallo mortale per l&#8217;impresa.</p></li><li><p><strong>Imporre il benessere aziendale</strong>: un team stressato perde lucidit&#224; strategica. Promuovi rituali di distacco digitale e routine di benessere psicofisico per tutelare i rendimenti a lungo termine.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/7e1byDndeOnwd8w5ox064x?si=2xIUuwMKQ66XLqav21qpAQ">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/ACoAABRkPV4Br5m2Geo8Y6q_0AkgoaqO6SgRMAE?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAABRkPV4Br5m2Geo8Y6q_0AkgoaqO6SgRMAE">Martina Maria Antoniotti</a>, Head of Marketing di Hotiday.</strong></h3><ul><li><p><strong>Rifiutare l&#8217;attivismo di facciata</strong>: il marketing deve incidere in profondit&#224;. Allineare la comunicazione a uno scopo etico tangibile evita le derive di greenwashing e costruisce brand realmente credibili.</p></li><li><p><strong>Elevare l&#8217;empatia a skill dirigenziale</strong>: l&#8217;intelligenza emotiva muove le performance. Allena la capacit&#224; di ascolto nei leader per prevenire conflitti interni e favorire un clima di reale sicurezza psicologica.</p></li><li><p><strong>Scongiurare la clonazione dei team</strong>: assumere persone identiche a te appiattisce le idee. Seleziona profili con background distanti e complementari per sviscerare le sfide complesse da ogni angolazione.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/30uk1uMCn0v51H0LZZ8hGF?si=UM092f4BRbOp0iyWaw_eGA">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/allegraviolante?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAB_C2JgBAuY2c99BiE42oimPA3Zl983n9XA">Allegra Violante</a>, Founder di Fler.</strong></h3><ul><li><p><strong>Preservare l&#8217;allineamento con gli investitori</strong>: non incassare capitali da partner disallineati. Seleziona investitori che condividano i tuoi valori per evitare di sprecare tempo in continui conflitti di visione.</p></li><li><p><strong>Responsabilizzare il team con gli OKR</strong>: spingi i collaboratori a prendere decisioni in autonomia. Assegna responsabilit&#224; misurabili, favorendo un ambiente in cui ognuno percepisca l&#8217;impatto diretto del proprio lavoro.</p></li><li><p><strong>Convertire il customer care in manifesto</strong>: trasforma l&#8217;assistenza nel cuore della brand identity. Una risposta rapida ed empatica eleva la percezione del prodotto, creando una fidelizzazione irraggiungibile per la GDO.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/4CjrTH7DqCqEPTtVfSxKvf?si=LqmpqlL5RRi8ui4B_jbvnQ">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/ACoAAAB4scYBb0N3YUh7NA26MrEl5So4kv25vok?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAB4scYBb0N3YUh7NA26MrEl5So4kv25vok">Massimo Fariello</a>, CTO di Syrto.</strong></h3><ul><li><p><strong>Delegare la complessit&#224; all&#8217;AI</strong>: i software classici faticano a modellare dinamiche non lineari. Applica le reti neurali per simulare interazioni umane e superare i rigidi vincoli del codice deterministico.</p></li><li><p><strong>Vincolare i modelli alle leggi fisiche</strong>: l&#8217;intelligenza artificiale pura rischia allucinazioni. Implementa un approccio physics-aware per condizionare le previsioni dell&#8217;algoritmo alla realt&#224; tangibile.</p></li><li><p><strong>Simulare prima di produrre</strong>: trasforma l&#8217;esperienza empirica in un digital twin. Intercetta gli errori progettuali in un ambiente virtuale, abbattendo drasticamente i costi di prototipazione hardware.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/0PTFNWRw4o6VwFx60v48Ej?si=yffgzkpPSMaNhxksZdKy9w">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/lauraventurini?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAVVrxABoYx37RcuSaE6dmi8bCcgqW7ZJvU">Laura Venturini</a>, ex CEO di Quindo.</strong></h3><ul><li><p><strong>Condividere pubblicamente l&#8217;avanzamento lavori</strong>: non nascondere i processi al cliente. Usa piattaforme dinamiche per mostrare chi fa cosa in tempo reale, trasformando l&#8217;attesa in consapevolezza e fiducia.</p></li><li><p><strong>Misurare l&#8217;empatia nei processi di selezione</strong>: le competenze tecniche si insegnano, l&#8217;educazione no. Dedica le prime fasi dei colloqui esclusivamente a valutare i valori, la comunicazione e la curiosit&#224; del candidato.</p></li><li><p><strong>Garantire feedback strutturati anche ai candidati scartati</strong>: invia spiegazioni motivate a chi non supera le selezioni. Dedicare tempo per far crescere chi &#232; stato escluso eleva umanamente la percezione del tuo brand.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/2dXemavoFuBNokrqVexd7Y?si=zeBYekxDRpyCg2uolr49cw">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/francescoagostinis?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAABQWazQBBlawqItjvtTKzlwOxpJxVvXH8Xs">Francesco Agostinis</a>, imprenditore e investitore.</strong></h3><ul><li><p><strong>Investire nel costo opportunit&#224; del know-how</strong>: finanzia le startup da cui puoi estrarre (anche) nuove competenze. L&#8217;investimento intelligente non si concentra solo sul capitale, ma fornisce conoscenze applicabili alle tue altre attivit&#224;.</p></li><li><p><strong>Anticipare le richieste del mercato</strong>: se aspetti che il mercato ti chieda un servizio, sei in ritardo. Vai oltre lo status quo provando a offrire soluzioni inesplorate ancor prima che diventino uno standard (o che chi c&#8217;&#232; dall&#8217;altra parte le chieda).</p></li><li><p><strong>Razionalizzare l&#8217;ansia da stagionalit&#224;</strong>: educa il team ad accettare le flessioni fisiologiche. I cali temporanei di lead non significano per forza un fallimento, anzi: usa quei momenti per perfezionare i processi senza diffondere panico.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/5LAkYd88QgIT6pTcHGisiA?si=pEdoVanUSSCS22g_dWdrfA">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/ugoparodigiusino?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAFt-8cBhQRch41yVJ8YAYFPeDWoN-yGFok">Ugo Parodi Giusino</a>, Founder e CEO di Magnisi.</strong></h3><ul><li><p><strong>Proteggere l&#8217;incoscienza dell&#8217;early stage</strong>: non razionalizzare subito un&#8217;idea acerba. La fase iniziale richiede assenza di confini: non soffocare la creativit&#224; costringendola prematuramente nei limiti del business plan.</p></li><li><p><strong>Valorizzare l&#8217;energia imprenditoriale oltre il prodotto</strong>: se il modello di business &#232; sbagliato ma il founder &#232; brillante, sii schietto. Separa il giudizio sull&#8217;idea da quello sulla persona, preservando la sua motivazione.</p></li><li><p><strong>Capitalizzare la contaminazione geografica</strong>: non esiste solo la Silicon Valley. Creare ecosistemi innovativi in contesti apparentemente periferici (come il Sud Italia) sfrutta la qualit&#224; della vita come attrattore per i talenti.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/6HfOj41gBuULit5pFL5RqN?si=F2gBInmCR6q-MTvjEMKOwg">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/federicosbandi?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAkP4XEBrnztA7syIl5RvC5ZI3qPRdqlVn4">Federico Sbandi</a>, CEO di Digital Combat Agency.</strong></h3><ul><li><p><strong>Normalizzare la complessit&#224; relazionale</strong>: trasforma le sfide lavorative in semplici chiacchierate. Che si tratti di un esame o di un mega-cliente, abbassa l&#8217;ansia ricordandoti che stai affrontando unicamente una conversazione.</p></li><li><p><strong>Costruire un ecosistema traslazionale</strong>: fai comunicare le tue aziende (se hai pi&#249; realt&#224; sotto il tuo &#8220;cappello&#8221;. Ad esempio, usa un&#8217;Academy per formare i talenti e un&#8217;Agency per collaborare con i pi&#249; meritevoli: il travaso continuo di competenze genera un asset aziendale invincibile.</p></li><li><p><strong>Inseguire il nuovo approccio al lavoro dei giovani</strong>: il modo in cui i giovani vivono il lavoro non si pu&#242; controllare. Adattati alla loro richiesta di serenit&#224; e work-life balance per attrarre e trattenere le menti pi&#249; brillanti.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/63221v5iODT6XNB45vGD2F?si=yUZx7rQ_QpqNG3_HhFl9_A">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/enricoquaroni?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAFbR1QBQg8Z0dANY_0ahOVH3ue41mU9YZk">Enrico Quaroni</a>, CEO di Chatwin.</strong></h3><ul><li><p><strong>Smascherare la narrativa vuota nella tecnologia</strong>: il mercato &#232; saturo di soluzioni mediocri spinte da grandi storie. L&#8217;innovazione reale vince smontando il &#8220;fake it until you make it&#8221; con esecuzioni ineccepibili e tangibili.</p></li><li><p><strong>Fuggire dalla comodit&#224; estrema</strong>: il successo e lo stipendio alto possono invecchiare la mente. Abbandona le posizioni di comfort per lanciarti in sfide rischiose che mantengano viva la tua spinta creativa e cognitiva.</p></li><li><p><strong>Accettare il passaggio di consegne</strong>: un&#8217;azienda non pu&#242; scalare se il fondatore resta il collo di bottiglia. Superata una certa soglia, assumi professionisti pi&#249; bravi di te e rassegnati a delegare la guida operativa.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/0E1VKg0oalbd34TjLGwWIt?si=nxejjgKCQdGmD_YO9ql-7w">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/patrickabbattista?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAABJnMIB_8Y-jRmyqFIGgYKHAPgveRHw3BE">Patrick Abbattista</a>, CEO e Founder di DesignWanted.</strong></h3><ul><li><p><strong>Blindare l&#8217;indipendenza editoriale</strong>: nel panorama dei media, mantieni almeno un asset totalmente slegato dalle logiche commerciali. L&#8217;indipendenza rafforza la fedelt&#224; del pubblico e certifica l&#8217;autorevolezza del tuo giudizio.</p></li><li><p><strong>Sottomettere le PR al linguaggio del medium</strong>: spiega alle aziende che i comunicati stampa standardizzati sono inutili. Trova angoli narrativi specifici per far risaltare il brand senza tradire lo stile della tua testata.</p></li><li><p><strong>Abbracciare l&#8217;ozio creativo strategico</strong>: l&#8217;innovazione non nasce assecondando la fretta. Concediti il tempo per mettere in discussione lo status quo e trovare la soluzione pi&#249; logica e semplice a problemi complessi.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/7v918Ey7dIjVnm2ba2PbFg?si=v2Wplqd_S-yLjzO9HTmyAQ">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/virginiagiammaria?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAqTDiYBTdKsjlNnbT4pEK0wrzWsNQD4TTQ">Virginia Giammaria</a>, Direttrice Digital Journalism Festival</strong></h3><ul><li><p><strong>Mitigare i bias tramite i dati</strong>: le intuizioni umane sono spesso alterate da pregiudizi. Allena la mente a bilanciare la volont&#224; personale con un&#8217;analisi neutra del mercato prima di avviare progetti strutturali.</p></li><li><p><strong>Esigere trasparenza algoritmica</strong>: chi lavora nelle Tech Company ha il dovere di semplificare la &#8220;scatola nera&#8221;. Spiega le dinamiche delle piattaforme al pubblico per favorire un consumo digitale pi&#249; consapevole.</p></li><li><p><strong>Guidare i media tradizionali al formato video</strong>: l&#8217;informazione deve evolvere verso formati brevi e ingaggianti. Le redazioni storiche sopravvivranno solo se integreranno nuovi Creator capaci di tradurre l&#8217;autorevolezza in clip digitali.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/5LeMAIqFwSFgYiKOAgD8Qq?si=nReSkC_gTx-4V3XD09Hw_A">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/massimilianosquillace?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAAUB1wB_YmVbabFzYpiUBOpolshqDBPXn4">Massimiliano Squillace</a>, Founder di Contents.</strong></h3><ul><li><p><strong>Il valore del pivot rapido</strong>: non innamorarti dell&#8217;idea iniziale, ma mantieni la lucidit&#224; per cambiare modello di business sotto pressione. Accetta le frizioni e sfrutta l&#8217;adrenalina per ricalibrare i servizi offerti.</p></li><li><p><strong>Investire nel talento prima del prodotto</strong>: un team eccellente pu&#242; far decollare anche un&#8217;idea gi&#224; vista sul mercato. Finanzia founder affamati, capaci di iterare e dominare i competitor tramite l&#8217;esecuzione pratica.</p></li><li><p><strong>La contaminazione fisica e relazionale</strong>: esci dai confini cittadini e viaggia per raccogliere spunti eterogenei. Costruisci relazioni in contesti internazionali per intercettare trend e chiudere investimenti irraggiungibili a livello locale.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/3vH6fuiu4VskgI6pUR7kFU?si=TdnBgrlJR-ivSwFfQa2XwQ">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/edoardodalnegro?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAI0t2oBp1QlW-b6P-0g8hKL9o4pnurR3r0">Edoardo Dal Negro</a>, CEO di Blinkup S.r.l.</strong></h3><ul><li><p><strong>Riscrivere le strategie ripartendo dai fondamenti</strong>: quando i dati mancano o sono confusi, azzera tutto. Torna alle origini della comunicazione concentrandoti esclusivamente sul valore percepito che vuoi trasferire al cliente.</p></li><li><p><strong>Abbandonare l&#8217;iper-pianificazione</strong>: gestire un&#8217;azienda richiede visione, non micro-management. Sostituisci le infinite riunioni di controllo con un dialogo attivo che renda il team co-protagonista della direzione aziendale.</p></li><li><p><strong>Premiare l&#8217;iniziativa bottom-up</strong>: lascia che i dipendenti propongano lo sviluppo di nuovi strumenti. Sostenere l&#8217;auto-formazione e l&#8217;ideazione interna trattiene i talenti e migliora l&#8217;infrastruttura tecnologica dell&#8217;azienda.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/0HuMaMIyDu4fKzitTrISRX?si=wgPhgf_-TfCDPxIZx07X-w">l&#8217;episodio completo]</a></strong></p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/alessandrorimassa?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAACiAy4BLHkcGaUJgnQQ6NAxb49Fhe5Tdm8">Alessandro Rimassa</a>, CEO di RADICAL HR e HAPPY2C.</strong></h3><ul><li><p><strong>Adottare un approccio solution-driven</strong>: non limitarti a segnalare criticit&#224; ai superiori. Porta sempre con te un&#8217;analisi del problema accompagnata da potenziali soluzioni pratiche per spostare il focus sul futuro.</p></li><li><p><strong>Creare un &#8220;sistema operativo&#8221; culturale</strong>: i processi cambiano, la cultura resta. Fonda l&#8217;azienda su trasparenza, fiducia e modalit&#224; beta: sar&#224; questo scheletro valoriale a espellere naturalmente le personalit&#224; tossiche.</p></li><li><p><strong>Scindere la produttivit&#224; dall&#8217;esaurimento</strong>: smettila di misurare il successo in ore lavorate. Un team riposato &#232; esponenzialmente pi&#249; produttivo: il vero wellbeing passa dal rispetto rigoroso dei tempi di disconnessione.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/3hVmG36Dj0NgArzfAQhEOV?si=0Azh2ndhRiaHDXsn5VLoCQ">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/ACoAAA-BR3kB0gYHWh4p8duiNTEIGISWKfXH91A?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAA-BR3kB0gYHWh4p8duiNTEIGISWKfXH91A">Roberta Ligossi</a>, CEO e Founder di TA-DAAN.</strong></h3><ul><li><p><strong>Azzerare la retorica del piano B</strong>: affronta la nascita del tuo progetto con l&#8217;attitudine del non ritorno. Lanciati sul mercato con scelte nette, imponendoti di non avere scialuppe di salvataggio per massimizzare il focus.</p></li><li><p><strong>Svecchiare l&#8217;immaginario di settore</strong>: l&#8217;artigianato, ad esempio, non &#232; solo polvere e botteghe storiche. Promuovi una nuova generazione di creatori giovani e digitalizzati, scardinando l&#8217;immagine nostalgica a favore di un&#8217;estetica pop e contemporanea.</p></li><li><p><strong>Educare alla consapevolezza d&#8217;acquisto</strong>: sfrutta i canali digitali non solo per vendere, ma per spiegare la filiera. Insegnare ai giovani da dove viene il prodotto li trasforma da acquirenti compulsivi a consumatori etici.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/2422LXsegRValYSjpqiNxa?si=3NFUeH-lTTa1dcTDTg3W7g">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/ACoAAAB7WQEB7vDQtsowXYsU9ssrewhudWbgPjI?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAB7WQEB7vDQtsowXYsU9ssrewhudWbgPjI">Mariangela Pira</a>, Giornalista SkyTg24 e scrittrice.</strong></h3><ul><li><p><strong>Filtrare le informazioni tramite il metodo scientifico</strong>: non cedere allo storytelling che ignora la matematica. Un giornalista deve conoscere la statistica per smontare in diretta allarmismi infondati e fake news.</p></li><li><p><strong>Sostenere il costo dell&#8217;inchiesta</strong>: l&#8217;informazione di qualit&#224; costa tempo, fonti e viaggi. Se puoi, sostieni i paywall per finanziare reportage capaci di sviscerare le vere dinamiche geopolitiche.</p></li><li><p><strong>Mantenere l&#8217;indipendenza intellettuale</strong>: rifiuta il giornalismo accomodante. Conduci le interviste per fare chiarezza per il pubblico, non per compiacere l&#8217;ospite o assecondare gli interessi dell&#8217;editore.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/41aQK9wswykhP5TX0CYxHE?si=E-wUBHc_RGq51pkHNs61bw">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/francesco-zaffarano?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAABNuwskBGqIean36W28mRzkxzgkDQWLMJH0">Francesco Zaffarano</a>, Head of Product at Chora &amp; Will Media.</strong></h3><ul><li><p><strong>Adattare la profondit&#224; all&#8217;assenza di contesto</strong>: sui social, il tuo contenuto compete con gattini e meme. Spiega i fatti complessi con un &#8220;explanatory journalism&#8221; che non dia nulla per scontato e si auto-sostenga.</p></li><li><p><strong>Svincolare l&#8217;autorevolezza dal formato</strong>: un articolo di due pagine pu&#242; essere vuoto, un video di 60 secondi pu&#242; essere denso. Smetti di snobbare le piattaforme verticali e impara a veicolare la profondit&#224; con linguaggi nuovi.</p></li><li><p><strong>Tutelare l&#8217;editoriale nel branded content</strong>: rifiuta di diventare una vetrina pubblicitaria. Collabora con le aziende solo per co-creare messaggi valoriali trasparenti, proteggendo l&#8217;identit&#224; della testata e la fiducia del lettore.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/5UoZbznMeFLbTSAfzcnOfb?si=-i6Ah6bzQhyR9cHcQUTdHg">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/valeriacasani?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAAvD60BYVso_pv6rV61hOdNvr-vETaBVdo">Valeria Casani</a>, ex Direttrice Marketing Nespresso Italia.</strong></h3><ul><li><p><strong>Costruire connessioni emotive oltre il dato</strong>: l&#8217;iper-targettizzazione algoritmica non basta. Usa l&#8217;empatia e l&#8217;introspezione qualitativa (come i focus group) per intercettare i bisogni inespressi dei consumatori.</p></li><li><p><strong>Sfruttare l&#8217;AI per liberare tempo strategico</strong>: non temere che la tecnologia rubi creativit&#224;. Usa l&#8217;automazione per sbrigare le mansioni operative a basso valore aggiunto, canalizzando l&#8217;ingegno umano verso l&#8217;ideazione pura.</p></li><li><p><strong>Esigere coerenza valoriale nel lavoro</strong>: non scendere a compromessi etici per un job title. Seleziona aziende le cui missioni riflettano i tuoi principi, perch&#233; l&#8217;allineamento morale &#232; il pi&#249; potente acceleratore di carriera.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/4kXQN2C5027NDu6GyogWGI?si=tUDeRjjVQ96e8rB0eGmWtg">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/marcologuercio?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAAFXZYBk2K2Ad-omlaiY5s-n_TLp2tuGi8">Marco Loguercio</a>, e-business e e-commerce advisor</strong></h3><ul><li><p><strong>Misurare maniacalmente il ritorno sull&#8217;investimento</strong>: nel performance marketing non si vende fumo. Giustifica ogni budget allocato dimostrando con i dati l&#8217;incremento tangibile delle conversioni e del business del cliente.</p></li><li><p><strong>Gestire l&#8217;infrastruttura prima del traffico</strong>: portare milioni di visite a un e-commerce disorganizzato &#232; un suicidio per il brand. Prima di investire in advertising, assicurati che la logistica e il customer care possano reggere l&#8217;urto.</p></li><li><p><strong>Svincolarsi dalla solitudine direttiva</strong>: non fare l&#8217;imprenditore isolato. Fai rete con altri founder, confrontati apertamente sugli errori e condividi le metodologie per accelerare l&#8217;evoluzione della tua agenzia.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/4c7DibkNc7nwrqXQNDNfw1?si=7c4r5nh5Tz68h8mBVibicA">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/benedettobuono?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAHnn3UBgjhM-sDmNS9FM87PB5sdPa1w3ec">Benedetto Buono</a>, Founding partner di Buono&amp;Partners.</strong></h3><ul><li><p><strong>Amministrare le relazioni come un bilancio</strong>: il capitale relazionale va gestito in modo strategico, al pari di quello finanziario e tecnologico. Mappa il tuo network e strutturalo per estrarre opportunit&#224; di business tangibili.</p></li><li><p><strong>Generare collisioni creative</strong>: il successo si costruisce lontano dalla scrivania. Frequenta eventi fuori dalla tua bolla settoriale (es. un vernissage d&#8217;arte) per intercettare investitori o idee.</p></li><li><p><strong>Padroneggiare l&#8217;ascolto per guidare la trattativa</strong>: lascia parlare la controparte per solleticare il suo ego e raccogliere dati. Chi ascolta e fa le domande giuste domina lo sviluppo commerciale e le pubbliche relazioni.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/3HXKmh82W5tZIlL0j6NAtC?si=Riox_S9TQ3eTJH3SeFDvxw">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/alessiocarciofi-wellbeing?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAGqCUkBHwnxH0I8Yuw45g5P2VugDklh_NE">Alessio Carciofi</a>, Docente in Marketing &amp; Benessere Digitale.</strong></h3><ul><li><p><strong>Hackerare la dipendenza da distrazione</strong>: non demonizzare gli strumenti, ma cambiane le regole. Inserisci micro-abitudini offline (come 15 minuti di meditazione al risveglio) prima di cedere al bombardamento delle notifiche.</p></li><li><p><strong>Riconoscere la fatica mentale come infortunio</strong>: le aziende devono fare &#8220;manutenzione&#8221; ai propri knowledge worker. Ignorare il bisogno fisiologico di disconnessione porta a cali produttivi drastici e al burnout silenzioso.</p></li><li><p><strong>Reintrodurre l&#8217;emotivit&#224; nei processi</strong>: abbatti la cultura dell&#8217;anaffettivit&#224; manageriale e del micromanagement. La leadership moderna deve saper decodificare il &#8220;digital body language&#8221; per far sentire il team realmente supportato.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/2sCmGUMsSrGN4ZvCo5kdJx?si=ed2B_3FmStmJUbnsEtWsvw">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/lforesti?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAABqG9kBL_WqnWFIe17mh5hs3iWle9e2rvM">Luca Foresti</a>, imprenditore.</strong></h3><ul><li><p><strong>Sdoganare il racconto sanitario</strong>: la sanit&#224; non deve essere un tab&#249; di esclusivo dominio pubblico. Usa la comunicazione per spiegare la facilit&#224; di accesso alle cure, avvicinando i professionisti clinici all&#8217;utenza in modo empatico.</p></li><li><p><strong>Colmare il vuoto del metodo scientifico</strong>: combatti la sfiducia generalizzata negli esperti. Semplifica i concetti complessi senza banalizzarli, usando i dati crudi come unico antidoto contro l&#8217;allarmismo mediatico.</p></li><li><p><strong>Codificare gli stimoli in uno zibaldone</strong>: appunta costantemente grafici, idee e riflessioni. Scrivere non solo ordina il pensiero logico, ma fornisce un database infinito da cui attingere per la tua divulgazione social.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/6Aa4StPshDxbXXUvBhEiR5?si=nlNN8MQBR96uvjVSvMoN2w">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/margherita-devalle?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAABYLKCsBYKS1UfwkTgt108hwe5Gw8EG8JmA">Margherita Devalle</a> e <a href="https://www.linkedin.com/in/fradegiorgio?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAABo3rrQBf3NEv7phFD1Vg0MJpIsoB1-ol2E">Francesco De Giorgio</a>, SAE Institute.</strong></h3><ul><li><p><strong>Accettare l&#8217;obsolescenza per innovare</strong>: se un processo ha sempre funzionato in un certo modo, &#232; il momento di cambiarlo. Ritagliati momenti di &#8220;ozio creativo&#8221; per decostruire le prassi consolidate e sperimentare nuove tecnologie.</p></li><li><p><strong>Elevare il professionista a manager di s&#233; stesso</strong>: saper produrre non basta. Nei media creativi devi padroneggiare le soft skill, gestire i contratti e imparare a delegare prima di finire schiacciato dal burnout operativo.</p></li><li><p><strong>Capitalizzare la collisione fisica nei network</strong>: esci dalla tua stanza e frequenta l&#8217;ecosistema. Le collaborazioni non nascono solo online: sfrutta gli eventi e i festival per creare un capitale relazionale da spendere al momento giusto.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/6RLW4n83XSjmhZiJc39pD8?si=7YhDLk25Sx6Tvs98Eh0Hfw">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/danilogasparrini?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAACmbIBR7zRNl4-smuvrd13nnCuzn-_sYc">Danilo Gasparrini</a>, imprenditore.</strong></h3><ul><li><p><strong>Scardinare l&#8217;immobilismo con il design thinking</strong>: applica la fluidit&#224; digitale a settori polverosi. Trasforma l&#8217;esperienza in un fast food o da un parrucchiere ripensando completamente il layout degli spazi e il flusso di servizio.</p></li><li><p><strong>Blindare la scalabilit&#224; attraverso i dati crudi</strong>: non innamorarti ciecamente della tua idea. Implementa software gestionali fin dal primo giorno per monitorare in tempo reale i costi variabili ed evitare il collasso finanziario.</p></li><li><p><strong>Invertire le gerarchie della motivazione</strong>: non trattare lo staff come semplice manodopera. Condividi i piani strategici e i valori aziendali con chi &#232; in prima linea per abbattere il turnover e generare un fortissimo orgoglio di squadra.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/2rzuFYJjYD19t56fTOEBlA?si=R9wn6oanR5-QHg7wETJnMA">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/anamazzeo?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAABGf70BWbdq5gGwU0x1wfR1Q-QT_jLqoHU">Ana Mazzeo</a>, Managing Director Italy di WOBI.</strong></h3><ul><li><p><strong>Nutrire l&#8217;ambizione con il rifiuto</strong>: usa i limiti iniziali come propellente. Trasforma le difficolt&#224; in una &#8220;fame&#8221; di riscatto che ti spinga a forzare le porte e a candidarti senza remore per ruoli di vertice.</p></li><li><p><strong>Sdoganare l&#8217;umanit&#224; dei top performer</strong>: l&#8217;invincibilit&#224; &#232; una finzione che allontana i collaboratori. Condividi le tue ansie e i tuoi errori in ufficio per sbloccare l&#8217;empatia e instaurare un canale di comunicazione veramente onesto.</p></li><li><p><strong>Rivendicare la potenza del &#8220;chiedere&#8221;</strong>: il &#8220;no&#8221; ce l&#8217;hai gi&#224; in tasca. Contatta direttamente CEO e direttori HR scavalcando le burocrazie formali, dimostrando con sfacciata motivazione perch&#233; sei la risorsa giusta per quel progetto.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/19BLSwXRnr0rDhZqWHPDxI?si=vzm3q7rETay37besXyZqiQ">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/omar-fulvio-bertoni?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAABigB8BXokzrZqjjj9yQ_4IYf_mze30_U0">Omar Fulvio Bertoni</a>, Co-Founder e CEO di Lifegate Way.</strong></h3><ul><li><p><strong>Filtrare i deal tramite i valori umani</strong>: valuta la generosit&#224; e la propensione all&#8217;ascolto prima del business plan. Il team &#232; l&#8217;unico vero asset: se un founder &#232; geniale, ma tossico o focalizzato solo sul proprio ego, rinuncia all&#8217;investimento senza rimpianti.</p></li><li><p><strong>Tramutare il capitale in network d&#8217;accesso</strong>: non inseguire solo il moltiplicatore finanziario. Scegli investimenti che fungano da passpartout per accedere a nuove competenze, mentori e circuiti relazionali altrimenti preclusi.</p></li><li><p><strong>Istituire l&#8217;impatto etico come bussola</strong>: disconnetti l&#8217;azione dal tornaconto immediato. Usa la tua agenzia o il tuo fondo per erogare supporto pro-bono e generare ricadute positive tangibili sulla comunit&#224; circostante.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/6t8A6m80toaYoJBb67oqNx?si=OyGre6qaS-WjFy8J60MjXA">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/tassifrancesco?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAa27UgBebjsyYbklQX9UF9_ChH8ag65kPc">Francesco Tassi</a>, CEO di Vois.</strong></h3><ul><li><p><strong>Gestire il rischio dell&#8217;avanguardia tecnica</strong>: arrivare troppo presto sul mercato brucia capitali. Accetta l&#8217;eventualit&#224; del pivot: se l&#8217;infrastruttura tecnologica fallisce, salva il salvabile trasformandoti in un produttore di contenuti puri.</p></li><li><p><strong>Scindere la scrittura dall&#8217;improvvisazione radiofonica</strong>: creare podcast non significa solo accendere un microfono. Pretendi autori specializzati in narrazione verticale, separando drasticamente il copywriting testuale dallo script per l&#8217;audio.</p></li><li><p><strong>Misurare la longevit&#224; anzich&#233; il clic immediato</strong>: il podcast non vive di fiammate virali. Insegna ai brand a valutare l&#8217;effetto &#8220;compound&#8221; e la fidelizzazione prolungata, ignorando le metriche a brevissimo termine tipiche dei social.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/0aW80zTzgUan7cGSrRqBJq?si=-VbX80sCSmCS4e7pGG1YiA">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/ballatoalex?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAEZp54BNNiaoj1UurO0kGOgFHiAhLwoIpQ">Alex Ballato</a>, CEO di Hellod&#236;.</strong></h3><ul><li><p><strong>Assegnare uno scopo oltre il fatturato</strong>: l&#8217;azienda non &#232; solo una macchina da soldi. Crea valore trattenendo i talenti con progetti che offrano reale soddisfazione umana, bilanciando l&#8217;efficienza con un profondo senso di appartenenza.</p></li><li><p><strong>Intercettare le lacune strutturali del mercato</strong>: cresci osservando ci&#242; che manca. Raccogli sotto un unico cappello editoriale community frammentate per colmare i vuoti di offerta in nicchie potentissime come quella dell&#8217;intrattenimento sportivo.</p></li><li><p><strong>Rigettare l&#8217;utopia della perfezione asettica</strong>: abbandona l&#8217;illusione di lanciare campagne impeccabili. Privilegia una produzione all&#8217;85% seguita da aggiustamenti continui sul campo, perch&#233; la velocit&#224; d&#8217;esecuzione batte la teoria.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/2e6akePaMpy2paeT8TJMsq?si=3_1IllscS9aTIp6ioySMcg">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/michele-baratta-marketing?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAABOfQNABfIX2wYKQ49LhS7LtumecaSCqC2k">Michele Baratta</a>, CEO di Fortitude.</strong></h3><ul><li><p><strong>Orchestrare una leadership decisionale collettiva</strong>: mantieni la responsabilit&#224; finale, ma smantella l&#8217;autocrazia. Porta le criticit&#224; sul tavolo comune affinch&#233; il team interiorizzi le sfide aziendali e si senta partecipe delle soluzioni.</p></li><li><p><strong>Colmare il distacco tra brand e pubblico</strong>: non vendere solo la performance. Usa i social per raccontare l&#8217;umanit&#224;, le paure e i retroscena.</p></li><li><p><strong>Fondere i confini tra arena fisica e digitale</strong>: l&#8217;evento dal vivo e il social media non sono antagonisti. Costruisci ecosistemi ibridi dove l&#8217;emozione venga amplificata e monetizzata attraverso una narrazione online continuativa.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/7cecfCHg01xmEJjxAiQmoP?si=8Tj0MThHQ0ijwiqkNzORtw">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/francescamudano?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAD5lcQBHnvJSGT6Lw_8A_t90prw7VQNXgY">Francesca Mudan&#242;</a>, CEO di Cookies Agency.</strong></h3><ul><li><p><strong>Decostruire le prassi creative stereotipate</strong>: rifiuta i bias inconsci nella pubblicit&#224;. Utilizza casting inclusivi e narrazioni moderne per smantellare i ruoli di genere, senza mai scendere a compromessi con le scorciatoie visive.</p></li><li><p><strong>Abbracciare l&#8217;attivismo come posizionamento commerciale</strong>: dichiara apertamente i tuoi valori. Schierarsi polarizza il mercato, allontanando i clienti incompatibili per attrarre brand disposti a fare vera cultura.</p></li><li><p><strong>Fondere l&#8217;autorevolezza tecnica con lo scompiglio anagrafico</strong>: la qualit&#224; si raggiunge mescolando le generazioni. Affianca la solidit&#224; dei professionisti senior all&#8217;irriverenza della Gen-Z per decodificare correttamente l&#8217;era dell&#8217;audience.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/3dlGrNGvNVf1F384i18Wlm?si=0QV3PUrpQNyFMpU4LHykHA">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con Moko, Speaker di Radio 105.</strong></h3><ul><li><p><strong>Assorbire il mondo esterno con l&#8217;umilt&#224; della spugna</strong>: i contenuti radiofonici nascono lontano dal microfono. Frequenta palestre, eventi e cene in famiglia ponendoti sempre nella posizione di chi ha tutto da imparare dagli altri.</p></li><li><p><strong>Esaltare il racconto dell&#8217;impresa individuale</strong>: privilegia le storie di superamento dei limiti fisici e mentali. L&#8217;ego positivo di un atleta che descrive la propria fatica diventa una scintilla di miglioramento personale per chi ascolta.</p></li><li><p><strong>Applicare il controllo fisiologico alle dirette</strong>: impara a gestire il respiro per abbattere l&#8217;ansia da performance. Esercizi di respirazione volontaria equivalgono a una meditazione attiva, capace di restituire lucidit&#224; davanti a qualsiasi blocco.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/6aVZNCaAiIXZGzAvrlCevC?si=LXhKfWiYSZCFE2B9Wb7y8A">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/ACoAAAp73dIBWe38IeIL4Atx4-QyLePKxvUDHug?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAp73dIBWe38IeIL4Atx4-QyLePKxvUDHug">Fabio Cattaneo</a>, Direttore Generale di Outdoora.</strong></h3><ul><li><p><strong>Convertire l&#8217;estetica urbana in certificazione ESG</strong>: non limitarti al colore. Usa vernici ecosostenibili per riqualificare pareti cieche, trasformando una semplice campagna adv in un progetto di miglioramento ambientale e sociale tracciabile.</p></li><li><p><strong>Scongiurare l&#8217;assuefazione digitale con l&#8217;impatto fisico</strong>: le persone ignorano i banner online. Riconquista la loro attenzione con murales giganteschi che irrompono nella quotidianit&#224; del quartiere, stimolando discussioni spontanee e passaparola.</p></li><li><p><strong>Estendere la vita dell&#8217;opera tramite il web</strong>: il muro fisico &#232; solo l&#8217;innesco. Amplifica la campagna utilizzando realt&#224; aumentata, video making-of e NFT per trasferire la potenza dell&#8217;arte di strada su bacini di utenza globali.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/6wEaKVRjn9wugCQ59sigly?si=yEZC4w5qQTWGAFGTZrtK6g">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/ACoAAAJRRdEBBPdTU1a6k2TzA4Pi6XaCW9Z6y4w?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAJRRdEBBPdTU1a6k2TzA4Pi6XaCW9Z6y4w">Sara Bonfioli</a>, CMO di Talent Garden.</strong></h3><ul><li><p><strong>Sintonizzare l&#8217;offerta sulle peculiarit&#224; territoriali</strong>: non replicare ciecamente format esteri. Adatta la tua strategia di internazionalizzazione alle specifiche barriere linguistiche, politiche e culturali di ogni singola nazione europea.</p></li><li><p><strong>Ricalibrare i dati quantitativi con le indagini qualitative</strong>: quando il campione statistico &#232; ridotto, i numeri sono ingannevoli. Affidati ai focus group e all&#8217;intuizione pregressa per decifrare le sfumature umane che le dashboard non catturano.</p></li><li><p><strong>Colmare i deficit formativi con la curiosit&#224; spietata</strong>: il ruolo del CMO muta rapidamente. Difenditi dall&#8217;obsolescenza studiando ossessivamente trend distanti dalla tua et&#224; anagrafica (es. TikTok, AI) per non perdere il polso delle nuove generazioni.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/5LMd1D1e2YN2fRf71Bx6Rl?si=XOY6RZL8TcSibmkGQPm5PA">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con Giuditta Arecco, conduttrice radiofonica di Radio Italia.</strong></h3><ul><li><p><strong>Allineare istantaneamente il linguaggio all&#8217;attualit&#224;</strong>: la radio &#232; il medium pi&#249; reattivo in assoluto. Modula il tono di voce in tempo reale, assorbendo le nuove espressioni gergali per mantenere intatta la freschezza della diretta.</p></li><li><p><strong>Demolire la barriera acustica tramite i social</strong>: usa le piattaforme digitali per mostrare i fuorionda e la regia. Svelare i meccanismi nascosti della redazione appaga la curiosit&#224; del pubblico e cementa una fidelizzazione viscerale.</p></li><li><p><strong>Scardinare il clientelismo delle &#8220;quote rosa&#8221;</strong>: opponiti all&#8217;uso strumentale delle conduttrici. Pretendi ruoli basati sul talento e non sulla necessit&#224; di fornire una &#8220;dolcezza stereotipata&#8221; da affiancare obbligatoriamente a una voce maschile.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/4FpJnqBhnJM15nn2yjsSyk?si=3RUZd0mqQCKGO1rwT0a9ew">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/mayer?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAAEKZEBbOoVMGS7yGMuS_2OQnz4sQTWhMo">Giuseppe Mayer</a>, imprenditore e investitore.</strong></h3><ul><li><p><strong>Interpretare la benzina psicologica dei collaboratori</strong>: non proiettare la tua ambizione sugli altri. Mappa le leve motivazionali del team: impara a riconoscere chi ha bisogno di rassicurazione e chi di continue sfide per erogare leadership efficace.</p></li><li><p><strong>Abbracciare l&#8217;intelligenza artificiale come co-pilota critico</strong>: usa le reti neurali come specchio per i tuoi bias. Chiedi all&#8217;algoritmo di confutare le tue tesi o generare obiezioni strutturate per validare la solidit&#224; dei tuoi progetti creativi.</p></li><li><p><strong>Mantenere la scrittura come strumento di chiarezza</strong>: non abbandonare la stesura manuale dei pensieri. Usare diari o newsletter ti impone di razionalizzare gli obiettivi aziendali, fornendoti una traccia indelebile della tua evoluzione manageriale.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/7sD55uOOqzJmuiBKfG82Bg?si=9yol8c08StGMPI9B_3EJ8w">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/giuseppestigliano?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAEw9vwBv7ATpnhKKvT8QlNm7JIhl9EAVNM">Giuseppe Stigliano</a>, Imprenditore, manager e advisor.</strong></h3><ul><li><p><strong>Ricercare la conciliazione dei contrari</strong>: la leadership richiede equilibrismo. Sforzati di trovare un&#8217;armonia operativa tra la spinta al profitto e gli obblighi etici di sostenibilit&#224;, senza cedere alla paralisi decisionale.</p></li><li><p><strong>Scaldare l&#8217;automazione con il fattore umano</strong>: se usi la tecnologia per ottimizzare un servizio, non dimenticare il contatto visivo. La macchina deve fare il lavoro sporco, ma l&#8217;empatia deve restare prerogativa unicamente umana.</p></li><li><p><strong>Potenziare il background esplorando settori collaterali</strong>: ruba idee come una gazza ladra. Osserva le dinamiche di settori apparentemente distanti per importare intuizioni disruptive nelle tue strategie di marketing.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/4NmrVoS8MH3QFjemtv2iO9?si=Uqyo2yCeS9-t6JNVkYLVbA">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/danielecobianchi?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAAAbx6gBOW1ztgWKfP7RH0cQhmFGbVtPojw">Daniele Cobianchi</a>, ex CEO e President di McCann Worldgroup Italy.</strong></h3><ul><li><p><strong>Tradurre l&#8217;autorevolezza nel linguaggio dell&#8217;intrattenimento</strong>: i brand storici non devono snobbare i nuovi format. Sfida l&#8217;algoritmo iniettando qualit&#224; nell&#8217;intrattenimento leggero, presidiando canali come TikTok senza mai svilire la tua storia.</p></li><li><p><strong>Guidare la transizione verso il consumo consapevole</strong>: smetti di usare la creativit&#224; per pompare acquisti compulsivi. Ricalibra l&#8217;advertising per educare il pubblico, aiutando i grandi marchi a posizionarsi come attori di impatto sociale positivo.</p></li><li><p><strong>Mantenere viva l&#8217;orizzontalit&#224; intellettuale</strong>: non chiuderti in un&#8217;iper-specializzazione asfissiante. Coltiva discipline laterali come la scrittura o la musica: queste aderenze imprevedibili generano un vantaggio competitivo inattaccabile.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/59wBT3vjIl1C26ryZtyzGa?si=lyT1xJaoSGWraNtiiV7sgg">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/andrea-daietti?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAABfJa3IB_D4nwT4DXHq5ldbdZoymrToCtDs">Andrea D&#8217;Aietti</a>, Co-Founder e CEO di Underdogs Group.</strong></h3><ul><li><p><strong>Sfruttare la &#8220;noia&#8221; per innescare salti laterali</strong>: quando l&#8217;operativit&#224; diventa ripetitiva, non sederti sui risultati. Usa l&#8217;insoddisfazione intellettuale per fondare nuove business unit o acquisire startup apparentemente estranee al tuo settore.</p></li><li><p><strong>Puntare sugli &#8220;underdog&#8221; per scalare i team</strong>: ignora le rockstar appagate. Assumi professionisti affamati, magari provenienti dalla provincia, che vivono il lavoro con la sindrome dell&#8217;impostore e una feroce voglia di dimostrare il proprio valore.</p></li><li><p><strong>Fuggire dall&#8217;overthinking paralizzante</strong>: segui l&#8217;intuizione fondata senza esitare. Avvia test rapidi sul mercato (MVP) e se i numeri non tornano, abbi il coraggio di chiudere i progetti senza farti bloccare dall&#8217;orgoglio personale.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/63LFOXNnOOKCKJNBPeMolC?si=5DICgPiDR9iQA0DulILxoQ">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/ACoAACqk77kB7Bg-cTuToPWG7JPL4L3ZbQdoPzM?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAACqk77kB7Bg-cTuToPWG7JPL4L3ZbQdoPzM">Davide Reinecke</a>, CEO di Certo.</strong></h3><ul><li><p><strong>Scardinare l&#8217;ingessatura del corporate</strong>: TikTok &#232; il &#8220;buco della serratura&#8221; delle aziende. Usa i video verticali per mostrare retroscena e linee produttive, abbattendo la comunicazione patinata a favore di un linguaggio autentico.</p></li><li><p><strong>Fondere i creator con i dipendenti</strong>: smetti di affidarti solo a testimonial esterni. Trasforma impiegati e gelatieri in volti ricorrenti del brand: l&#8217;orgoglio del lavoratore genera un engagement organico insuperabile.</p></li><li><p><strong>Assecondare l&#8217;elasticit&#224; dell&#8217;algoritmo</strong>: ignora i falsi miti sui limiti di tempo. Metti da parte i video da 15 secondi e sperimenta formati lunghi fino a 10 minuti, purch&#233; il contenuto sia capace di trattenere visceralmente l&#8217;attenzione.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/58vrly6dHrKNrYxFSdguII?si=UHeyl7BtRgaJsHUkR7XNVg">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><h3><strong>Dall&#8217;intervista con <a href="https://www.linkedin.com/in/digirolamomario?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAABfLQ7UBeFwkJi_yMwXhqMwcYz2LWa4ipL0">Mario Di Girolamo</a>, imprenditore e investitore.</strong></h3><ul><li><p><strong>Sconfiggere il terrore del furto d&#8217;idea</strong>: non tenere i progetti nel cassetto. Racconta la tua intuizione senza filtri: il valore non risiede nell&#8217;idea segreta, ma nella ferocia e nella competenza con cui riesci a scaricarla a terra.</p></li><li><p><strong>Disintegrare lo stigma del fallimento societario</strong>: chiudere un&#8217;azienda non &#232; una condanna a morte. Archivia le partnership sbagliate come master accelerati in gestione del rischio, reinvestendo la lucidit&#224; acquisita nella tua prossima impresa.</p></li><li><p><strong>Erogare trasparenza spietata nei team</strong>: rifiuta i compromessi relazionali e il quieto vivere. Manifesta i tuoi disaccordi in modo diretto e accetta le critiche argomentate: solo lo scontro frontale permette di ricalibrare le decisioni sbagliate.</p></li></ul><p>[Ecco <strong><a href="https://open.spotify.com/episode/5tu6LnuSsImoxdVQ8rdQ3O?si=7BRROYEVR52AlVJi3jtVgg">l&#8217;episodio completo</a></strong>]</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/138-consigli-su-comunicazione-marketing?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/138-consigli-su-comunicazione-marketing?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p>&#8212;</p><p><strong>Restiamo in contatto</strong></p><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p><p>Qui trovi il nostro percorso formativo: <strong><a href="https://disclosers.it/formazione/">https://disclosers.it/formazione/</a></strong></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per i brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong>]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[36 cose che ho imparato costruendo un'agenzia]]></title><description><![CDATA[Alcune delle cose imparate in 7 anni e mezzo di crescita di Disclosers, in cui il team &#232; arrivato a quota 35 persone (tutte assunte, l'85% a tempo indeterminato), con 2 milioni di fatturato nel 2025]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/36-cose-che-ho-imparato-costruendo</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/36-cose-che-ho-imparato-costruendo</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Sun, 24 May 2026 11:39:41 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/cba15286-9e92-4741-93f5-de015a355e65_1410x1000.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>La lista potrebbe essere molto pi&#249; lunga, perch&#233; le cose imparate in seguito a centinaia di errori commessi in questi 7 anni e mezzo nel campo del &#8220;fare impresa&#8221; non si contano.</p><p>7 anni e mezzo di crescita, in cui il team di <strong><a href="https://disclosers.it/">Disclosers</a></strong> &#232; arrivato a 35 persone (tutte assunte, l&#8217;85% a tempo indeterminato), con 2 milioni di fatturato nel 2025 e una crescita organica in doppia cifra YoY, essendo al 100% indipendenti.</p><p>Abbiamo vissuto e stiamo vivendo tutto quello che fa parte della vita di un&#8217;azienda: gare importanti vinte, errori pesanti, periodi di accelerazione forte, periodi di decelerazione volontaria, piccole crisi, momenti di difficolt&#224; finanziaria (con un&#8217;esposizione molto alta per via di pagamenti di aziende in estremo ritardo - e a volte mai arrivati), centinaia di colloqui per assunzioni, brand che rinnovano la collaborazione da anni, investimenti giusti e altri sbagliati, ecc.</p><p>Dentro ogni giornata ci sono cose buone e cose meno buone, problemi da risolvere, errori da sistemare e piccole e grandi vittorie da celebrare in qualche modo. Ogni singolo pezzo contribuisce a insegnarmi qualcosa.</p><p>E ho pensato di raccogliere 36 spunti pratici che personalmente mi stanno tornando utili.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>1. Investire in uno spazio fisico</strong></h3><p>Non si tratta solo di &#8220;avere un posto&#8221;. Uno spazio fisico dice alle persone che sei stato/a disposto a investire in un luogo per permettere al team di incontrarsi e lavorare insieme (quest&#8217;anno ristruttureremo completamente gli uffici di Milano di Disclosers per renderli maggiormente adatti alla costruzione di eventi e iniziative).</p><h3><strong>2. Dare libert&#224; (anche per scoprire la vera natura delle persone)</strong></h3><p>La libert&#224;, pensiamoci, &#232; anche uno strumento di conoscenza. Chi hai di fronte, con la sua vera natura, lo capisci davvero quando non gli/le devi dire cosa fare.</p><h3><strong>3. Ascoltare anche le voci che non fanno rumore</strong></h3><p>In ogni team ci sono persone che non alzano mai la voce. Quelle voci - a volte, non sempre - hanno le cose pi&#249; utili da dire. Bisogna andarle a cercare e valorizzarle.</p><h3><strong>4. Investire nella figura di una People &amp; Culture Specialist</strong></h3><p>L&#8217;abbiamo rimandato troppo e abbiamo assunto una persona in questo ruolo solo dopo aver superato le 30 persone. Abbiamo capito che &#232; fondamentale dare al team una persona di riferimento che si occupi di programmi di crescita, formazione, organizzazione e comunicazione interna.</p><h3><strong>5. Investire in qualcuno che racconti la vita d&#8217;agenzia</strong></h3><p>Non parlo di qualche comunicazione spot. Parlo di qualcuno che stia dentro l&#8217;organizzazione e dica com&#8217;&#232; davvero, facendo emergere anche le singole voci dei membri della squadra. Le persone si fidano di questo e i clienti anche.</p><h3><strong>6. Sdoganare il &#8220;chiediamo aiuto a tutti/e&#8221;</strong></h3><p>Quando non trovi la soluzione, dirlo al team non viene visto come una debolezza. Spesso &#232; la cosa pi&#249; rapida e pi&#249; utile.</p><h3><strong>7. Ammettere pubblicamente (con il team) di aver sbagliato</strong></h3><p>Senza mezzi termini. &#8220;Ho sbagliato, ecco perch&#233;, ecco cosa cambia.&#8221; Non funziona sempre subito, ma costruisce fiducia nel tempo.</p><h3><strong>8. Mettere in conto che qualcuno dubiter&#224; sempre della tua buona fede</strong></h3><p>Succede, non dipende da te. Puoi fare tutto bene e qualcuno interpreter&#224; quella decisione in modo sbagliato lo stesso.</p><h3><strong>9. Non dare per scontate le motivazioni dietro alle decisioni</strong></h3><p>Quello che ti sembra ovvio non lo &#232; per chi non ha il tuo punto di vista e la tua prospettiva. Spiega perch&#233; hai deciso quello che hai deciso.</p><h3><strong>10. Scegliere cosa dire e cosa non dire</strong></h3><p>Ci sono cose che non dici per proteggere (e non per nascondere qualcosa). Puoi farlo quando hai la situazione totalmente sotto controllo.</p><h3><strong>11. Cene, pranzi, caff&#232; e chiacchierate di persona</strong></h3><p>Valgono tantissimo, molto pi&#249; di qualunque strumento di comunicazione.</p><h3><strong>12. Investire in formazione (anche internamente tra le persone del team)</strong></h3><p>Anche quella che non ha un ritorno misurabile nell&#8217;immediato.</p><h3><strong>13. Allontanarsi dal rumore e dal gossip (e chiedere di farlo a chi lavora con te)</strong></h3><p>Il gossip &#232; sterile per definizione. Non porta da nessuna parte, consuma energia e avvelena i rapporti. Imparare a non entrarci e invitare a seguire questo comportamento &#232; fondamentale.</p><h3><strong>14. Chiedere sempre una comunicazione verticale</strong></h3><p>&#8220;Se hai un problema con me, parlane con me, non con le cinque persone attorno&#8221;: &#232; una regola semplice e argina tantissimo.</p><h3><strong>15. Se non riesci a staccare, forse non devi</strong></h3><p>In certi momenti rimandare una pausa &#232; la cosa giusta. Se rimandarla ti fa stare pi&#249; tranquillo/a, fallo. Poi staccherai di pi&#249;, un po&#8217; pi&#249; avanti. Si tratta &#8220;semplicemente&#8221; di leggere la situazione.</p><h3><strong>16. Arginare la lamentela</strong></h3><p>Non ignorarla (quella &#232; un&#8217;altra cosa). Arginare vuol dire in qualche modo non lasciarle occupare spazio che non le appartiene. La lamentela che circola senza destinatario &#232; tossica, mentre quella che arriva (direttamente) a chi pu&#242; fare qualcosa &#232; informazione.</p><h3><strong>17. Decelerare a volte pu&#242; essere la scelta migliore</strong></h3><p>Non &#232; sempre il momento di spingere: fermarsi, rallentare, aspettare a volte &#232; la mossa giusta.</p><h3><strong>18. Distinguere il capriccio dal problema reale</strong></h3><p>Non tutti i malcontenti meritano lo stesso peso. Imparare a fare questa distinzione, senza cinismo, &#232; una delle cose pi&#249; difficili.</p><h3><strong>19. Non fare finta di niente quando ci sono situazioni scomode</strong></h3><p>Se c&#8217;&#232; qualcosa sotto traccia, prima o poi, lo sappiamo, sale. Meglio affrontarlo quando puoi ancora scegliere come farlo e che direzione dare.</p><h3><strong>20. Non girarsi dall&#8217;altra parte quando ci sono comportamenti lontani dai valori aziendali</strong></h3><p>Soprattutto quando richiederebbero conversazioni difficili. Girarsi dall&#8217;altra parte &#232; una scelta e ha un costo pesante che di solito si paga dopo (con gli interessi).</p><h3><strong>21. Dare valore vero al tempo libero delle persone</strong></h3><p>Non a parole. Nei fatti e negli investimenti (es. in Disclosers abbiamo dato possibilit&#224; vera di lavoro da remoto full, ma con un ufficio sempre a disposizione. Ognuno sceglie da dove lavorare. Inoltre, ogni persona ha due venerd&#236; off al mese, quindi due settimane corte al mese senza influenzare ferie e permessi).</p><h3><strong>22. Accettare che per qualcuno/a sbaglierai sempre</strong></h3><p>Non importa cosa fai, per qualcuno quella decisione &#232; sbagliata (a volte a prescindere).</p><h3><strong>23. Accettare che non tutte le decisioni saranno comprese</strong></h3><p>E va bene cos&#236;. &#200; tuo compito spiegare quello che puoi e andare avanti.</p><h3><strong>24. Costruire progetti editoriali proprietari</strong></h3><p>Per far capire come pensi, cosa ti importa, dove vuoi andare, qual &#232; la tua cultura a livello organizzativo. &#200; uno dei modi di raccontare chi sei e lo stiamo vedendo in Disclosers con &#8220;Oltre il titolo&#8221; e &#8220;Beyond the Edge&#8221; i due nostri podcast.</p><h3><strong>25. Creare connessioni senza pensare al &#8220;cosa ci guadagno&#8221;</strong></h3><p>Le migliori opportunit&#224; degli ultimi anni sono arrivate da relazioni costruite senza aspettarmi niente e dalle connessioni generate senza chiedere qualcosa in cambio.</p><h3><strong>26. A volte le opportunit&#224; nascono in un passo oltre o fuori il contratto</strong></h3><p>Quello che fai in pi&#249;, senza che te lo abbiano chiesto, &#232; spesso la cosa che ricordano. Non &#232; sempre sostenibile. Ma quando puoi farlo e intuisci che ha senso, fallo.</p><h3><strong>27. Ripetere, ripetere, ripetere</strong></h3><p>Le persone hanno bisogno di sentirsi le cose pi&#249; volte, in momenti diversi, con parole diverse.</p><h3><strong>28. Il mezzo cambia nettamente il messaggio</strong></h3><p>Una conversazione difficile via messaggio non &#232; la stessa conversazione fatta di persona (es. comunicare le proprie dimissioni via telefono e non di persona &#232; lontano da un comportamento professionale e corretto). Scegliere il mezzo sbagliato &#232; gi&#224; un errore di comunicazione.</p><h3><strong>29. Stai comunicando sempre (anche se non parli)</strong></h3><p>Quello che non dici, come ti comporti quando le cose vanno male, quanto ci metti a rispondere, il silenzio in una crisi: tutto questo comunica.</p><h3><strong>30. La differenza tra spiegare e giustificarsi</strong></h3><p>Spiegare costruisce fiducia, mentre giustificarsi la erode.</p><h3><strong>31. Costruire relazioni quando non hai niente da chiedere</strong></h3><p>Le relazioni che funzionano si costruiscono prima del &#8220;bisogno&#8221; e si costruiscono essendo utili.</p><h3><strong>32. Il momento in cui esci conta</strong></h3><p>La stessa notizia in momenti diversi produce risultati completamente diversi. Il timing &#232; proprio uno degli ingredienti del messaggio.</p><h3><strong>33. Vieni scelto (a livello professionale) per quello che le altre persone e i media (per i brand) dicono di te</strong></h3><p>La reputazione &#232; proprio quello che rimane dopo che hai smesso di parlare.</p><h3><strong>34. Essere selettivi su dove appari &#232; posizionamento</strong></h3><p>C&#8217;&#232; una differenza enorme tra non apparire perch&#233; non sai come farlo e non apparire perch&#233; hai scelto di non farlo.</p><h3><strong>35. La storia vera &#232; quasi sempre pi&#249; interessante di quella costruita</strong></h3><p>A volte si investono enormi energie a costruire architetture narrative che suonano, appunto, costruite, mentre la cosa reale che stanno facendo sarebbe gi&#224; una storia.</p><h3><strong>36. Investire in un evento proprietario</strong></h3><p>Costruire un evento o una serie di eventi proprietari permette di dare vita a un&#8217;occasione di incontro con clienti, partner, investitori, potenziali clienti, con l&#8217;impronta e la &#8220;penna&#8221; del proprio brand, consentendo anche alle persone invitate di creare connessioni tra di loro. La logica del &#8220;grazie a X ho conosciuto Y e vissuto un evento con informazioni utili&#8221; &#232; molto potente.</p><p>Come scrivevo all&#8217;inizio, le cose da dire sarebbero molte di pi&#249;.</p><p><strong><a href="https://www.linkedin.com/preload/#">Disclosers</a></strong>, come agenzia di PR, Digital PR e Media Relations, &#232; cresciuta e lo sta facendo in modo organico e naturale.</p><p>Lavora con clienti come Edgewell Personal Care, Libraccio, Schindler, Talent Garden, ADCI e molti altri e, grazie all&#8217;ecosistema che si &#232; creato dentro e fuori, gli insegnamenti che arrivano da brand, colleghi, collaboratori, altri imprenditori e imprenditrici, sono letteralmente su base quotidiana.</p><p>Se avete voglia di scoprire altri punti di vista, vi lascio anche altri due articoli:</p><ul><li><p><a href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/45-consigli-di-comunicazione-da-9">https://jessicamalfatto.substack.com/p/45-consigli-di-comunicazione-da-9</a></p></li><li><p>E questo, il pi&#249; condiviso e apprezzato (fino a questo momento) della newsletter: <strong><a href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/54-consigli-di-comunicazione-e-business">https://jessicamalfatto.substack.com/p/54-consigli-di-comunicazione-e-business</a></strong></p></li></ul><p>Alla prossima!</p><p>Jessica</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/36-cose-che-ho-imparato-costruendo?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/36-cose-che-ho-imparato-costruendo?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p>&#8212;</p><p><strong>Restiamo in contatto</strong></p><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p><p>Qui trovi il nostro percorso formativo: <strong><a href="https://disclosers.it/formazione/">https://disclosers.it/formazione/</a></strong></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per i brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong>]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il ritorno a: 21 spunti su offline, profondità e relazioni reali]]></title><description><![CDATA[Eventi fisici, long-form, piccole reti di persone di valore, relazioni offline, lentezza, approfondimento: dove si gioca la partita della comunicazione?]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/il-ritorno-a-21-spunti-su-offline</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/il-ritorno-a-21-spunti-su-offline</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Mon, 11 May 2026 07:15:57 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/2d0644a1-f89f-4055-a3c5-ce1022099ae8_1456x816.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Rallentare per approfondire, essere presenti con un pensiero davvero proprio, dare forma a relazioni reali offline, sviluppare eventi fisici, costruire contenuti lunghi (e umani), nutrire community piccole e reti di persone di valore (non pensando al volume), trattare la curiosit&#224; come una competenza e rendersi conto che la reputazione va davvero alimentata (e protetta) su base quotidiana: pi&#249; ci penso e pi&#249; credo che siano questi alcuni degli elementi in grado di fare sempre di pi&#249; la differenza per un brand e un personal brand, dal punto di vista della comunicazione.</p><p><em>(Ed &#232; esattamente quello che sto cercando di non perdere di vista in Disclosers, l&#8217;agenzia di PR e Media Relations che ho co-fondato e che vede protagonista un team di 35 persone. Ad esempio, stiamo ristrutturando i nostri uffici a Milano per fare spazio alla realizzazione di incontri ed eventi offline; abbiamo dato vita a due podcast e una newsletter; non rincorriamo l&#8217;ultimo tool di AI, ma con la squadra puntiamo i riflettori sull&#8217;approfondimento e lo studio dei media, perch&#233; alla fine la partita si gioca e si porta a casa soprattutto dimostrando esperienza e conoscenza).</em></p><p>La sensazione &#232; quella di trovarsi di fronte a dei cambiamenti importanti che richiedono - nella dimensione della comunicazione - un &#8220;ritorno a&#8221;, in chiave positiva.</p><p>Ritorno all&#8217;offline, alla lunghezza, al respiro, all&#8217;approfondimento, alla lentezza per andare pi&#249; a fondo, alle relazioni con alla base un genuino interesse di crescita reciproca.</p><p>Vediamo insieme 21 spunti tratti da articoli e report su questi temi.</p><p><strong>1. Il fisico &#232; diventato uno dei canali di marketing B2B pi&#249; impattanti.</strong> Secondo la ricerca 2026 di <a href="https://www.bizzabo.com/blog/event-marketing-statistics">Bizzabo</a>, il 78% degli intervistati considera conferenze, summit e convention in presenza il canale di marketing pi&#249; efficace per la propria organizzazione.</p><p><strong>2. Gli eventi non sono solo &#8220;momenti&#8221;. </strong>Gli eventi - sempre secondo la ricerca citata nel <a href="https://www.bizzabo.com/blog/event-marketing-statistics">punto</a> precedente - operano come infrastruttura di crescita strategica, per influenzare pipeline, accelerare trattative e approfondire relazioni. Chi li tratta ancora come &#8220;attivit&#224; accessoria&#8221; li sottovaluta.</p><p><strong>3. La domanda di eventi fisici &#232; in crescita sia lato organizzatori che partecipanti.</strong> Il 40% degli organizzatori - medesima <a href="https://www.bizzabo.com/blog/event-marketing-statistics">ricerca</a> - prevede di organizzare pi&#249; eventi nel 2026, mentre il 54% dei partecipanti dichiara di voler presenziare a pi&#249; eventi in presenza rispetto all&#8217;anno precedente.</p><p><strong>4. Il micro-evento batte il mega-evento.</strong> Secondo <a href="https://www.eventindustrynews.com/news/event-marketing-trends-2026">VOK DAMS</a>, il trend va verso formati curati per audience ristrette: i micro-eventi creano prossimit&#224;, rilevanza e dialogo profondo, senza il sovraccarico dei grandi palchi. &#8220;High touch invece di high volume.&#8221; Un&#8217;audience di cento persone giuste vale pi&#249; di mille presenti per caso.</p><p><strong>5. La presenza fisica costruisce fiducia in modo che il digitale non riesce a replicare.</strong> Secondo <a href="https://allegiancetexas.com/state-of-offline-marketing-2026/">McKinsey</a>, le aziende che collegano le esperienze offline a obiettivi di business misurabili sovraperformano quelle che si affidano a tattiche disconnesse. Man mano che automazione e AI diventano pi&#249; comuni, i clienti valorizzano sempre di pi&#249; l&#8217;interazione umana reale.</p><p><strong>6. Il fisico amplifica il digitale.</strong> Secondo alcune riflessioni emerse all&#8217;evento <a href="https://www.okoone.com/spark/marketing-growth/why-brands-are-going-offline-again-in-2026/">ANA Masters of Marketing Conference</a>, il 70% dei marketer dichiara che &#232; tempo di investire di pi&#249; nei touchpoint fisici. Gli eventi in presenza ora fungono da catalizzatori per l&#8217;engagement digitale: attivazioni esperienziali e pop-up non riguardano solo il traffico fisico, ma sono progettati per generare contenuto, accendere conversazioni e dare all&#8217;audience qualcosa che vale la pena di diffondere.</p><p><strong>7. La presenza fisica &#232; un segnale di credibilit&#224; che nessuna ads trasmette.</strong> La <a href="https://www.purshology.com/2026/04/offline-marketing-still-works-in-2026-heres-why-it-still-matters/">barriera</a> per pubblicare un annuncio online &#232; essenzialmente zero, il che significa che i consumatori hanno imparato silenziosamente a trattare le ads con scetticismo. Una presenza fisica (es. uno spazio curato, una presenza professionale a un evento locale) comunica investimento e permanenza, raccontando che l&#8217;azienda &#232; seria in un modo che un post sponsorizzato raramente riesce a fare.</p><p><strong>8. Le esperienze immersive che creano memoria.</strong> Lo sappiamo, l&#8217;attenzione &#232; una risorsa scarsa. I <a href="https://www.eventindustrynews.com/news/event-marketing-trends-2026">brand</a> devono investire in esperienze immersive e sorprendenti: l&#8217;attenzione &#232; guidata dal significato. Un singolo evento non basta pi&#249; se &#232; solo un momento nel tempo, ma serve un&#8217;esperienza di cui le persone ancora parlano mesi dopo, perch&#233; accende emozioni, rafforza identit&#224; e crea valore conversazionale.</p><p><strong>9. Il contenuto lungo performa 2,5 volte meglio del contenuto breve.</strong> I <a href="https://www.averi.ai/how-to/10-content-marketing-trends-for-2026-(and-what-they-mean-for-startups)">contenuti</a> long-form (3000+ parole) performano 2,5 volte meglio rispetto ai pezzi pi&#249; brevi. La profondit&#224; fa la differenza in modo pesante quando il contenuto superficiale &#232; ovunque.</p><p><strong>10. Il contenuto umano ha oltre 5 volte pi&#249; traffico di quello generato dall&#8217;AI.</strong> I <a href="https://www.averi.ai/how-to/10-content-marketing-trends-for-2026-(and-what-they-mean-for-startups)">contenuti</a> creati da un essere umano ricevono 5,44 volte pi&#249; traffico di quelli generati dall&#8217;AI e mostrano una crescita costante nel tempo, mentre i contenuti AI fluttuano. L&#8217;approccio pi&#249; efficace non &#232; AI contro umano: &#232; AI pi&#249; umano.</p><p><strong>11. &#8220;Fatto da mani umane&#8221; diventa un punto distintivo.</strong> <a href="https://www.wordstream.com/blog/2026-content-marketing-trends">L&#8217;&#8221;etichetta&#8221; &#8220;human-made&#8221; </a>diventer&#224; un punto di forza che i content marketer useranno per segnalare la qualit&#224; della loro produzione. I brand che promuovono asset di contenuto come &#8220;creati da persone&#8221; genereranno fiducia extra con la maggioranza dei consumatori che la preferisce.</p><p><strong>13. Il content marketing del 2026 premia chi rallenta e approfondisce.</strong> <a href="https://augmentifyinc.com/10-content-marketing-trends-to-stand-out/">&#8220;Content marketing in 2026 rewards those who slow down, think deeper, and create with purpose.&#8221; </a>Il futuro non riguarda il volume, ma il valore: il pensiero umano batte l&#8217;automazione, l&#8217;esperienza batte la teoria e la fiducia batte le tattiche.</p><p><strong>14. La competenza genuina &#232; la vera risorsa scarsa.</strong> La <a href="https://contentmarketinginstitute.com/strategy-planning/trends-content-marketing">merce rara</a> nel mercato odierno &#232; la competenza genuina. Ora non &#232; il momento di abbassare gli standard. Non &#232; mai stato cos&#236; facile fare contenuto il che significa che ci&#242; che &#232; davvero scarso &#232; la vera competenza fatta di capacit&#224; di cogliere anche le sfumature pi&#249; impercettibili.</p><p><strong>15. La strategia di contenuto parte dall&#8217;autorevolezza reale, non dalle keyword.</strong> <a href="https://searchengineland.com/guide/content-strategy-in-2026">La domanda migliore</a> ora non &#232; &#8220;quali keyword devo coprire?&#8221; ma &#8220;su cosa questo brand &#232; genuinamente autorevole? Dove ha prove reali, profondit&#224; reale, credibilit&#224; reale?&#8221; Le keyword mappano quella realt&#224;.</p><p><strong>16. Il numero di follower non &#232; (mai stato) la metrica che conta.</strong> Le conversazioni pi&#249; significative, influenti e commercialmente preziose spesso non si svolgono davanti a grandi audience. Accadono nelle micro-community, negli spazi digitali intimi costruiti attorno a interessi, valori, obiettivi e identit&#224; condivise.</p><p><strong>17. I micro-influencer hanno tassi di engagement 60% pi&#249; alti.</strong> Secondo il report 2026 di <a href="https://influenceflow.io/resources/micro-influencers-and-niche-creators-the-complete-2026-guide/">Influencer Marketing Hub</a>, i micro-influencer ottengono tassi di engagement il 60% pi&#249; alti rispetto ai mega-influencer. Questo conta perch&#233; &#232; l&#8217;engagement che genera vendite.</p><p><strong>18. Le relazioni a lungo termine con i creator valgono 2,5 volte l&#8217;investimento di quelle spot.</strong> Uno studio <a href="https://influenceflow.io/resources/micro-influencers-and-niche-creators-the-complete-2026-guide/">HubSpot 2025</a> ha riscontrato che le relazioni a lungo termine con gli influencer generano un ROI 2,5 volte pi&#249; alto. Considerare programmi di brand ambassador permette ai creator di integrare autenticamente il prodotto nella propria vita, portando a endorsement pi&#249; reali e impattanti.</p><p><strong>19. Le ricerche di &#8220;digital detox&#8221; sono cresciute del 25% e i brand ci leggono un&#8217;opportunit&#224;.</strong> Le <a href="https://www.inma.org/blogs/social-media/post.cfm/digital-detoxes-the-death-of-clickbait-will-shape-media-in-2026">menzioni</a> di &#8220;digital detox&#8221; sono cresciute del 25%, segnalando che le persone vogliono un engagement pi&#249; lento e significativo. Per chi fa comunicazione, questo indica una nuova opportunit&#224; di puntare sulla profondit&#224;, non solo sulla velocit&#224;.</p><p><strong>20. La Gen Z vuole disconnettersi: l&#8217;offline &#232; diventato aspirazionale.</strong> Il <a href="https://www.inma.org/blogs/social-media/post.cfm/digital-detoxes-the-death-of-clickbait-will-shape-media-in-2026">Trend Report di Pinterest</a> mostra ricerche per &#8220;digital detox ideas&#8221; in crescita del 72%, mentre un sondaggio Harris Poll rivela che l&#8217;81% della Gen Z vorrebbe che fosse pi&#249; facile disconnettersi. Tra Gen Z e Millennial pi&#249; giovani, si sta affermando una nuova valuta culturale legata alla libert&#224; di stare offline.</p><p><strong>21. La newsletter &#232; una relazione.</strong> Non si tratta di mandare email su prodotti e vendite, ma di costruire relazioni reali. Una newsletter pubblicata in modo affidabile costruisce pi&#249; fiducia e fidelizzazione della migliore campagna.</p><p>La scarsit&#224; non coincide pi&#249; con il contenuto. Quello c&#8217;&#232; (e in abbondanza). La scarsit&#224; coincide con l&#8217;attenzione genuina, la presenza reale, la relazione autentica che richiede tempo, la profondit&#224; palpabile. Chi rallenta, approfondisce e investe nel fisico e nel proprio pubblico ristretto porta a casa la partita.</p><div><hr></div><p></p><p><strong>Restiamo in contatto</strong></p><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a jessica.malfatto@disclosers.it o <a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></p><p>Qui trovi il nostro percorso formativo: <a href="https://disclosers.it/formazione/">https://disclosers.it/formazione/</a></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a> e <a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per i brand per cui lavori, sentiamoci: <a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a>]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[45 consigli di comunicazione da 9 professionisti/e di media internazionali]]></title><description><![CDATA[Cosa rende un contenuto veramente credibile?]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/45-consigli-di-comunicazione-da-9</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/45-consigli-di-comunicazione-da-9</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Thu, 23 Apr 2026 10:33:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/baf2a59e-90c8-44eb-9484-9766fb1433e4_1536x768.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Cosa rende un contenuto veramente credibile? Perch&#233; molte comunicazioni finiscono nel vuoto? Se chiunque pu&#242; produrre contenuti in quantit&#224; industriale, cosa rimane in mano a chi sa davvero comunicare?</p><p>In questa newsletter ho raccolto 45 consigli di comunicazione e marketing tratti da 9 interviste che abbiamo fatto in <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/disclosers/">Disclosers</a></strong> per il nostro podcast &#8220;<em>Beyond the Edge</em>&#8221; con giornalisti/e e professionisti/e che lavorano per media internazionali, su temi diversi, con modelli diversi.</p><p>In quasi 3 ore di interviste totali sono emerse visioni diverse e approcci differenti, ma quello che hanno in comune &#232; che ognuno/a di loro ha qualcosa di specifico da dire e non si tratta di opinioni generiche sul futuro della comunicazione, ma proprio di osservazioni ricavate dal lavoro quotidiano, dalle storie che funzionano, dagli errori che si ripetono, da comunicazioni che non ricevono risposte.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>&#8220;Le esperienze personali e i sensi migliorano lo storytelling&#8221; (Pete Wise - Giornalista Freelance)</strong></h3><ul><li><p><strong>Copywriting &#8220;sensoriale&#8221; per battere l&#8217;AI:</strong> l&#8217;arma segreta dei copywriter oggi &#232; l&#8217;uso dei sensi (descrivere odori, suoni, texture fisiche). L&#8217;intelligenza artificiale non ha un corpo e non pu&#242; restituire la sensazione reale di un&#8217;esperienza.</p></li><li><p><strong>Focalizzarsi sull&#8217;esperienza reale:</strong> spostare le proprie strategie di contenuto su attivit&#224; pratiche, come il test di prodotti o la partecipazione a eventi dal vivo, garantisce una produzione originale che le macchine non possono in alcun modo replicare.</p></li><li><p><strong>Innovazione nella distribuzione:</strong> non basta creare ottimi contenuti, bisogna intercettare il pubblico dove gi&#224; si trova. Sperimentare nuovi canali, come le long-read su Apple News o i retroscena via newsletter, &#232; essenziale per la sopravvivenza editoriale.</p></li><li><p><strong>Visione a lungo termine sui contatti:</strong> nel marketing e nelle PR, un mancato riscontro immediato non &#232; una sconfitta. Molti professionisti usano le email come enormi database di ricerca: un buon contenuto inviato oggi potrebbe generare un&#8217;opportunit&#224; di business tra diversi anni.</p></li><li><p><strong>Il capitale umano nel mondo remoto:</strong> con la frammentazione del lavoro digitale, gli incontri dal vivo hanno acquisito un valore inestimabile. Costruire rapporti personali &#8220;mettendoci la faccia&#8221; garantisce di essere i primi a venire contattati quando si presentano opportunit&#224;.</p></li></ul><p>[<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Atba-dUxocc&amp;list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju&amp;index=3">Video</a></strong>]</p><h3><strong>&#8220;Navigare nel panorama business in evoluzione&#8221; (Francesca Cassidy - Editor presso Raconteur)</strong></h3><ul><li><p><strong>Allineamento assoluto con l&#8217;audience:</strong> il 90% delle comunicazioni esterne fallisce perch&#233; non &#232; pensato per chi legge. Ogni contenuto (PR o marketing) deve essere confezionato tenendo conto esclusivamente dei bisogni e delle &#8220;ansie&#8221; del target finale (es. i C-level).</p></li><li><p><strong>La ricerca proprietaria come vantaggio competitivo:</strong> per emergere nel mondo B2B, l&#8217;asset pi&#249; potente &#232; fornire dati proprietari. Sondaggi originali e ricerche esclusive sui consumatori o sul mercato valgono molto di pi&#249; di una comunicazione commerciale.</p></li><li><p><strong>ROI mirato vs Vanity Metrics:</strong> apparire sulla stampa nazionale offre grande prestigio, ma spesso il ritorno sull&#8217;investimento reale si ottiene sulle testate di settore (trade media), capaci di colpire chirurgicamente il 90% del target utile per l&#8217;azienda.</p></li><li><p><strong>Narrazione delle emozioni umane:</strong> l&#8217;AI generativa &#232; uno strumento formidabile per organizzare il lavoro e la SEO, ma &#232; incapace di raccontare l&#8217;esperienza umana, i timori e le sfide dei leader aziendali. Questo rimane il vero terreno di gioco dei professionisti umani.</p></li><li><p><strong>L&#8217;empatia &#232; vista come Hard Skill:</strong> in contesti dove tutto si basa sulle connessioni umane, essere affidabili, disponibili a mostrare vulnerabilit&#224; e semplicemente &#8220;persone gentili&#8221; costituisce un inestimabile vantaggio professionale a lungo termine.</p></li></ul><p>[<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Hm2YBIo3xRY&amp;list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju&amp;index=4">Video</a></strong>]</p><h3><strong>&#8220;Costruire pitch (PR) efficaci&#8221; (Sofia Chesnokova - Giornalista presso Tech Funding News)</strong></h3><ul><li><p><strong>Semplificazione del messaggio:</strong> nel marketing di prodotti complessi, la semplicit&#224; &#232; tutto. Se un comunicatore non sa spiegare il prodotto aziendale in un linguaggio comprensibile ai pi&#249;, fallir&#224; sia con i media che con i consumatori.</p></li><li><p><strong>Comunicazione visiva strategica:</strong> le immagini non sono un riempitivo, ma parte integrante del posizionamento del brand. Evitare foto stock e prevedere scatti orizzontali di alta qualit&#224; del team aiuta a comunicare la diversit&#224; aziendale e a umanizzare il marchio.</p></li><li><p><strong>Il filtro anti-AI nel Copywriting:</strong> i professionisti riconoscono immediatamente i testi generati dall&#8217;intelligenza artificiale per via della struttura e del gergo innaturale. Un messaggio scritto da un umano, che va dritto al &#8220;problema&#8221; e alla &#8220;soluzione&#8221;, ottiene tassi di conversione e risposta di gran lunga superiori.</p></li><li><p><strong>Dati a supporto del contesto:</strong> ogni iniziativa di comunicazione dovrebbe essere supportata da ricerche di mercato. Spiegare <em>perch&#233;</em> una notizia &#232; rilevante in questo preciso momento storico, dati alla mano, &#232; fondamentale per dare autorevolezza al brand.</p></li><li><p><strong>Partnership basate sugli obiettivi:</strong> relazioni pubbliche e giornalismo funzionano al meglio quando operano come &#8220;migliori amici&#8221; con un vantaggio reciproco, unendo le esigenze di visibilit&#224; dell&#8217;azienda al bisogno del giornalista di trovare fonti esclusive o notizie sotto embargo.</p></li></ul><p>[<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=X5TiIRy_Ao4&amp;list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju&amp;index=6">Video</a></strong>]</p><h3><strong>&#8220;Lo storytelling etico nel travel&#8221; (Igor Kondrat - Giornalista di viaggio e fondatore di Travel Media Academy)</strong></h3><ul><li><p><strong>Brand Journalism vs Content Creation:</strong> a differenza dei normali influencer, chi fa giornalismo (o content marketing di alto livello) deve basarsi sui fatti. Mantenere un approccio rigoroso e verificato aumenta radicalmente la credibilit&#224; del marchio.</p></li><li><p><strong>Valutazione dell&#8217;impatto etico:</strong> qualsiasi campagna di comunicazione deve considerare le ripercussioni sulle comunit&#224; coinvolte. Intervistare o esporre fonti vulnerabili richiede la massima attenzione per evitare danni reputazionali e reali.</p></li><li><p><strong>La strategia delle nicchie:</strong> in territori saturi (come il turismo), i temi generalisti non funzionano pi&#249;. I marketer devono specializzarsi in nicchie iper-specifiche o singole aree geografiche per emergere prima di espandere la propria offerta.</p></li><li><p><strong>Pianificazione e ricerca preventiva:</strong> una solida strategia di contenuti richiede una ricerca meticolosa ben prima di iniziare a produrre. Studiare il contesto, stabilire i contatti giusti e definire la propria &#8220;missione&#8221; editoriale sono passi imprescindibili.</p></li><li><p><strong>Agilit&#224; strategica &#8220;sul campo&#8221;:</strong> nonostante la pianificazione, i professionisti della comunicazione devono mantenere un approccio flessibile (&#8221;boots on the ground&#8221;), pronti a cogliere angoli narrativi inaspettati o nuove opportunit&#224; di business man mano che si presentano.</p></li></ul><p>[<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=2sCf1zFVjB4&amp;list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju&amp;index=2">Video</a></strong>]</p><h3><strong>&#8220;Dal giornalismo all&#8217;advocacy: la salute femminile come nuova frontiera della comunicazione&#8221; (Anna O&#8217;Sullivan - Giornalista, professionista PR e fondatrice di Future Fem Health)</strong></h3><ul><li><p><strong>La comunicazione &#232; consulenza direzionale:</strong> il comunicatore non &#232; un semplice megafono, ma un professionista che aiuta a &#8220;modificare le decisioni aziendali&#8221;, valutando preventivamente l&#8217;impatto di ogni scelta su dipendenti, stampa, clienti e policy maker.</p></li><li><p><strong>Owned Media contro la censura degli algoritmi:</strong> affidarsi solo ai social espone i brand al rischio che i propri contenuti vengano soppressi (come accade spesso per alcuni temi). Sviluppare format proprietari, come le newsletter, garantisce un canale indipendente e diretto.</p></li><li><p><strong>L&#8217;evoluzione in &#8220;Comunicatore-Analista&#8221;:</strong> nell&#8217;era del sovraccarico informativo, il pubblico non cerca solo notizie, ma vuole capire il <em>perch&#233;</em> degli eventi. I creatori di contenuti devono fungere da analisti e interpreti capaci di spiegare l&#8217;impatto reale delle informazioni.</p></li><li><p><strong>Il valore delle community di nicchia:</strong> modelli editoriali altamente focalizzati permettono di sviluppare un rapporto di incredibile profondit&#224; con stakeholder chiave (investitori, accademici, aziende), generando tassi di interazione impossibili per i media generalisti.</p></li><li><p><strong>La visione a 360 gradi:</strong> costruire una carriera ibrida, lavorando sia nelle relazioni pubbliche corporate che nel giornalismo, fornisce una comprensione strategica superiore delle dinamiche che muovono le informazioni aziendali.</p></li></ul><p>[<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=HiGq_HCgNoE&amp;list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju&amp;index=1">Video</a></strong>]</p><h3><strong>&#8220;La nuova frontiera di PR e giornalismo&#8221; (Brett Farmiloe - Fondatore e CEO di Featured)</strong></h3><ul><li><p><strong>Superare la &#8220;nuova linea di base&#8221; dell&#8217;AI:</strong> l&#8217;intelligenza artificiale ha automatizzato la SEO basata sul riassunto (le classiche guide online). I marketer oggi devono produrre un&#8217;esperienza totalmente inedita e &#8220;nuova conoscenza&#8221; che i motori di ricerca non possiedono.</p></li><li><p><strong>Pertinenza assoluta delle informazioni:</strong> la qualit&#224; batte sempre la quantit&#224;. Inviare proposte non pertinenti o rispondere alle richieste dei media senza seguire alla lettera le loro istruzioni distrugge la credibilit&#224; del professionista.</p></li><li><p><strong>Gestione misurata del Follow-up:</strong> l&#8217;eccesso di zelo &#232; dannoso. Inviare continui solleciti rischia di indispettire l&#8217;interlocutore, facendo nascere dubbi sulla validit&#224; del materiale proposto.</p></li><li><p><strong>Innovazione continua dei servizi:</strong> le agenzie di comunicazione devono mantenere un dialogo costante con i propri clienti per comprenderne i &#8220;pain point&#8221; e reinventare continuamente i propri modelli di business in risposta a un&#8217;era di cambiamenti tecnologici rapidissimi.</p></li><li><p><strong>Il binomio Autorevolezza-Storytelling:</strong> il successo di un contenuto dipende da due fattori: le credenziali verificate e forti dell&#8217;esperto (o del brand) e la capacit&#224; del media di inserire quella voce in una narrazione fluida e avvincente.</p></li></ul><p>[<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=pqs4RuK_mZM&amp;list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju&amp;index=8">Video</a></strong>]</p><h3><strong>&#8220;Il ruolo dei media verticali&#8221; (Nick Huber - Giornalista Freelance)</strong></h3><ul><li><p><strong>Scrivere con una mentalit&#224; editoriale:</strong> i professionisti della comunicazione devono svestirsi del linguaggio prettamente &#8220;marketing&#8221;. Per avere impatto, bisogna scrivere, pensare e proporre contenuti esattamente come farebbe un giornalista: chiari, sintetici e notiziabili.</p></li><li><p><strong>Il coraggio di dire no ai clienti:</strong> una competenza essenziale &#232; saper frenare le aspettative irrealistiche delle aziende. Rifiutarsi di proporre notizie irrilevanti (come piccoli aggiornamenti software) a testate internazionali tutela la reputazione dell&#8217;agenzia e il tempo dei media.</p></li><li><p><strong>Sfruttare la stampa di settore come trampolino:</strong> le aziende spesso puntano troppo in alto prima di essere pronte. La stampa verticale (trade media) &#232; lo spazio ideale in cui un brand pu&#242; chiarire il proprio messaggio tecnico e farsi notare dai propri stakeholder diretti.</p></li><li><p><strong>Il rifiuto categorico dell&#8217;AI per le interviste:</strong> mai usare l&#8217;intelligenza artificiale per scrivere le risposte per un&#8217;intervista aziendale. I media cercano l&#8217;esperienza profondamente umana, critica e &#8220;vissuta&#8221; dell&#8217;esperto, non riassunti generati da bot.</p></li><li><p><strong>Affidabilit&#224; e mantenimento delle promesse:</strong> non promettere mai l&#8217;intervento di un &#8220;case study&#8221; o di un leader aziendale fondamentale per la chiusura di un articolo se non si ha la certezza matematica che il cliente sia disposto a farlo.</p></li></ul><p>[<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=yi2UsnrsdXo&amp;list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju&amp;index=5">Video</a></strong>]</p><h3><strong>&#8220;Capire gli obiettivi del cliente &#232; fondamentale per una comunicazione efficace&#8221; (Elaine Pofeldt - Giornalista Business Freelance)</strong></h3><ul><li><p><strong>Il Brand Journalism salva il Content Marketing:</strong> il pubblico odia i vecchi &#8220;pubbliredazionali&#8221; autocelebrativi. Il content marketing moderno deve adottare standard giornalistici: citazioni reali, statistiche di mercato e oggettivit&#224;, per creare contenuti che la gente voglia davvero leggere.</p></li><li><p><strong>Condivisione trasparente dei risultati finanziari:</strong> se un brand vuole accreditarsi nel panorama business, deve superare la reticenza e condividere numeri concreti, vendite e metriche di crescita. Le idee senza validazione finanziaria vengono ignorate.</p></li><li><p><strong>Allineare la comunicazione ai veri obiettivi di business:</strong> il compito dello &#8220;stratega&#8221; &#232; capire l&#8217;obiettivo finale. Se un&#8217;azienda vuole acquisire nuovi clienti, la campagna deve puntare alle pubblicazioni lette da quei consumatori, evitando di farsi distrarre dal solo desiderio di fama e prestigio.</p></li><li><p><strong>Velocit&#224; operativa come vantaggio:</strong> la concorrenza per l&#8217;attenzione &#232; spietata. I team PR e Marketing devono avere materiali perfetti (bio, foto, cartelle stampa) e &#8220;case study&#8221; pronti a rispondere ai giornalisti <em>il giorno stesso</em> dell&#8217;invio della proposta.</p></li><li><p><strong>Filtrare severamente la clientela:</strong> i professionisti dovrebbero rifiutare di lavorare con leader aziendali &#8220;non istruibili&#8221; o che ignorano le dinamiche dei media. Clienti che non collaborano rapidamente saboteranno inevitabilmente ogni sforzo di visibilit&#224;.</p></li></ul><p>[<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=YCmJo2GVFjs&amp;list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju&amp;index=7">Video</a></strong>]</p><h3><strong>&#8220;Come l&#8217;AI impatter&#224; sul giornalismo&#8221; (Andrii Degeler - Giornalista Tech e Business Freelance)</strong></h3><ul><li><p><strong>Il futuro dei contenuti e la sfida della qualit&#224; contro l&#8217;AI</strong>: l&#8217;intelligenza artificiale andr&#224; progressivamente a sostituire i creatori di contenuti di basso livello, prendendo il posto di chi si limita a riscrivere testi altrui o a creare liste prive di spessore. Per sopravvivere in questo settore, chi fa editoria o marketing deve puntare su ci&#242; che l&#8217;AI non &#232; in grado di fare: condurre interviste reali, parlare direttamente con le fonti e produrre inchieste e narrazioni originali.</p></li><li><p><strong>Prepararsi alla disintermediazione dei Chatbot</strong>: le abitudini di ricerca stanno cambiando e presto gli utenti potrebbero rivolgersi esclusivamente alle interfacce basate su modelli linguistici (LLM come ChatGPT) per leggere le notizie o informarsi su un brand. I professionisti dei media e del marketing devono prepararsi a uno scenario in cui queste piattaforme potrebbero &#8220;tagliare fuori&#8221; l&#8217;intermediario (i siti web e le testate tradizionali), assorbendo le informazioni e restituendole direttamente al lettore finale.</p></li><li><p><strong>L&#8217;intelligenza artificiale come moltiplicatore operativo</strong>: i creatori di contenuti dovrebbero integrare l&#8217;AI non per farsi scrivere i testi da zero, ma per abbattere le barriere tecniche e operative. L&#8217;intelligenza artificiale oggi permette di tradurre e doppiare i podcast in pi&#249; lingue mantenendo l&#8217;intonazione originale, di trascrivere ore di interviste e di estrarre rapidamente informazioni chiave usando tool di ricerca avanzata. In aggiunta, inserire un riassunto generato dall&#8217;AI all&#8217;inizio di articoli complessi paradossalmente incoraggia gli utenti ad approfondire la lettura.</p></li><li><p><strong>L&#8217;educazione e la divulgazione come posizionamento</strong>: quando si opera in mercati complessi o altamente innovativi (ad esempio il settore aerospaziale o le nuove tecnologie), la migliore strategia per posizionare un&#8217;azienda o un leader non &#232; la promozione diretta, ma la divulgazione. Dedicare tempo a spiegare come funziona un&#8217;industria e a decifrare le dinamiche tecniche per gli interlocutori trasforma il professionista in una risorsa autorevole e indispensabile.</p></li><li><p><strong>La focalizzazione strategica batte il mainstream</strong>: ogni strategia di posizionamento mediatico o di marketing deve derivare strettamente dagli obiettivi di business, che si tratti di trovare investitori, partner o clienti B2B. A meno che il prodotto non debba essere venduto letteralmente a chiunque per strada, focalizzare il budget e gli sforzi su canali o pubblicazioni di nicchia (trade media) &#232; di gran lunga la scelta pi&#249; intelligente per raggiungere l&#8217;esatto segmento di pubblico necessario a far crescere l&#8217;azienda.</p></li></ul><p>[<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=l9GUn6b6S4w&amp;list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju&amp;index=9">Video</a></strong>]</p><p>[Se questo contenuto ti &#232; piaciuto particolarmente, penso che potresti trovare interessante anche questo <strong><a href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/54-consigli-di-comunicazione-e-business">&#8220;54 consigli di comunicazione e business da 18 imprenditori, imprenditrici e manager&#8221;</a></strong>.]</p><p>Un&#8217;ultima riflessione: quello che personalmente sto cercando di fare sempre di pi&#249; &#232; costruire contenuti che richiedono (tanto) tempo.</p><p>Dietro la preparazione di una puntata di un podcast, infatti, c&#8217;&#232; un lavoro enorme, di pi&#249; persone, e un investimento non scontato.</p><p>Ascoltare, selezionare, mettere insieme e costruire un contenuto che nasce da una serie di interviste richiede a sua volta diverso tempo.</p><p>Ed &#232; (anche, non solo) la componente temporale a dare valore a quello che facciamo. Per questo motivo, i contenuti di &#8220;Dentro (e oltre) il brand&#8221; non sono molti, ma ti posso assicurare che sono costruiti, pensati e richiedono tempo &#8220;dimostrabile&#8221;.</p><p>Detto questo, grazie (davvero) per aver letto fino a qui. Ci vediamo alla prossima.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/45-consigli-di-comunicazione-da-9?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/45-consigli-di-comunicazione-da-9?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p>&#8212;</p><h4><strong>Restiamo in contatto</strong></h4><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p><p>Qui trovi il nostro percorso formativo: <strong><a href="https://disclosers.it/formazione/">https://disclosers.it/formazione/</a></strong></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per i brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong>]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[21 report su comportamenti d'acquisto, reputazione, media e giornalismo ]]></title><description><![CDATA[Cosa succede quando i clienti smettono di lamentarsi e scelgono di andarsene semplicemente, in silenzio?]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/21-report-su-comportamenti-dacquisto</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/21-report-su-comportamenti-dacquisto</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:49:02 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/9457f456-1779-4b85-b770-7da0cd12109f_1660x972.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Cosa succede quando i clienti smettono di lamentarsi e scelgono di andarsene semplicemente, in silenzio? Perch&#233; a volte si producono valanghe di contenuti se la fiducia in realt&#224; si &#8220;rifugia&#8221; in cerchie ristrette e a volte inaccessibili? E se uno dei focus principali fosse il ritorno sempre di pi&#249; all&#8217;offline?</p><p>Queste sono solamente alcune delle domande che sorgono spontanee analizzando <strong>21 report </strong>su <strong>comportamenti d&#8217;acquisto, reputazione, media e giornalismo</strong> usciti negli ultimi mesi.</p><p>Ci sono diversi spunti utili (che si aggiungono ai <a href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/54-consigli-di-comunicazione-e-business">54 consigli su comunicazione, marketing e business che arrivano da imprenditori, imprenditrici e manager</a>).</p><p>Vediamoli insieme, con alcune indicazioni - una per ogni report - su come poter mettere in pratica quello che emerge da ogni analisi.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>1) Edelman Trust Barometer 2026</strong></h3><p>Il tema di quest&#8217;anno ha un nome preciso: insularity. Il 70% delle persone &#232; riluttante o apertamente contraria a fidarsi di chi ha valori diversi, fonti diverse, background diversi.</p><p>L&#8217;autorit&#224; si &#232; spostata dal centro alla periferia, dalle istituzioni alle persone vicine.</p><p>L&#8217;88% dei consumatori considera la fiducia un fattore d&#8217;acquisto. I brand domestici battono le multinazionali con divari fino a 31 punti in Canada e 29 in Giappone.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Se la fiducia si &#232; ritirata nei cerchi stretti, comunicare verso l&#8217;esterno con toni istituzionali funziona sempre meno. <strong>Le persone non si fidano di chi non conoscono</strong> e questa diffidenza non &#232; irrazionale: &#232; una risposta ad anni di messaggi costruiti <strong>per sembrare credibili senza esserlo</strong>.</p><p>Due conseguenze concrete.</p><ul><li><p>La prima: le voci interne alle organizzazioni (dipendenti, esperti riconoscibili, manager in prima linea) valgono pi&#249; delle dichiarazioni ufficiali. Un ricercatore che spiega il proprio lavoro in prima persona vale pi&#249; di una nota istituzionale. Un CEO che parla in modo diretto vale moltissimo.</p></li><li><p>La seconda: la segmentazione non &#232; pi&#249; solo targeting. Un messaggio che funziona per chi &#232; gi&#224; dentro il cerchio di fiducia di un brand non funziona automaticamente per chi &#232; fuori. E chi &#232; fuori, in questo momento, &#232; la maggioranza.</p></li></ul><p><strong><a href="https://www.edelman.com/trust/2026/trust-barometer">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>2) Burson - The Global Reputation Economy</strong></h3><p>La premessa &#232; diretta: la reputazione vale 7,07 trilioni di dollari a livello globale. Tra le 66 aziende analizzate, ha generato in media un 4,78% di rendimento azionario aggiuntivo nell&#8217;arco di un anno. Il range va da 2 milioni a 202 miliardi di dollari per singola azienda.</p><p>Il 60% delle aziende &#232; in &#8220;stagnazione reputazionale&#8221;: qualche iniziativa positiva, nessuna strategia deliberata. Solo il 20% costruisce reputazione attivamente e il restante 20% &#232; in erosione attiva, con score in calo fino al 20%.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>L&#8217;earned media non &#232; pi&#249; una soft metric. Il report misura giornalmente terabyte di menzioni su media tradizionali e social e da quei dati costruisce il reputation score. <strong>Ogni articolo, ogni menzione ha un peso economico misurabile</strong>. &#200; un argomento concreto da portare ai clienti quando si parla di investimento in reputazione (proprio come rendimento azionario misurabile).</p><p>La cosa che forse colpisce di pi&#249; &#232; il &#8220;cuscino di resilienza&#8221;: un&#8217;azienda con reputazione solida pu&#242; fare mosse audaci e sopravvivere agli errori senza che un singolo incidente venga letto come conferma di un pattern. Senza questo cuscinetto, si finisce in una sorta di paralisi strategica.</p><p><strong><a href="https://burson.com/insights/the-global-reputation-economy/">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>3) Qualtrics XM Institute - 2026 Consumer Experience Trends</strong></h3><p>Il 47% delle esperienze negative porta a una riduzione della spesa verso quel brand. Il costo globale stimato della scarsa customer experience &#232; di quasi 3.000 miliardi di dollari in mancate vendite.</p><p>Ecco il dato che cambia la prospettiva: solo il 29% dei clienti insoddisfatti condivide feedback negativi direttamente (in calo di 7,5 punti dal 2021). Il restante 71% non dice niente, o almeno non all&#8217;azienda. Lo dice sui social, nelle recensioni, nelle conversazioni nelle micro-community.</p><p>Un paradosso che il report identifica: quando i consumatori sono finanziariamente insicuri, non cercano il prezzo pi&#249; basso, ma la <strong>certezza</strong>. La <strong>fiducia</strong> (che si costruisce e protegge anche <strong><a href="https://disclosers.it/servizi/">attraverso le PR</a></strong>) diventa <strong>elemento importante di riduzione del rischio</strong>.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Il &#8220;silenzio dei clienti&#8221; rende il monitoraggio delle conversazioni in contesti esterni pi&#249; urgente di quanto sembri. Le aziende che misurano solo il feedback diretto stanno guardando il 29% del problema. Il restante 71% circola fuori dal loro controllo (sui social, nelle recensioni, nelle conversazioni che nessuno ha intercettato).</p><p>Social listening e monitoraggio delle recensioni non sono opzionali: quando i clienti insoddisfatti non si lamentano pi&#249; con l&#8217;azienda, i canali indiretti sono la principale fonte di intelligence reputazionale disponibile.</p><p><strong><a href="https://www.qualtrics.com/ebooks-guides/customer-experience-trends/?utm_lp=blog_consumer-experience-trends-2026">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>4) NielsenIQ - Consumer Outlook: Guide to 2026</strong></h3><p>Tre dati: il 95% dei consumatori considera la fiducia un criterio critico nella scelta del brand; ill 40% accetterebbe raccomandazioni di prodotto da un assistente AI; il 43% della Gen Z statunitense ha gi&#224; acquistato tramite TikTok Shop.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>C&#8217;&#232; una erosione della fiducia nei brand premium che non riescono a giustificare il proprio prezzo. La comunicazione di valore deve essere concreta (non &#8220;qualit&#224; superiore&#8221; come formula, ma evidenza specifica di cosa giustifica la differenza di prezzo).</p><p>Sul 40% disposto ad accettare raccomandazioni da un assistente AI: questo numero sale ogni trimestre. Se il modello AI non conosce un brand, non lo raccomander&#224;. La presenza digitale &#232; diventata anche un problema di visibilit&#224; nei sistemi AI, non solo nei motori di ricerca tradizionali (ed &#232; qui che intervengono - a gamba tesa - le PR e le Media Relations - su questo punto dai un occhio a quello che facciamo in <strong><a href="https://disclosers.it/">Disclosers</a></strong>).</p><p><strong><a href="https://nielseniq.com/global/en/insights/report/2025/consumer-outlook-guide-to-2026/">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>5) Muck Rack - State of Journalism 2026</strong></h3><p>Disinformazione e mancanza di finanziamenti sono le due minacce principali, al 32% ciascuna. La preoccupazione per l&#8217;AI non regolata sale al 26%, otto punti in pi&#249; rispetto al 2025. L&#8217;adozione dell&#8217;AI nelle redazioni arriva all&#8217;82%: ChatGPT usato dal 47%, Gemini dal 22%.</p><p>Un dato che non avevo visto nelle versioni precedenti: solo il 21% dei giornalisti considera i social &#8220;molto importanti&#8221; per produrre il proprio lavoro (dodici punti in meno rispetto al 2024). Li usano ancora, ma soprattutto per distribuire, non per fare giornalismo.</p><p>Il dato pi&#249; utile per chi fa PR: l&#8217;86% dei giornalisti dichiara che i pitch PR ispirano almeno alcune storie. L&#8217;88% cancella senza piet&#224; i pitch fuori target.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>L&#8217;86% che dice che i pitch ispirano storie &#232; confortante. L&#8217;88% che cancella i pitch fuori target &#232; quello che dovrebbe tenere svegli. Insieme dicono una cosa precisa: il problema non &#232; la forma del pitch, &#232; la pertinenza.</p><p>Fuori target non vuol dire solo argomento sbagliato per quella testata. Vuol dire storia troppo generica, angolo gi&#224; visto, notiziabilit&#224; debole, tempismo sbagliato. Ogni volta che si manda qualcosa che potrebbe andare a qualsiasi giornalista senza cambiare una parola, si sta mandando qualcosa che probabilmente finisce nell&#8217;88%.</p><p><strong><a href="https://muckrack.com/resources/research/state-of-journalism">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>6) Reuters Institute - Journalism, Media, and Technology Trends and Predictions 2026</strong></h3><p>Il tema centrale &#232; la &#8220;stretta&#8221; sugli editori: da un lato l&#8217;AI trasforma i motori di ricerca in answer engine, riduce i click verso i siti, risponde direttamente alle domande degli utenti; dall&#8217;altro i creator erodono fiducia e attenzione agli editori tradizionali.</p><p>Il 40% degli editori prevede un calo del traffico da ricerca nei prossimi tre anni. Il 79% vuole puntare sul video, il 71% sull&#8217;audio perch&#233; sono pi&#249; difficili da sintetizzare per i chatbot. La &#8220;difendibilit&#224; dei contenuti&#8221; &#232; diventata un criterio editoriale.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Se il traffico organico verso i siti delle testate scende, scende anche la probabilit&#224; che un articolo venga trovato da chi non lo stava cercando. Questo non cambia il valore di un&#8217;uscita stampa, ma cambia dove risiede quel valore. Un articolo su una testata autorevole conta sempre per la credibilit&#224; che trasferisce, per i giornalisti che lo leggono, per chi lo cercher&#224; attivamente. Quello che cambia &#232; la distribuzione passiva: non ci si pu&#242; pi&#249; appoggiare sull&#8217;idea che &#8220;uscire&#8221; equivalga ad &#8220;essere letti&#8221;.</p><p>La risposta pratica &#232; lavorare di pi&#249; sulla distribuzione propria (newsletter, social, podcast) per far circolare le uscite stampa anche fuori dai motori di ricerca. Un articolo pubblicato che poi sparisce nell&#8217;archivio senza che nessuno lo condivida &#232; un&#8217;opportunit&#224; sprecata a met&#224;.</p><p>L&#8217;altro segnale da non ignorare: se le redazioni spingono su video e audio anche per ragioni di difendibilit&#224; dai chatbot, ha senso attrezzarsi con spokesperson pronti per interviste video, materiali audio-friendly, storie che funzionano raccontate a voce.</p><p><strong><a href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/journalism-media-and-technology-trends-and-predictions-2026">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>7) Reuters Institute - How Will AI Reshape the News in 2026?</strong></h3><p>Cinque punti ricorrenti:</p><ul><li><p>l&#8217;AI diventa porta d&#8217;ingresso alle notizie,</p></li><li><p>la verifica diventa un prodotto in s&#233;,</p></li><li><p>l&#8217;automazione si estende ai workflow redazionali,</p></li><li><p>le redazioni investono in formazione,</p></li><li><p>il data journalism guadagna potenza.</p></li></ul><p>Il rischio centrale: l&#8217;&#8221;Answer Economy&#8221;, utenti che ottengono risposte dai chatbot e non cliccano pi&#249; sui siti.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Se l&#8217;AI diventa lo strumento con cui i giornalisti fanno ricerca preliminare, la domanda che vale la pena <strong>continuare</strong> farsi &#232;: cosa trova un giornalista quando cerca il mio cliente su un chatbot? I modelli si alimentano di quello che trovano in rete. Se quello che trovano &#232; scarso, vago o datato, la rappresentazione che costruiscono sar&#224; scarsa, vaga o datata.</p><p>Sul fronte verifica: i giornalisti diventano pi&#249; veloci nel controllare le fonti anche grazie agli strumenti AI. Questo rende ancora pi&#249; costosi gli errori nei comunicati: un dato sbagliato, una citazione imprecisa, un contesto fuorviante vengono identificati prima. La qualit&#224; del materiale che si manda non &#232; mai stata cos&#236; esposta.</p><p><strong><a href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/news/how-will-ai-reshape-news-2026-forecasts-17-experts-around-world">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>8) Reuters Institute - Digital News Report 2025</strong></h3><p>La fiducia nelle news si attesta al 40% per il terzo anno consecutivo. Non scende, ma non risale. Tra i 18-24 anni, il 44% dice che i social sono la sua principale fonte di notizie. Il 65% degli intervistati preferisce guardare le notizie piuttosto che leggerle (rispetto al 52% del 2020). I sistemi AI vengono usati per accedere alle news soprattutto tra i pi&#249; giovani, ma quando si tratta di verificare qualcosa di dubbio, la prima scelta resta ancora la testata di riferimento.</p><p>Il 73% degli ascoltatori di podcast dice che il formato li aiuta a capire i temi in modo pi&#249; approfondito rispetto ad altri media.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Il dato sul video &#232; quello che cambia pi&#249; le cose operative. Se il 65% delle persone preferisce guardare le notizie piuttosto che leggerle, e questo trend &#232; cresciuto di tredici punti in cinque anni, la domanda da fare ai clienti non &#232; pi&#249; solo &#8220;abbiamo qualcosa da dire&#8221; ma &#8220;abbiamo qualcuno che sa dirlo davanti a una telecamera&#8221;. Scrivere bene e parlare bene davanti a una camera non sono la stessa competenza.</p><p>Il dato sulla verifica &#232; invece confortante. Quando le persone vogliono capire se qualcosa &#232; vero, la prima cosa che fanno &#232; andare su una testata di cui si fidano. I sistemi AI sono ancora ultimi in questa gerarchia.</p><p>La credibilit&#224; degli editori, anche in un contesto di sfiducia diffusa, ha ancora un peso specifico che vale la pena presidiare.</p><p>Sul 40% di fiducia stabile: le persone non hanno smesso di leggere le notizie, ma hanno smesso di fidarsi ciecamente di chi gliele fornisce. La differenza non &#232; piccola.</p><p><strong><a href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/digital-news-report/2025">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>9) Pew Research Center - Tre report sull&#8217;informazione americana</strong></h3><p>Il 36% degli americani va prima alla testata di riferimento per le breaking news, il 28% usa motori di ricerca, il 19% va sui social. Il confronto con il 2018 &#232; quello che vale: allora il 54% andava prima alla testata preferita. Oggi quel numero &#232; sceso di quasi venti punti.</p><p>Gli americani sono quasi equamente divisi tra chi cerca le notizie e chi ci si imbatte per caso. La maggioranza le legge per senso del dovere o per motivi pratici, non per piacere. Sulla scelta del canale: un terzo degli adulti preferisce ancora la televisione. Sul digitale: il 21% preferisce siti o app di news, il 14% i social, il 6% i podcast, il 3% le newsletter.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Il calo di venti punti nella fedelt&#224; alla testata misura qualcosa che &#232; percepibile: le persone non si svegliano pi&#249; con l&#8217;abitudine di aprire una testata, ma aprono Google, aprono i social e quello che trovano dipende dall&#8217;algoritmo.</p><p>Per chi fa PR, due implicazioni.</p><ul><li><p>La prima riguarda il timing: se una storia viene pubblicata in un momento in cui l&#8217;algoritmo non la favorisce (perch&#233; non c&#8217;&#232; notiziabilit&#224; intorno, perch&#233; il tema &#232; troppo specifico) rischia di scomparire senza lasciare traccia.</p></li><li><p>La seconda &#232; sul tipo di storie: i contenuti che circolano algoritmicamente sono quelli che rispondono a una domanda che la gente sta gi&#224; facendo o che si agganciano a un tema caldo nel momento giusto.</p></li></ul><p>Ecco i link ai tre report:</p><p><strong><a href="https://www.pewresearch.org/journalism/2026/03/24/where-do-americans-turn-first-for-information-about-breaking-news/">Where do Americans turn first for breaking news?</a></strong></p><p><strong><a href="https://www.pewresearch.org/journalism/2026/02/americans-complicated-relationship-with-news/">Americans&#8217; Complicated Relationship With News</a></strong></p><p><strong><a href="https://www.pewresearch.org/journalism/fact-sheet/news-platform-fact-sheet/">News Platform Fact Sheet 2026</a></strong></p><h3><strong>10) PressReader - The Year of Intentional Media</strong></h3><p>Le persone stanno smettendo di consumare qualunque cosa capiti sotto gli occhi e iniziano a scegliere quello che si integra nella loro <strong>routine</strong> (cucina, salute, viaggi, giochi). PressReader chiama questo &#8220;media intenzionale&#8221;. Crescita dei contenuti lifestyle rispetto alle hard news, esplosione dei formati &#8220;ambient news&#8221; (briefing audio, digest AI che si inseriscono nei momenti di transito).</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>&#8220;Media intenzionale&#8221; cambia come si pensa al placement. Se le persone scelgono cosa leggere in base a come si integra nella loro routine (e non pi&#249; in base alla testata in s&#233;) allora la rilevanza contestuale di una storia conta quanto la rilevanza editoriale. Una storia su un prodotto per la cucina che esce su una testata lifestyle mentre le persone stanno cercando ricette vale pi&#249; della stessa storia su una testata generalista a caso.</p><p>In pratica: quando si costruisce una media list, vale la pena aggiungere una colonna mentale su &#8220;quando e come questa persona legge questa testata&#8221;. Non &#232; sempre possibile saperlo, ma quando si lavora su target specifici e su prodotti legati a routine quotidiane, questa domanda aiuta a scegliere meglio i canali.</p><p>I formati &#8220;ambient&#8221; (briefing audio, digest brevi, newsletter mattutine) stanno crescendo perch&#233; si inseriscono in momenti di bassa resistenza cognitiva: la colazione, il tragitto, la pausa. La lunghezza e la densit&#224; dei contenuti devono cambiare di conseguenza.</p><p><strong><a href="https://about.pressreader.com/2026-year-of-intentional-media/">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>11) Sprout Social - Q1 2026 Pulse Survey</strong></h3><p>I social sono ormai la fonte di news principale per quasi met&#224; della popolazione, superando la televisione. Per la Gen Z siamo al 67%, per i Millennial al 61%. Le piattaforme pi&#249; usate per trovare notizie: Facebook, Instagram, YouTube, Reddit.</p><p>Il 56% degli intervistati vede contenuti AI-generated spesso o molto spesso sui social. L&#8217;83% li vede almeno qualche volta. La reazione prevalente &#232; diffidenza: le persone vogliono pi&#249; contenuti fatti da esseri umani.</p><p>L&#8217;AI slop (contenuto generato in massa, generico, senza voce) &#232; diventato un problema percepito dagli utenti prima ancora che dai professionisti.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Le persone riconoscono i contenuti generati in modo massiccio e automatico e li associano a mancanza di cura, a qualcuno che sta cercando di riempire spazio senza avere niente da dire e senza possedere una voce e un punto di vista originale. La quantit&#224; di contenuto prodotta con AI senza revisione e senza voce riconoscibile non scala bene. Scala magari in termini di volume, ma erode la credibilit&#224; nel tempo.</p><p><strong>La voce di una persona e di un brand &#232; l&#8217;unica cosa che l&#8217;AI non pu&#242; replicare davvero.</strong></p><p>Non si parla di tono (il tono si imita). Ma si parla proprio della voce: <strong>il modo specifico in cui una persona o un&#8217;organizzazione guarda le cose, sceglie gli esempi, decide cosa vale la pena dire. Quello viene dall&#8217;esperienza, non dal prompt.</strong></p><p><strong><a href="https://sproutsocial.com/insights/the-state-of-social-media/">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>12) AGCOM - Osservatorio sulle Comunicazioni 4/2025</strong></h3><p>L&#8217;unico report di questa selezione con dati esclusivamente italiani. Nei primi nove mesi del 2025, circa 44 milioni di italiani hanno usato internet, con una media di quasi 70 ore online. I social perdono terreno: Facebook, Instagram e X calano su base annua. TikTok cresce ancora, ma pi&#249; lentamente. Reddit fa un salto significativo. La televisione regge sugli ascolti, soprattutto in prime time.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Il dato su Reddit merita attenzione: cresce in modo anomalo rispetto al trend generale. Chi si sposta dai social mainstream non smette di stare online, ma sceglie contesti diversi, pi&#249; conversazionali, meno broadcast. La cosa pi&#249; utile da fare adesso non &#232; aprire un profilo e iniziare a postare. &#200; monitorare: cercare il nome dei clienti, dei loro settori, dei loro prodotti su Reddit e vedere cosa si dice, in quali thread, con quale tono. Spesso si trovano conversazioni di anni fa che circolano ancora, domande senza risposta, opinioni che nessuno ha mai intercettato. &#200; intelligence &#8220;gratuita&#8221;.</p><p>La tenuta della TV pubblica come fonte affidabile conferma che per i clienti che cercano credibilit&#224; istituzionale su audience generalista e adulta, RAI non &#232; un canale residuale.</p><p><strong><a href="https://www.agcom.it/pubblicazioni/osservatori/osservatorio-sulle-comunicazioni-n-4-2025">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>13) Digital 2026 Global Overview Report</strong></h3><p>6 miliardi di utenti internet nel mondo. 5,66 miliardi di identit&#224; social: il 68,7% della popolazione globale. Pi&#249; di un miliardo di persone che usano AI generativa ogni mese. Reddit cresce del 63% anno su anno. Per l&#8217;Italia: circa 53 milioni di utenti internet, 41 milioni di identit&#224; social.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Un miliardo di persone che usano AI generativa ogni mese cambia come le persone cercano informazioni, compreso quello che cercano sui brand. Se una quota crescente di utenti arriva a una prima impressione su un&#8217;azienda passando da un chatbot invece che da Google, il contenuto che alimenta quei sistemi (articoli, interviste, comunicati, dichiarazioni pubbliche) diventa un &#8220;problema&#8221; di <strong>cosa viene ricostruito su di te quando non sei nella stanza.</strong></p><p>Reddit non &#232; ancora nella lista delle priorit&#224; di molte agenzie italiane. La community italiana &#232; pi&#249; piccola rispetto a quella anglofona, le logiche di moderazione sono diverse e la cultura della piattaforma penalizza i contenuti promozionali. Ma il +63% anno su anno dice qualcosa su dove si spostano le conversazioni autentiche e dove i brand non ci sono ancora.</p><p><strong><a href="https://datareportal.com/reports/digital-2026-global-overview-report">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>14) Kantar - Marketing Trends 2026</strong></h3><p>Il 24% degli utenti AI usa gi&#224; assistenti di shopping basati su intelligenza artificiale. Il 74% degli utenti di assistenti AI cerca regolarmente raccomandazioni AI-driven. Quasi il 40% dei consumatori si fida delle raccomandazioni nelle micro-community tanto quanto di quelle personali.</p><p>Kantar parla del concetto di Generative Engine Optimization (GEO): se il modello AI non conosce un brand, non lo raccomander&#224;.</p><p>La reputazione (su cui lavorano le PR e le Media Relations) diventa prerequisito per l&#8217;esistenza stessa del brand nell&#8217;AI.</p><p>La reach organica dei brand sui social continua a calare. Il 61% dei marketer prevede di aumentare gli investimenti in creator content, ma solo il 27% dei contenuti dei creator si collega in modo forte al brand.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>La GEO non &#232; una moda. &#200; la formalizzazione di qualcosa che sta gi&#224; succedendo: i modelli AI attingono alla reputazione digitale di un brand per decidere cosa raccomandare.</p><p>L&#8217;earned media (articoli, recensioni, menzioni autorevoli) &#232; il carburante di quei sistemi. Non costruirlo significa non esistere quando l&#8217;utente fa una domanda all&#8217;AI.</p><p><strong><a href="https://www.kantar.com/Campaigns/Marketing-Trends">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>15) Forrester - Predictions 2026: Consumers</strong></h3><p>Un terzo delle aziende dannegger&#224; la customer experience con chatbot AI frustranti (il deployment prematuro dell&#8217;AI nel customer service eroder&#224; brand e retention).</p><p>Un terzo dei consumatori preferir&#224; <strong><a href="https://disclosers.it/marketing-esperienziale-e-pr-costruire-relazioni-e-amplificare-limpatto-della-comunicazione/">esperienze offline a quelle online</a></strong>.</p><p>Il 52% degli adulti statunitensi cerca attivamente esperienze in-person. L&#8217;intenzione di &#8220;fare pi&#249; shopping in negozio&#8221; &#232; cresciuta di 7 punti tra 2023 e 2025.</p><p>Gli inserzionisti taglieranno i budget display ads del 30% poich&#233; i consumatori migrano verso sintesi AI e interfacce chat.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Il dato sul ritorno offline &#232; rilevante per chi lavora con brand retail o consumer: &#232; una risposta alla saturazione digitale. Le persone vogliono toccare le cose, stare in un posto fisico, avere un&#8217;interazione che non passa da uno schermo. I brand che stanno investendo solo su digital stanno perdendo una parte di questo.</p><p><strong><a href="https://www.forrester.com/blogs/predictions-2026-consumers-find-connection-in-unexpected-places/">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>16) Accenture - Life Trends 2026</strong></h3><p>&#8220;Stability Premium&#8221;: i consumatori cercano stabilit&#224; sopra ogni cosa. Il 46% dei C-suite ha accorciato gli orizzonti di pianificazione strategica. Il 65% ha istituito war room permanenti per risposta rapida.</p><p>Accenture documenta un crescente bisogno di connessione umana autentica e un rifiuto dei messaggi di brand vuoti.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>I brand che <strong>creano un senso di stabilit&#224;</strong> hanno un vantaggio reale in questo momento. Non rassicurazione generica, ma stabilit&#224; come impostazione comunicativa concreta: coerenza nel messaggio nel tempo, chiarezza su cosa si offre, assenza di hype gratuito.</p><p>Il dato sui deepfake (52% degli utenti ha subito attacchi o truffe) dice che la fiducia online &#232; sotto pressione sistemica. I brand che garantiscono autenticit&#224; verificabile (non solo la dichiarano) hanno un vantaggio differenziale.</p><p>La comunicazione che &#8220;sembra autentica&#8221; non basta pi&#249;.</p><p><strong><a href="https://www.accenture.com/us-en/insights/song/accenture-life-trends">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>17) Mintel - 2026 Global Consumer Predictions</strong></h3><p>&#8220;The Affection Deficit&#8221;: le interazioni sono diventate transazionali e distanti. I consumatori si sentono &#8220;notati online, ma non veramente conosciuti&#8221;. Cresce la &#8220;stanchezza algoritmica&#8221;: le persone vogliono capire, modificare o co-creare i sistemi che li influenzano.</p><p>Mintel invita esplicitamente le agenzie PR a &#8220;<strong>dare priorit&#224; alla connessione rispetto alla visibilit&#224;</strong>&#8220;.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>L&#8217;invito a dare priorit&#224; alla connessione rispetto alla visibilit&#224; non &#232; un principio astratto. &#200; un&#8217;implicazione operativa: quante delle attivit&#224; di comunicazione che si fanno ogni settimana costruiscono connessione (con i giornalisti, con le community, con le audience) e quante producono semplicemente presenza?</p><p>La distinzione non &#232; sempre comoda da fare.</p><p><strong><a href="https://www.mintel.com/insights/consumer-research/global-consumer-trends/#download">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>18) Capgemini - What Matters to Today&#8217;s Consumer 2026</strong></h3><p>Alcuni dati.</p><p>Il 74% dei consumatori cambierebbe brand per prezzi regolari pi&#249; bassi. Il 25% ha gi&#224; usato GenAI per lo shopping nel 2025; un altro 31% prevede di adottarla. Due terzi dei consumatori si aspettano che i brand dichiarino quando la pubblicit&#224; &#232; generata dall&#8217;AI. Due terzi si fidano di pi&#249; dell&#8217;AI quando questa spiega il proprio ragionamento.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Due terzi che esigono trasparenza sull&#8217;uso dell&#8217;AI nella pubblicit&#224; &#232; un numero che non si pu&#242; ignorare. Rappresenta in qualche modo gi&#224; un&#8217;aspettativa dei consumatori. I brand che lo dichiarano proattivamente non perdono credibilit&#224;, al contrario la mantengono.</p><p><strong><a href="https://www.capgemini.com/wp-content/uploads/2026/01/Final-Web-Version-Report-Consumer-Trends-2026.pdf">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>19) SolComms - The State of Brand 2026</strong></h3><p>Solo il 25% dei consumatori si dice &#8220;molto leale&#8221; verso un brand. Il report &#232; &#8220;<em>anti-trend chasing</em>&#8221;: insiste sulla costruzione di relazioni di lungo periodo con creator micro e mid-tier, sulla coerenza nei momenti culturali, sulla priorit&#224; al core audience rispetto all&#8217;inseguimento di nuove generazioni.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Il 25% di &#8220;molto leale&#8221; &#232; un dato interessante. Tre quarti dei clienti che un brand considera suoi sarebbero disposti ad andarsene senza troppe difficolt&#224;.</p><p>In questo contesto, la comunicazione che celebra il brand verso l&#8217;esterno, senza lavorare sulla relazione con chi &#232; gi&#224; dentro, assomiglia a qualcuno che si presenta bene agli estranei mentre trascura chi lo conosce gi&#224;.</p><p>Il report insiste sulla coerenza nei momenti culturali: non inseguire ogni trend, ma essere presenti in modo riconoscibile quando il tema tocca davvero il core audience.</p><p>Un brand che appare ovunque senza un punto di vista diventa solamente rumore.</p><p><strong><a href="https://www.solcomms.co/headlines/the-state-of-brand-2026">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>20) Cision - Inside PR 2026</strong></h3><p>Il 60% dei team PR cita il panorama mediatico in rapido cambiamento come principale difficolt&#224;. Il 58% segnala pressione sulle risorse. Il perception gap interno: un terzo dei manager descrive il proprio team come &#8220;estremamente agile&#8221;, ma solo il 14% dei collaboratori &#232; d&#8217;accordo.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Quello che il report segnala indirettamente &#232; che la pressione a fare di pi&#249; con meno non &#232; una fase transitoria. &#200; diventata la condizione normale. In questa condizione, le attivit&#224; che richiedono tempo ma non producono output immediati visibili (costruire relazioni, capire davvero un settore, leggere i report) vengono sistematicamente sacrificate a favore di quello che si pu&#242; misurare subito.</p><p>&#200; un circolo su cui vale la pena riflettere.</p><p><strong><a href="https://www.cision.com/resources/guides-and-reports/2026-inside-pr-report/">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>21) Commissione UE - Consumer Survey for the European Media Industry Outlook</strong></h3><p>I social vengono prima per molti, le notizie online subito dopo, la TV resiste soprattutto per film, serie e notizie. TV e radio pubbliche restano le fonti pi&#249; affidabili in quasi tutti i paesi. La disponibilit&#224; a pagare per le news &#232; bassa: circa due terzi degli europei non vuole pagare.</p><p><strong>Cosa fare.</strong></p><p>Il dato sulla TV e radio pubblica come fonti pi&#249; affidabili &#232; rilevante per chi lavora con clienti che cercano credibilit&#224; istituzionale. Uscire su RAI o Radio 3 non ha lo stesso reach di una testata online, ma trasferisce un tipo di autorevolezza diverso (pi&#249; lento da costruire, pi&#249; difficile da erodere?).</p><p>In certi settori, soprattutto quelli regolati o ad alto rischio reputazionale, questa distinzione conta pi&#249; dei numeri di copertura.</p><p>La bassa disponibilit&#224; a pagare per le news mette le redazioni sotto pressione economica costante: redazioni pi&#249; piccole, giornalisti con meno tempo, meno risorse per le verifiche. Per chi fa PR, lavorare con redazioni sotto pressione significa dover facilitare ancora di pi&#249; il lavoro: materiali completi, fonti accessibili, storie gi&#224; costruite e verificabili.</p><p><strong><a href="https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/0104f736-8935-11f0-9af8-01aa75ed71a1/language-en">Leggi il report</a></strong></p><h3><strong>Ci fidiamo di meno, scegliamo di pi&#249;?</strong></h3><p>Quello che mi porto a casa dopo l&#8217;analisi di questi report &#232; un filo comune: le persone si fidano di meno, scelgono di pi&#249; e quando scelgono vogliono qualcosa che valga il loro tempo.</p><p>Banale? Pu&#242; sembrarlo. Ma non &#232; cos&#236; semplice &#8220;rispondere&#8221; con costanza e solidit&#224; a questa richiesta.</p><p>Chi fa comunicazione non ha un problema di quantit&#224;. Non &#232; pi&#249; un problema la quantit&#224;.</p><p>Il focus &#232; sulla costruzione di ci&#242; che <strong>richiede davvero tempo</strong> (<strong><a href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/quanto-tempo-ci-stai-mettendo-perche">ed &#232; fondamentale anche comunicare questo valore</a></strong>), creazione e sviluppo di relazioni e contenuti con &#8220;qualcosa da dire&#8221;.</p><p>Tre cose che non si automatizzano e non si potranno mai automatizzare.</p><p>&#8212;</p><p><strong>Restiamo in contatto</strong></p><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p><p>Qui trovi il nostro percorso formativo: <strong><a href="https://disclosers.it/formazione/">https://disclosers.it/formazione/</a></strong></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per i brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong>]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[54 consigli di comunicazione e business da 18 imprenditori, imprenditrici e manager ]]></title><description><![CDATA[[dal podcast "Oltre il titolo"]]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/54-consigli-di-comunicazione-e-business</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/54-consigli-di-comunicazione-e-business</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Sun, 15 Mar 2026 09:04:14 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/e4bf62db-2154-4f68-bc7d-1e67ae11e30a_1024x1024.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Nessuna formula magica, ma <strong>54 riflessioni</strong> (consigli? lezioni?) su <strong>comunicazione, marketing e business</strong>, che ho estrapolato dalle ultime <strong>18 interviste</strong> a imprenditori, imprenditrici e manager per il podcast &#8220;<a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM?si=bJLVgSi3Rn6dkPO3oO26jg">Oltre il titolo</a>&#8221; (di <a href="https://disclosers.it/">Disclosers</a>).</p><p style="text-align: justify;">Dietro questa newsletter ci sono quindi almeno <strong>18 ore di registrazione, 7-8 ore di preparazione totale, 5 ore di scrittura</strong>, analisi, revisione e rielaborazione: pi&#249; o meno - senza esagerazione - 30 ore di lavoro, di studio e di pensiero.</p><p style="text-align: justify;">Dalla Brand Marketing Director di WeRoad a uno dei founder di Marketing Espresso, dal CIO di Datapizza al CEO di Dalfilo e molti/e altri/e: ecco alcuni spunti utili che ci siamo portati a casa.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h4 style="text-align: justify;"><strong>Dall&#8217;intervista con </strong><span class="mention-wrap" data-attrs="{&quot;name&quot;:&quot;Margherita Galluzzo&quot;,&quot;id&quot;:45873231,&quot;type&quot;:&quot;user&quot;,&quot;url&quot;:null,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/2bf5e963-415b-42e7-8ad4-ce4ec816bd17_432x432.png&quot;,&quot;uuid&quot;:&quot;fe2dc319-c057-4b41-ae9d-4ec32eca4506&quot;}" data-component-name="MentionToDOM"></span><strong>, Brand Marketing Director di WeRoad.</strong></h4><ol><li><p><strong>Le persone devono poter creare valore tra loro</strong>: il marketing non deve limitarsi a &#8220;comunicare&#8221; un valore, ma deve creare l&#8217;infrastruttura affinch&#233; le persone possano generare valore tra loro. Il brand diventa un abilitatore di relazioni e la sua forza risiede nella capacit&#224; di restare rilevante anche quando l&#8217;esperienza (o il servizio) &#232; terminato.</p></li><li><p><strong>Il primato dell&#8217;intuito sui dati</strong>: i dati ti dicono cosa ha funzionato ieri, ma non possono prevedere cosa emozioner&#224; domani. Un branding forte accetta il rischio del fallimento creativo per ottenere l&#8217;impatto della memorabilit&#224;, qualcosa che l&#8217;ottimizzazione algoritmica raramente riesce a produrre.</p></li><li><p><strong>Il tono di voce &#232; una barriera all&#8217;entrata</strong>: se un concorrente pu&#242; copiare il tuo prodotto, non pu&#242; copiare il tuo modo di stare al mondo e di interagire con i clienti. Mantenere un linguaggio umano e talvolta &#8220;imperfetto&#8221; anche durante la crescita globale &#232; ci&#242; che trasforma una transazione commerciale in un senso di appartenenza.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: &#8220;<a href="https://open.spotify.com/episode/3PQsUgSREOMRT4gce7Nxfe?si=H_ByOlsPR-KmqrqinzXozQ">Tra creativit&#224; e marketing non convenzionale: la comunicazione di WeRoad</a>&#8221;]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con </strong><span class="mention-wrap" data-attrs="{&quot;name&quot;:&quot;Marco Onorato&quot;,&quot;id&quot;:140025926,&quot;type&quot;:&quot;user&quot;,&quot;url&quot;:null,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/b50a8582-3005-4bfc-b2fb-5dffad98cc4e_1179x1179.jpeg&quot;,&quot;uuid&quot;:&quot;f3d6c36a-ef3a-4cb7-a844-c6781f8c7ec6&quot;}" data-component-name="MentionToDOM"></span><strong>, Founder di </strong><span class="mention-wrap" data-attrs="{&quot;name&quot;:&quot;Marketing Espresso&quot;,&quot;id&quot;:246265528,&quot;type&quot;:&quot;user&quot;,&quot;url&quot;:null,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/5d7522f1-78f8-40ff-8d3b-c6fe9bb93700_691x688.png&quot;,&quot;uuid&quot;:&quot;4d2bb14b-64cd-4e95-a37f-f447c613da9b&quot;}" data-component-name="MentionToDOM"></span> </h4><ol start="4"><li><p><strong>Costruire un ecosistema chiuso e non una vetrina</strong>: non trattare la community come un bancomat a breve termine, ma coltivala come un asset esponenziale. Trasforma il brand nel perno centrale dell&#8217;offerta: vendi i tuoi casi studio e il tuo metodo, creando un circuito chiuso in cui il pubblico sceglie te per l&#8217;identit&#224; aziendale, non per il semplice prodotto.</p></li><li><p><strong>Smettere di verniciare facciate se i tubi perdono</strong>: &#232; inutile sbandierare continui traguardi su LinkedIn se internamente mancano i processi essenziali di base. Dedica la maggior parte del tempo a strutturare onboarding, valutazioni semestrali e dinamiche di team. La comunicazione esterna regge nel lungo periodo solo se &#232; lo specchio fedele di una solidissima architettura e cultura interna.</p></li><li><p><strong>Usare gli errori come ricalcolo del navigatore</strong>: bandisci sia l&#8217;autoflagellazione emotiva che la passiva accettazione filosofica dell&#8217;insuccesso. Tratta ogni sbaglio in modo analitico: non &#232; un muro invalicabile, ma &#232; la fredda voce del navigatore che ti impone una deviazione.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: &#8220;<a href="https://open.spotify.com/episode/03sB1XndFnKThLcZZxuVVQ?si=6kw0nShaSv6eOt99HQ-prw">Come si costruisce una community da oltre 500.000 follower</a>&#8221;]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con </strong><span class="mention-wrap" data-attrs="{&quot;name&quot;:&quot;Eliana Salvi&quot;,&quot;id&quot;:136969945,&quot;type&quot;:&quot;user&quot;,&quot;url&quot;:null,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/5fe6cd12-5b62-4747-a173-5ad198bf58c7_411x411.jpeg&quot;,&quot;uuid&quot;:&quot;5e311c1e-658f-4b52-a0c9-de412bffc052&quot;}" data-component-name="MentionToDOM"></span><strong>, Founder e CEO di Cosmic.</strong></h4><ol start="7"><li><p><strong>Entra volontariamente nell&#8217;incompetenza</strong>: non aspettare di avere tutte le risposte per avviare un progetto. Mettiti di proposito in situazioni professionali che non domini per forzarti a studiare e reagire. &#200; l&#8217;urgenza di sopravvivere all&#8217;ignoto, non la pianificazione perfetta, ad accelerare drasticamente il tuo apprendimento e la tua tenuta mentale.</p></li><li><p><strong>Sottomettere i dati all&#8217;antropologia</strong>: smetti di idolatrare esclusivamente l&#8217;algoritmo e le metriche di performance. Il digitale parla a persone in carne e ossa: un contenuto tecnicamente ineccepibile &#232; inutile se non genera una scossa emotiva. Usa i KPI per orientare la strategia, ma affida l&#8217;impatto reale all&#8217;autenticit&#224; e all&#8217;empatia.</p></li><li><p><strong>Democratizzare l&#8217;accesso alla sala comandi</strong>: per delegare davvero, devi rinunciare al controllo assoluto. Mostra a tutto il team i fatturati, i margini di profitto e i feedback crudi dei clienti. Inoltre, rendere i collaboratori compartecipi della salute finanziaria li spinge a prendersi responsabilit&#224; reali e a maturare attraverso i propri errori.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: &#8220;<a href="https://open.spotify.com/episode/2yAv3pTMnWoYiuJgS01Hb9?si=DPD997ReQwyY7Fu-W89Okg">Comunicazione e creativit&#224; nell&#8217;era dei video brevi</a>&#8221;]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Elena Lavezzi, CEO di ZNEXT</strong></h4><ol start="10"><li><p><strong>Il management &#232; &#8220;Common Sense&#8221;?</strong>: un/una manager in un contesto ad alta crescita non deve mettere in campo una scienza occulta, ma dovrebbe focalizzarsi sull&#8217;applicazione del buon senso (supportato dai dati). Il consiglio &#232; di cercare di semplificare i processi decisionali eliminando le sovrastrutture accademiche inutili a favore di una ragionevolezza operativa costante.</p></li><li><p><strong>Dinamismo operativo</strong>: la leadership in ecosistemi caotici richiede una prontezza fisica e mentale al movimento costante. Bisognerebbe cercare di adottare un approccio agile (metaforicamente &#8220;in sneakers&#8221;), agendo come bussola per il team anche quando i processi interni non sono ancora stati codificati.</p></li><li><p><strong>Trasparenza ed evoluzione della comunicazione</strong>: la comunicazione deve evolvere parallelamente alla complessit&#224; aziendale. Ad esempio, passare da una narrazione &#8220;pop&#8221; a una pi&#249; asciutta e istituzionale durante la scalata, che i valori di trasparenza restino intatti.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: <a href="https://open.spotify.com/episode/3DgSagj7WS7PjElpLbQK9K?si=JRX1Iv19TIOZhs_Nc6U3-g">&#8220;Da Uber a ZNEXT: costruire leadership&#8221;</a>]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Giacomo Ciarlini, CIO di Datapizza</strong></h4><ol start="13"><li><p><strong>Allineare i processi</strong>: comprare licenze non basta. Integra l&#8217;intelligenza artificiale, con la consapevolezza che vanno riprogettati alcuni processi aziendali, altrimenti otterrai solo un impatto marginale senza reali benefici sul conto economico. L&#8217;intelligenza artificiale generativa, infatti, &#232; una tecnologia &#8220;liquida&#8221; che assume la forma del contenitore in cui viene versata.</p></li><li><p><strong>Formare prima di agire</strong>: personalizza i percorsi di apprendimento. Dividi il team tra entusiasti e resistenti, offrendo a ciascuno un training specifico per abbattere le barriere cognitive.</p></li><li><p><strong>Applicare rigore scientifico alla comunicazione</strong>: allontanati dal sensazionalismo e dalle promesse irrealistiche. Il posizionamento di brand pi&#249; forte coincide con la rinuncia ai profitti veloci. Rifiuta categoricamente di associare il tuo nome a narrazioni iper-semplificate o a progetti fuffa pur di monetizzare l&#8217;onda del momento. La vera autorevolezza a lungo termine si forgia dicendo no ai soldi facili e imponendo un rigore quasi scientifico a ogni tua comunicazione.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: <a href="https://open.spotify.com/episode/0DhAveeADrEAJQRO8Formy?si=dw14uAdyT3-Sbk8wAm0GLA&amp;nd=1&amp;dlsi=7552e8cffbe147c9">&#8220;Trasformare le aziende con l&#8217;AI&#8221;</a>]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Flavia Di Giustino, Senior Brand Manager Spirits Portfolio di Mo&#235;t Hennessy Italia</strong></h4><ol start="16"><li><p><strong>Ingegnerizzare la desiderabilit&#224;</strong>: nel posizionamento di fascia alta, rispondere a un bisogno funzionale &#232; insufficiente. Il brand deve trasformarsi in uno specchio delle aspirazioni identitarie del consumatore. Non limitarti a spingere le vendite, ma costruisci un&#8217;aura valoriale cos&#236; potente da giustificare lo sforzo d&#8217;acquisto, rendendo l&#8217;associazione al tuo marchio uno status symbol narrativo da sfoggiare e raccontare.</p></li><li><p><strong>Difendere la credibilit&#224; attraverso i &#8220;no&#8221; strategici</strong>: una campagna brillante genera il primo acquisto, ma &#232; la coerenza spietata a essere l&#8217;elemento differenziante. Avere un posizionamento saldo significa rinunciare consapevolmente a volumi facili, come l&#8217;ingresso nella grande distribuzione, o a sponsorizzazioni prestigiose, ma disallineate rispetto al target. Proteggi l&#8217;integrit&#224; del tuo marchio escludendo categoricamente qualsiasi compromesso commerciale che ne annacqui l&#8217;identit&#224;.</p></li><li><p><strong>Rifiutare il silenzio nei cicli economici negativi</strong>: quando i mercati frenano, tagliare il budget comunicativo per proteggere i margini a breve termine &#232; solo un cerotto su un&#8217;emorragia strutturale. I brand che dominano nel lungo periodo sono quelli che mantengono viva e costante la narrazione anche durante le recessioni. Continua a investire e a presidiare l&#8217;immaginario del tuo pubblico proprio quando i competitor spengono i riflettori per paura.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: &#8220;<a href="https://open.spotify.com/episode/2Pw6pnWRWgakF5lBVC8zoh?si=crGMABXDRWGISn45owG8Dw">Come si costruisce un brand di distillati di lusso</a>&#8221;]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Mattia Salvi, Co-founder e CEO di Aryel</strong></h4><ol start="19"><li><p><strong>Scalare il B2B capitalizzando i progetti pilota:</strong> per vendere soluzioni tecnologiche alle corporate, &#232; fondamentale abbandonare le presentazioni teoriche. Sviluppa progetti pilota misurabili e trasformali rapidamente in casi studio difficilmente attaccabili. Usa questi come &#8220;ariete commerciale&#8221; per acquisire i primi incarichi.</p></li><li><p><strong>Relazioni al centro</strong>: cerca di consolidare alleanze forti con agenzie e brand sul territorio nazionale, trasformandoli nei tuoi principali alleati. &#8220;Usa&#8221; i loro contatti per ottenere presentazioni dirette ai pari ruolo in mercati complessi come il Regno Unito o la Germania. &#200; la fiducia pregressa, trasferita da un partner, un ingrediente fondamentale per le trattative.</p></li><li><p><strong>Partire dal problema, non dalla tecnologia</strong>: la creativit&#224; tecnologica deve rimanere sempre subordinata alle logiche di business. Prima di lanciare un&#8217;iniziativa innovativa, individua l&#8217;ostacolo: applica le nuove tecnologie esclusivamente se queste ottimizzano misurabilmente le conversioni o migliorano concretamente l&#8217;esperienza d&#8217;uso del tuo pubblico target.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: <a href="https://open.spotify.com/episode/2NRrMz6pbIa7JGstyT8Bqb?si=xwUqAewMQKOCkyoVPeSWow">&#8220;Realt&#224; aumentata e marketing esperienziale&#8221;</a>]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Andy Franco (conosciuto come MRNBD), storyteller, podcaster</strong></h4><ol start="22"><li><p><strong>Analizzare da ogni angolazione</strong>: prima di raccontare un luogo o una situazione, osservalo da ogni angolazione. Non fermarti alla prima impressione per abbattere i tuoi stessi pregiudizi e quelli del pubblico.</p></li><li><p><strong>Rispetta i limiti</strong>: ci sono sempre dei limiti da rispettare quando si raccontano elementi, contesti, persone. Riconoscerli e rispettarli &#232; la strada giusta.</p></li><li><p><strong>Anticipare il copione</strong>: prima di un progetto video, stendi un testo base con spazi vuoti per le interviste. Questo ti permette di ottimizzare il lavoro e mantenere il focus sulla storia.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: <a href="https://open.spotify.com/episode/3HE3CVRMK0YvgyoTo6lMeM?si=jXNXZk5BRGOygCevGydl_A">&#8220;Raccontare il viaggio a una community di oltre 400mila persone&#8221;</a>]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con </strong><span class="mention-wrap" data-attrs="{&quot;name&quot;:&quot;Andrea Girolami&quot;,&quot;id&quot;:1484102,&quot;type&quot;:&quot;user&quot;,&quot;url&quot;:null,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/79804d07-8b0b-4a76-aec1-1b1a83bd802b_1170x1170.jpeg&quot;,&quot;uuid&quot;:&quot;c905955e-f7a9-4331-b22f-9bde51217575&quot;}" data-component-name="MentionToDOM"></span><strong>, founder di Scrolling Infinito</strong></h4><ol start="25"><li><p><strong>Disintegrare la monocultura</strong>: intercetta e analizza le derive del consumo di massa. Proponi approfondimenti scritti capaci di scardinare le omologazioni di pensiero, spingendo il lettore a riflettere su nuove dinamiche.</p></li><li><p><strong>Costruire una routine editoriale</strong>: supera il blocco del &#8220;muro del suono&#8221;. Non mollare dopo i primi tentativi a vuoto: &#232; la ripetizione testarda e cadenzata che ti permetter&#224; di farti notare dall&#8217;audience giusta.</p></li><li><p><strong>Vendere il proprio valore senza tab&#249;</strong>: affronta l&#8217;argomento economico senza pudori. Mostrare, ad esempio, quanto hai capitalizzato dalla tua community svela la reale maturit&#224; del tuo business e sfata i pregiudizi italiani sul denaro.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: <a href="https://open.spotify.com/episode/0UsBzBWKuI2uaOXLBSEvQ7?si=qhkYoKlcTISWQV0peRx-rg">&#8220;La newsletter: indipendenza e profondit&#224; oltre la saturazione digitale&#8221;</a>]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Gianluca Maruzzella, founder di Indigo.ai</strong></h4><ol start="28"><li><p><strong>Progettare l&#8217;architettura della pazienza</strong>: usa i modelli generativi per assorbire i colli di bottiglia nei processi informativi noiosi. L&#8217;intelligenza sintetica non ha orari e non perde mai l&#8217;empatia della risposta.</p></li><li><p><strong>Formare le aule sull&#8217;intraprendenza</strong>: non limitarti alle nozioni universitarie. &#8220;Esigi&#8221; dai tuoi studenti o collaboratori junior il coraggio di testare un&#8217;idea fino in fondo, premiando l&#8217;entusiasmo sopra il risultato puramente accademico.</p></li><li><p><strong>Non illudersi della stabilit&#224;</strong>: ripeti al tuo team che la versione software di oggi sar&#224; archeologia domani. Allena le menti ad abbracciare un apprendimento iterativo continuo anzich&#233; aggrapparsi a competenze temporanee.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: <a href="https://open.spotify.com/episode/1Efb4TKuGlJXfhkVHUJ9zN?si=I5JDCJG9Rba3GZ4Z8PPEdA">&#8220;La fiducia nel confine tra uomo e IA&#8221;</a>]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Matteo Rizzi, travel content creator</strong></h4><ol start="31"><li><p><strong>Evitare gli spot mascherati</strong>: fai capire al reparto marketing che i follower riconoscono subito le ingerenze forzate. Mantieni il tuo tono narrativo e relega il prodotto a un ruolo funzionale, mai strillato, per non alienare l&#8217;attenzione.</p></li><li><p><strong>Cancellare il filtro digitale</strong>: proponiti offline con la stessa natura che mostri online. Scongiurare ogni forma di dissonanza tra il tuo personaggio video e la tua persona reale &#232; il collante per community durature e affezionate.</p></li><li><p><strong>Lavorare sul distacco emotivo</strong>: fissa i confini tra passione e monetizzazione. Elabora la frustrazione di dover gestire dinamiche commerciali oppressive accettando che i contenuti organici possano occasionalmente scendere a patti con il business.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo <a href="https://open.spotify.com/episode/7cZoYKcvKVxxb5ELvo0FoU?si=B-2j60UNQv6BC4Nk0CLN7A">&#8220;Dall&#8217;ingegneria all&#8217;arte del racconto e della content creation&#8221;]</a></p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Driss El Faria, founder di 25 Holding, e ideatore di brand come Aviva Wines e Tequiero Tequila</strong></h4><ol start="34"><li><p><strong>Evitare di bruciare capitali sull&#8217;outbound</strong>: crea un&#8217;aura di desiderabilit&#224; attorno al prodotto cos&#236; potente da innescare la richiesta spontanea del cliente finale.</p></li><li><p><strong>Scongiurare l&#8217;effetto meteora del vip</strong>: tratta la star solo come un acceleratore iniziale. Lavora immediatamente sulla solidit&#224; autonoma del prodotto per non far schiantare l&#8217;azienda al primo calo di popolarit&#224; del testimonial.</p></li><li><p><strong>Ignorare l&#8217;imposizione delle agenzie media</strong>: valuta autonomamente l&#8217;investimento comunicativo. Non appoggiarti su centri che dirottano i budget per auto-sostenere i propri circuiti, perdendo totalmente il polso dell&#8217;utente che decide gli acquisti.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: &#8220;<a href="https://open.spotify.com/episode/63iAcAl6nNkffl8quBr2FG?si=IZfypd3zQauUO65AqEVh6w">Da Aviva Wines a Tequiero Tequila: i segreti del celebrity brand&#8221;</a>]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Davide Trabucchi, Co-founder e CEO di Dalfilo</strong></h4><ol start="37"><li><p><strong>Automatizzare la condivisione dei &#8220;guasti&#8221;</strong>: sbarazzati dei filtri gerarchici. Gira i feedback negativi dei consumatori direttamente al team di lavoro, affinch&#233; tutti possano immediatamente individuare e rettificare le frizioni del prodotto.</p></li><li><p><strong>Capitalizzare i clienti meno scontati</strong>: smettila di rincorrere solo la Generazione Z. Struttura un&#8217;esperienza d&#8217;acquisto online cos&#236; intuitiva da intercettare fluidamente anche la platea degli over 60, spesso pi&#249; solvente e stabile.</p></li><li><p><strong>Persistere in modo glaciale</strong>: preparati a collezionare no quotidiani. Assorbi i rifiuti degli investitori o gli intoppi logistici con distacco, trasformando ogni blocco in una variabile matematica da aggirare senza usure nervose.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: &#8220;<a href="https://open.spotify.com/episode/7Er4JhEBoHtaXo71eZTYty?si=jWKyxPDZRO-17c3DfPOOUw">Comunicare l&#8217;home textile oggi</a>&#8221;]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Filippo Mottolese, Founder di MiScusi</strong></h4><ol start="40"><li><p><strong>Allineare l&#8217;identit&#224; all&#8217;esperienza reale</strong>: non assecondare etichette romantiche ma false. Se hai un modello scalabile e veloce, non posizionarti come la &#8220;classica trattoria&#8221;, altrimenti creerai aspettative deluse nei clienti. Rivendica con estrema trasparenza il tuo vero format organizzativo.</p></li><li><p><strong>Blindare l&#8217;anima del brand ai vertici:</strong> esternalizza pure l&#8217;operativit&#224; tecnica, ma non delegare l&#8217;essenza dell&#8217;azienda. Riporta la gestione del marchio nelle mani dei fondatori per evitare che l&#8217;identit&#224; si diluisca. Affidati alle agenzie per l&#8217;esecuzione, ma tieni il controllo assoluto sui valori.</p></li><li><p><strong>Trasformare il prodotto in un rito fisico</strong>: progetta un&#8217;esperienza tangibile attorno al tuo servizio. Usa elementi come un lungo tavolo condiviso o eventi fisici per trasformare i consumatori in una community attiva. L&#8217;infrastruttura umana e l&#8217;aggregazione reale generano un senso di appartenenza inimitabile.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: &#8220;<a href="https://open.spotify.com/episode/4TnCEUb6k6wSKyiqzWe8hJ?si=GBpKIGwwQiOXPPhudaUMMA">Come nasce un love brand nel food: il caso Miscusi</a>&#8221;]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Niccol&#242; Cipriani, Founder di Rif&#242;</strong></h4><ol start="43"><li><p><strong>Fuggire dalla tirannia dello sconto</strong>: evita il ricatto delle promozioni facili. Resisti alla tentazione di regalare il 10% sui canali per drogare le liste e mantieni saldo il valore intrinseco per selezionare solo acquirenti consapevoli.</p></li><li><p><strong>Coinvolgere la catena didattica</strong>: apri la manifattura ai curiosi. Organizza visite guidate per scolaresche e universit&#224;, smantellando la noncuranza sull&#8217;origine dei tessuti e costruendo a monte un esercito di consumatori responsabili.</p></li><li><p><strong>Mantenere rapporti fiduciari con i fornitori</strong>: non strangolare &#8220;gli artigiani della filiera&#8221;. Tutela la salute economica di chi confeziona fisicamente il prodotto per assicurarti alleati inossidabili nelle future battaglie per la sopravvivenza commerciale.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: <a href="https://open.spotify.com/episode/3anaTNYNk2HMpUlfNJ5yP8?si=5MTqBED-Roe6xFL54tUnWA">&#8220;Moda circolare e produzione locale: come comunicare&#8221;</a>]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Frank Gallucci, imprenditore, creator e podcaster</strong></h4><ol start="46"><li><p><strong>Decostruire il pregiudizio sul creator</strong>: respingi le etichette superficiali. Tratta il ruolo di influencer come un&#8217;attivit&#224; d&#8217;impresa a tutto tondo, imponendoti agende rigide e bilanci chirurgici per sopravvivere sul lungo raggio.</p></li><li><p><strong>Proiettare il DNA estetico in ogni poro</strong>: smetti di indossare maschere visive. Spalma la tua maniacale attenzione per l&#8217;armonia sulla gestione della casa, sulle relazioni amicali e sul design di qualunque progetto in cui ti immergi.</p></li><li><p><strong>Ricordarsi delle interazioni umane intime</strong>: usa i dettagli come arma segreta. Domandare aggiornamenti su aneddoti privati raccontati mesi prima sorprende la controparte e tramuta una transazione tiepida in un senso di totale fedelt&#224;.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: <a href="https://open.spotify.com/episode/3a3gFxHsxAyNdWcm8c4k0b?si=nYVbSsKESDCFehw3ul5yKw">&#8220;Armonia ed estetica come leve di comunicazione&#8221;</a>]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Fabrizio Cardone, Head of Talent di Corax Media</strong></h4><ol start="49"><li><p><strong>Superare la dittatura delle impression</strong>: scegli volti che possiedano un posizionamento saldo, perch&#233; il pubblico ricorder&#224; la campagna grazie al creator. Usa il loro capitale di fiducia per elevare la tua azienda.</p></li><li><p><strong>La libert&#224; creativa &#232; una leva di conversione</strong>: le campagne iper-strutturate e rigidamente standardizzate appartengono al passato. I brand che incassano i ritorni migliori oggi sono quelli che delegano totalmente la direzione artistica al talent. Rinuncia al controllo millimetrico del copione e lascia che il creator traduca il tuo prodotto nel proprio linguaggio.</p></li><li><p><strong>Adattare il format all&#8217;ecosistema ospitante</strong>: il copia-incolla delle creativit&#224; sulle diverse app polverizza il tuo budget. Ogni ecosistema esige un&#8217;architettura dedicata: TikTok impone di agganciare l&#8217;attenzione nel primissimo secondo con stili virali, mentre YouTube favorisce l&#8217;approfondimento e converte molto di pi&#249;. Definisci prima il vero scopo aziendale e plasma la campagna rispettando le regole uniche del canale.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: &#8220;<a href="https://open.spotify.com/episode/6GHnNPK8RItY03RZ06wUk8?si=h3CNxl47QCy-6nRD5qEIww">Influencer Marketing: quello che ogni azienda dovrebbe sapere</a>&#8221;]</p><h4><strong>Dall&#8217;intervista con Giampaolo Grossi, CEO di Giacomo Milano</strong></h4><ol start="52"><li><p><strong>Leadership e disciplina costante</strong>: gestire persone richiede un&#8217;attenzione totale, non limitata agli orari d&#8217;ufficio. Esercitare l&#8217;ascolto e l&#8217;empatia come muscoli operativi quotidiani &#232; alla base, costruendo la propria autorevolezza attraverso la coerenza tra vita professionale e personale.</p></li><li><p><strong>Gestione del ritmo</strong>: un leader efficace deve modulare la pressione organizzativa in base al momento di mercato e deve identificare i momenti in cui accelerare e quelli in cui concedere respiro al team, mantenendo un equilibrio psicofisico che prevenga anche il burnout collettivo.</p></li><li><p><strong>Co-creazione della visione aziendale</strong>: gli obiettivi non devono essere imposti, ma integrati nei percorsi individuali. Cercare di costruire la mission e la vision insieme al team &#232; un&#8217;azione che genera valore.</p></li></ol><p>[Ecco l&#8217;episodio completo: <a href="https://open.spotify.com/episode/6UNZmGTCzKBtAQjsFmL7hc?si=S4KZUbC9Q5qcC0MAyjxIuQ">&#8220;Da Starbucks Italia a Giacomo Milano: il sapore della leadership&#8221;</a>]</p><p>Grazie per essere arrivato/a fino a qui.</p><p>Oggi dedicare tempo alla lettura di un contenuto lungo non &#232; assolutamente scontato e per questo, grazie.</p><p>In due anni abbiamo registrato quasi <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM?si=bJLVgSi3Rn6dkPO3oO26jg">80 episodi</a></strong> (anche con Giuseppe Stigliano, Mariangela Pira e molti altri). Se questo contenuto ti &#232; piaciuto, fammelo sapere, condividilo, lascia un commento. Cos&#236; da capire se &#232; utile prepararne altri simili, perch&#233; davvero in due anni di puntate abbiamo raccolto tantissimo materiale di valore.</p><p>[E se hai suggerimenti - anche per segnalare ospiti - scrivici a <a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a> ]</p><p>Alla prossima!</p><p>Jessica</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/54-consigli-di-comunicazione-e-business?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/54-consigli-di-comunicazione-e-business?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p>&#8212;</p><p><strong>Restiamo in contatto</strong></p><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a jessica.malfatto@disclosers.it o <a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></p><p>Qui trovi il nostro percorso formativo: <a href="https://disclosers.it/formazione/">https://disclosers.it/formazione/</a></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a> e <a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per i brand per cui lavori, sentiamoci: <a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a>]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA["Quanto tempo ci stai mettendo?" Perché comunicarlo serve al tuo brand]]></title><description><![CDATA[Cerchiamo di andare oltre e di esplorare un altro fronte, provando a capire come (e se serve) comunicare il tempo investito in qualcosa.]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/quanto-tempo-ci-stai-mettendo-perche</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/quanto-tempo-ci-stai-mettendo-perche</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Sun, 08 Mar 2026 17:55:41 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/6e8097b3-faa0-4847-9340-12fcad1a4a11_1456x816.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Il tempo &#232; la risorsa pi&#249; importante che ognuno di noi ha</em>&#8221;. Quante volte lo abbiamo sentito? Troppe. Ma, per quanto inflazionata, resta un&#8217;affermazione difficile da contestare.</p><p>Il tempo &#232; come se fosse un&#8217;unit&#224; di misura con cui pesiamo dei pezzi di realt&#224;: <em>&#8220;Da quanto tempo vi conoscete?&#8221;, &#8220;Da quanto tempo sono vostri clienti?&#8221;, &#8220;Quante ore abbiamo dedicato a questo progetto?&#8221;, &#8220;Quanti anni di esperienza hai?&#8221;.</em></p><p>In ognuna di queste domande, il tempo sembra essere il parametro che definisce la profondit&#224; di un legame o la solidit&#224; di un&#8217;esperienza.</p><p>Il nesso &#232; quasi istintivo: <strong>pi&#249; tempo dedichiamo a qualcosa, pi&#249; alto &#232; il valore che gli viene attribuito</strong>.</p><p>Banale? S&#236;.</p><blockquote><p>E, infatti, <strong>cerchiamo di andare oltre</strong> e di esplorare un altro fronte, provando a <strong>capire come (e se serve) comunicare il tempo investito in qualcosa.</strong></p></blockquote><p>Ma si pu&#242; davvero quantificare l&#8217;investimento temporale?</p><p>Quantificare in termini assoluti &#232; complesso, ma ci sono dinamiche che spiegano <strong>perch&#233; mostrare il tempo dietro un&#8217;attivit&#224; ne aumenti sistematicamente il valore percepito</strong>.</p><p><em>(&#8220;S&#236;, ma quanto sposta davvero l&#8217;ago della bilancia?&#8221; viene spontaneo chiedersi)</em></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>1. Il valore dello sforzo</strong></h3><p>Nel 2004, Justin Kruger, Derrick Wirtz, Leaf Van Boven e T. William Altermatt avevano identificato <strong><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0022103103000659">l&#8217;&#8221;euristica dello sforzo&#8221;</a></strong>.</p><p>Nel loro esperimento, la stessa identica poesia veniva giudicata di qualit&#224; superiore e di maggiore valore monetario quando i partecipanti credevano fosse costata 18 ore di lavoro anzich&#233; 4.</p><p>Questo bias non &#232; irrazionale, ma &#232; adattivo: in assenza di informazioni dirette sulla qualit&#224;, <strong>il tempo diventa la misura pi&#249; accessibile di seriet&#224;, cura, competenza</strong>.</p><p>Ed &#232; tanto pi&#249; forte quanto pi&#249; la qualit&#224; &#232; difficile da valutare oggettivamente (esattamente la condizione che caratterizza il lusso, i servizi professionali e i prodotti creativi).</p><h3><strong>2. Eccellenza e ore di allenamento: i numeri degli atleti</strong></h3><p>I dati sugli atleti di vertice offrono la dimostrazione pi&#249; viscerale del legame tra investimento temporale e performance straordinaria.</p><p>Ad esempio, uno <strong><a href="https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3937568/">studio</a></strong> afferma che i calciatori professionisti belgi di livello internazionale avevano accumulato circa 7.000 ore di pratica a 20 anni e un <strong><a href="https://www.researchgate.net/profile/Edward_Coughlan2/publication/304625570_Deliberate_practice_in_sport/links/5775297308ae4645d60ba627/Deliberate-practice-in-sport.pdf">altro</a></strong> sugli atleti d&#8217;&#233;lite britannici in vista delle Olimpiadi di Londra 2012 rilev&#242; una media di 6 ore al giorno, 6 giorni a settimana, 12 mesi all&#8217;anno, per un totale di circa 10.000 ore nei 4 anni precedenti i Giochi. Le <strong><a href="https://www.insidethegames.biz/articles/11108/elite-athletes-spend-10000-hours-training-for-london-2012">ginnaste olimpiche canadesi</a></strong> accumulavano in media 18.835 ore entro i 16 anni.</p><p>E qui entra in campo un altro aspetto.</p><p>Questi numeri, infatti, non descrivono solamente la componente della &#8220;fatica&#8221;. Fanno ben altro e puntano i riflettori su quello che potremmo <strong>il costo invisibile dell&#8217;eccellenza</strong>: quel costo che, quando viene comunicato, trasforma la performance in qualcosa che &#8220;supera&#8221; il risultato tecnico e diventa una <strong>storia</strong>.</p><p>E le storie, lo sappiamo, generano valore percepito.</p><h3><strong>3. Tempo e desiderabilit&#224;</strong></h3><p>Nel settore del lusso, il tempo di lavorazione rappresenta un prezioso <strong>asset strategico da comunicare</strong>. Le evidenze provengono sia dalle pratiche aziendali dei marchi leader sia da studi accademici sulla percezione del consumatore.</p><p>Herm&#232;s, ad esempio, incarna questa filosofia.</p><p>Una borsa Birkin <strong><a href="https://levantleather.com/chinese-factory-exposes-true-cost-of-38000-hermes-birkin-bag-just-1400-to-make/">richiede</a></strong> 18-48 ore di lavorazione manuale da parte di un singolo artigiano (18-24 ore per pelli standard, fino a 48 per pelli esotiche come il coccodrillo), attraverso oltre 30 fasi produttive distinte. Gli artigiani seguono 5 anni di formazione prima di poter realizzare una Birkin e ciascuna borsa &#232; &#8220;firmata&#8221; con un timbro nascosto dell&#8217;artigiano.<strong><a href="https://www.cbsnews.com/news/hermes-birkin-bags-pierre-alexis-dumas-60-minutes/"> I</a></strong>l prezzo retail parte da circa &#8364;9.400-$11.000 per un modello base, ma <strong><a href="https://wwd.com/pop-culture/culture-news/how-to-buy-a-birkin-bag-1236769799/">all&#8217;asta</a></strong> una White Himalaya Birkin con diamanti ha raggiunto $450.000. Il <strong><a href="https://www.asimplemodel.com/bips-category/how-much-does-it-cost-hermes-to-manufacture-a-birkin-handbag">costo</a></strong> di produzione stimato &#232; di circa $800: ci&#242; significa che la narrazione del tempo e il brand equity rappresentano oltre il 90% del prezzo retail.</p><p>Loro Piana lavora la lana di vigogna (tosabile solo ogni 2 anni, con un diametro della <strong><a href="https://damianistores.com/blogs/blog/loro-piana-quiet-luxury-miami">fibra</a></strong> di soli 12-13 micron) e il Baby Cashmere, di cui si <strong><a href="https://www.joshtailoringanddesign.com/suit-fabrics/loro-piana-the-pinnacle-of-italian-craftsmanship">ricavano</a></strong> appena 30 grammi utilizzabili per ogni capra.</p><p>Pensiamoci: il lusso, infatti, non vende prodotti, ma <strong>una delle componenti pi&#249; importanti che &#8220;vende&#8221; &#232; il tempo cristallizzato in oggetti</strong>.</p><h3><strong>4. Trasparenza operativa: mostrare il lavoro (e il tempo impiegato per farlo) moltiplica il valore percepito</strong></h3><p>Rendere visibile il processo lavorativo dietro un prodotto o servizio (e quindi rendere anche tangibile la quantit&#224; del tempo impiegato per la realizzazione) ne aumenta il valore percepito, anche quando il risultato finale &#232; identico.</p><p>In cinque esperimenti su piattaforme di viaggio e dating online, &#232; stato dimostrato che quando un sito web <strong><a href="https://www.hbs.edu/ris/Publication%20Files/Norton_Michael_The%20labor%20illusion%20How%20operational_f4269b70-3732-4fc4-8113-72d0c47533e0.pdf">mostra</a></strong> le attivit&#224; di ricerca in corso anzich&#233; una semplice barra di progresso, i consumatori preferiscono siti con attese pi&#249; lunghe a quelli che restituiscono risultati istantanei anche quando i risultati sono identici.</p><p>Il valore percepito del servizio <strong><a href="https://www.marketingweek.com/richard-shotton-labour-illusion/">aumenta</a></strong> di circa 8% con la trasparenza operativa. Il meccanismo &#232; duplice: la percezione dello sforzo del fornitore attiva un sentimento di reciprocit&#224; che media l&#8217;aumento di valutazione.</p><h3><strong>5. Tempo investito nella relazione brand-consumatore: fedelt&#224; e brand equity</strong></h3><p>La ricerca di marketing degli ultimi 30 anni dimostra che la durata della relazione brand-consumatore &#232; uno dei <strong>pi&#249; potenti predittori di fedelt&#224; e valore economico</strong>.</p><p>Il <strong><a href="https://www.researchgate.net/publication/24098988_Consumers_and_Their_Brands_Developing_Relationship_Theory_in_Consumer_Research">lavoro</a></strong> di Susan Fournier aveva introdotto il concetto di Brand Relationship Quality (BRQ), un framework con sei dimensioni (amore/passione, connessione identitaria, impegno, interdipendenza, intimit&#224;, qualit&#224; del partner-brand) che equipara la relazione brand-consumatore a una relazione interpersonale.</p><p>Fournier identific&#242; 15 diverse forme di relazione che i consumatori instaurano con i brand, dalla partnership committed all&#8217;amicizia casuale.</p><p>La svolta paradigmatica: <strong>i consumatori non si limitano a comprare prodotti, ma costruiscono relazioni che richiedono tempo</strong>.</p><p><strong><a href="https://grokipedia.com/page/Fred_Reichheld">Inoltre, L&#8217;analisi</a></strong> di oltre 100 aziende in diversi settori ha dimostrato che un aumento del tasso di fidelizzazione di appena il 5% genera aumenti di profitto tra il 25% e il 95%. Non solo. C&#8217;&#232; un altro <strong><a href="https://www.bloomreach.com/en/blog/customer-lifetime-value-guide">dato</a></strong> interessante: i clienti fedeli spendono il 67% in pi&#249; nei mesi 31-36 della relazione rispetto ai mesi 0-6 e <strong><a href="https://www.numberanalytics.com/blog/boosting-proven-customer-retention">l&#8217;acquisizione</a></strong> di un nuovo cliente costa 5-25 volte pi&#249; del mantenimento di uno esistente.</p><p>Il tempo, in questo caso, non rappresenta solamente un acceleratore di valore percepito, ma diventa un vero e proprio collante invisibile capace di <strong>trasformare transazioni in relazioni e relazioni in patrimonio economico</strong>.</p><h3><strong>Tre meccanismi attraverso cui il tempo crea valore</strong></h3><p>Il filo che attraversa tutto &#232; uno solo: il tempo, in ogni sua forma (investito nella produzione, mostrato nel processo, sedimentato nella relazione), &#232; il <strong>pi&#249; potente acceleratore di valore nella percezione umana</strong>.</p><p>Riassumendo, ecco tre elementi fondamentali:</p><ul><li><p>Il tempo di produzione attiva l&#8217;euristica dello sforzo. I consumatori equiparano durata a qualit&#224; e questo bias &#232; tanto pi&#249; forte quanto pi&#249; la qualit&#224; &#232; difficile da valutare, esattamente la condizione che caratterizza il lusso, i servizi professionali e i prodotti creativi.</p></li><li><p>La trasparenza del processo amplifica la reciprocit&#224;. Mostrare il lavoro dietro un prodotto o servizio aumenta il valore percepito fino al 22%, le vendite fino al 44% e la fiducia nelle istituzioni fino al 14%.</p></li><li><p>Il tempo investito nella relazione crea costi di switching e fedelt&#224; crescente. I clienti spendono il 67% in pi&#249; dopo tre anni di relazione rispetto ai primi sei mesi. Un aumento della retention del 5% genera incrementi di profitto del 25-95%. Il tempo &#232; il collante invisibile che trasforma transazioni in relazioni e relazioni in patrimonio economico.</p></li></ul><p>Che conclusione possiamo trarre?</p><p><strong>Comunicare e valorizzare il tempo investito</strong> (sia nella produzione sia nella relazione) &#232; una delle strategie pi&#249; solide e scientificamente fondate per aumentare il <strong>valore percepito, la fiducia e, di conseguenza, la reputazione di un brand.</strong></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/quanto-tempo-ci-stai-mettendo-perche?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/quanto-tempo-ci-stai-mettendo-perche?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><div><hr></div><p><strong>Restiamo in contatto</strong></p><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p><p>Qui trovi il nostro percorso formativo: <strong><a href="https://disclosers.it/formazione/">https://disclosers.it/formazione/</a></strong></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per il brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong>]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Possiamo ridurre la distanza tra ciò che dichiariamo e ciò che viene raccontato?]]></title><description><![CDATA[Quanto resta dell&#8217;identit&#224; di un brand quando lascia il recinto aziendale ed entra nel circuito mediatico?]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/possiamo-ridurre-la-distanza-tra</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/possiamo-ridurre-la-distanza-tra</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Sat, 28 Feb 2026 16:37:31 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/8f5cca29-5942-4669-8bf3-1b8cb07f05ce_1456x816.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Quanto resta dell&#8217;identit&#224; di un brand quando lascia il recinto aziendale ed entra nel circuito mediatico?</p><p>Quante delle <strong>parole</strong> con cui un&#8217;organizzazione definisce se stessa <strong>sopravvivono intatte </strong>quando vengono filtrate da giornalisti, utenti, piattaforme?</p><p>E quando la reputazione prende forma, <strong>a quale identit&#224; </strong>si riferisce davvero: quella intenzionale costruita dall&#8217;azienda o quella mediata costruita dal contesto informativo (o un mix di entrambe)?</p><p>Perch&#233;, lo sappiamo, possiamo controllare ci&#242; che diciamo e dichiariamo, ma dobbiamo essere sempre consapevoli che <strong>non possiamo controllare ci&#242; che chi legge, ascolta e guarda percepisce e pensa di noi e del nostro brand.</strong></p><p><em>[E, apro e chiudo una parentesi doverosa, dobbiamo tenere presente che oggi pi&#249; che mai singoli pezzi di nostri video, contenuti, audio, ecc, possono essere presi e &#8220;dati in pasto&#8221; alle piattaforme, <strong>decontestualizzati</strong>. Il &#8220;decontestualizzati&#8221; ha un peso decisamente importante.]</em></p><p>L&#8217;identit&#224; di un brand, se ci pensiamo, <strong>esiste sempre in due versioni parallele principali </strong>(forse anche di pi&#249;, se pensiamo anche alle secondarie).</p><p>L&#8217;identit&#224; <strong>dichiarata</strong>, che nasce dentro l&#8217;azienda, e l&#8217;identit&#224; <strong>mediata</strong>, che prende forma fuori, attraverso interpretazioni, selezioni editoriali, confronti di mercato e narrative di settore.</p><p>Ma quanta distanza c&#8217;&#232; tra le due?</p><p>E, soprattutto, possiamo cercare di ridurla?</p><p>Ho provato a raccogliere un po&#8217; di pezzi che aiutano a riflettere su questo tema. Come sempre, senza risposte, ma con molte domande.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>L&#8217;identit&#224; dichiarata non corrisponde mai a quella percepita</strong></h3><p>Possiamo definire l&#8217;identit&#224; dichiarata come la sintesi di ci&#242; che un&#8217;azienda decide (e dice) di essere, del modo in cui vuole essere riconosciuta e del significato che intende attribuire alle proprie azioni nel tempo.</p><p>Spesso &#232; il risultato di processi interni lunghi, negoziati tra management, marketing, comunicazione, investor relations e funzioni operative. Attorno a un tavolo (simbolico o reale) si definiscono valori, si codificano promesse, si costruisce un lessico ricorrente, si stabiliscono priorit&#224; narrative.</p><p>Il problema, per&#242;, emerge quando questa identit&#224;, costruita con grande attenzione all&#8217;interno, viene considerata automaticamente valida anche all&#8217;esterno.</p><p>Molte organizzazioni, infatti, danno per scontato che la chiarezza con cui definiscono se stesse si traduca in una comprensione equivalente da parte del sistema mediatico e degli stakeholder.</p><p>Ad esempio, quante volte capita di sentire &#8220;<em>Se scriviamo &#8220;X, Y, Z&#8221; nel comunicato stampa, i giornalisti dovrebbero riportarlo esattamente con le stesse parole e la stessa struttura</em>&#8221;. No, sbagliato.</p><p>L&#8217;esperienza, infatti, dimostra che questa equivalenza raramente si verifica in modo lineare.</p><p>Riflettiamo: l&#8217;identit&#224; dichiarata, per definizione, &#232; intenzionale, ordinata, progettata per essere coerente. Il mondo mediatico esterno, invece, &#232; disordinato, frammentato, attraversato da narrative concorrenti.</p><p>Quando un brand esce dal proprio perimetro e si espone nello spazio pubblico, la versione di s&#233; che ha costruito <strong>incontra interpretazioni che non seguono necessariamente la stessa logica (ed &#232; giusto che sia cos&#236;)</strong>.</p><p>I media e gli utenti non leggono un&#8217;azienda attraverso i suoi documenti strategici, ma attraverso le azioni osservabili, i precedenti, i confronti con altri attori del settore.</p><p>Questo scarto &#232; spesso sottovalutato e, purtroppo, ignorato (o peggio, si finge di non vederlo).</p><p>Ho incontrato molte organizzazioni convinte che bastasse ribadire con maggiore forza la propria identit&#224; per ottenere un allineamento immediato della percezione esterna. In realt&#224;, l&#8217;identit&#224; dichiarata non si impone per ripetizione (e nemmeno alzando la voce). L&#8217;identit&#224;, invece, acquisisce credibilit&#224; quando viene riconosciuta come plausibile e coerente rispetto al comportamento reale dell&#8217;azienda nel tempo.</p><p>Banale? Forse. Ma &#232; un aspetto vitale.</p><p>Non solo: l&#8217;identit&#224; dichiarata richiede anche un <strong>aggiornamento continuo</strong>, capace di preservare la coerenza senza irrigidirsi su definizioni che il contesto esterno potrebbe percepire come superate.</p><p>Da un lato, quindi, occorre mantenere una linea narrativa riconoscibile, che dia al brand una personalit&#224; distintiva. Dall&#8217;altro lato, per&#242;, &#232; necessario osservare con attenzione come quella narrativa <strong>viene letta e reinterpretata nei discorsi pubblici</strong>. Se l&#8217;azienda resta ancorata a una definizione di s&#233; che non dialoga pi&#249; con le categorie interpretative in uso nei media e tra gli stakeholder, la distanza tra identit&#224; dichiarata e identit&#224; mediata tende ad ampliarsi progressivamente.</p><p>Comprendere la natura dell&#8217;identit&#224; dichiarata significa quindi riconoscere che ci&#242; che l&#8217;azienda dice di essere rappresenta <strong>una dichiarazione di posizione e non di certo una verit&#224; automaticamente condivisa</strong>.</p><p>E la reputazione prende vita proprio quando questa dichiarazione viene progressivamente confermata, discussa, talvolta contestata e, infine, integrata nelle narrative esterne.</p><h3><strong>L&#8217;identit&#224; anticipata: quando la percezione precede il fatto</strong></h3><p>Le persone oggi tendono (spesso) a non aspettare pi&#249; la verifica dei fatti per formarsi un giudizio. Reagiscono sulla base di ci&#242; che ritengono plausibile che un brand abbia fatto o possa fare.</p><p>Un<strong><a href="https://adage.com/ad-age-video-podcast/insider/aa-generative-ai-ads-what-works-what-backfires/">&#8217;analisi sulle campagne pubblicitarie generate con intelligenza artificiale</a></strong>, ad esempio, mostra che i consumatori criticano i brand anche solo per la percezione di un uso manipolativo della tecnologia, indipendentemente dalla realt&#224; operativa.</p><p>Questo fenomeno introduce una <strong>nuova forma di distanza tra identit&#224; dichiarata e identit&#224; mediata</strong>.</p><p>L&#8217;azienda pu&#242; descrivere con precisione le proprie scelte e i propri valori, ma il pubblico <strong>interpreta quelle scelte attraverso una lente costruita nel tempo</strong>. Se un brand &#232; percepito come aggressivo, opaco o iper-innovativo, ogni nuova iniziativa verr&#224; letta alla luce di questa immagine, anche in assenza di evidenze concrete.</p><p>In questi casi, la difesa basata sui fatti non basta.</p><p>Occorre lavorare a lungo sulla coerenza tra identit&#224; dichiarata e percezione sedimentata, riducendo gradualmente le incongruenze che alimentano interpretazioni preventive negative.</p><h3><strong>L&#8217;identit&#224; sintetizzata: la selezione informativa in costante crescita</strong></h3><p>Un ulteriore elemento di distanza emerge con l&#8217;affermarsi di sistemi che sintetizzano informazioni provenienti da fonti multiple. <strong><a href="https://digiday.com/media/media-briefing-publishers-explore-selling-ai-visibility-know-how-to-brands/">L&#8217;articolo</a></strong> di Digiday che descrive l&#8217;interesse di alcuni editori a offrire servizi legati alla visibilit&#224; all&#8217;interno delle risposte generate da strumenti di intelligenza artificiale segnala un altro cambiamento: la rappresentazione mediatica del brand non deriva pi&#249; solo da articoli completi e approfonditi, ma anche da estratti, citazioni e riassunti selezionati automaticamente.</p><p>In questo modo, l&#8217;identit&#224; mediata diventa (anche) una costruzione <strong>&#8220;per frammenti&#8221;.</strong> Il brand viene ricordato (anche) attraverso pochi tratti salienti, spesso associati a determinate parole chiave o a specifiche narrative di settore.</p><p>La complessit&#224; dell&#8217;identit&#224; dichiarata, con le sue sfumature e articolazioni, quindi, rischia di essere compressa in una sintesi operativa che privilegia l&#8217;efficacia informativa rispetto alla profondit&#224; interpretativa.</p><h3><strong>L&#8217;identit&#224; negoziata: che ruolo hanno i media nella protezione del proprio archivio narrativo?</strong></h3><p>La <strong><a href="https://www.niemanlab.org/2026/01/news-publishers-limit-internet-archive-access-due-to-ai-scraping-concerns/">decisione</a></strong> di diversi editori di limitare l&#8217;accesso ai propri archivi digitali per prevenire l&#8217;uso massivo dei contenuti da parte di sistemi di intelligenza artificiale ci porta a un ulteriore livello di riflessione.</p><p>La reputazione dei brand, infatti, si costruisce anche attraverso la disponibilit&#224; e la rielaborazione nel tempo delle storie pubblicate sui media.</p><p>Se queste storie diventano &#8220;materiale di addestramento&#8221; per modelli che sintetizzano informazioni su larga scala, la rappresentazione mediata del brand si consolida attraverso processi indiretti e difficilmente tracciabili.</p><p>Nel corso della mia carriera ho sempre considerato l&#8217;archivio mediatico come una sorta di memoria pubblica del brand. Ogni articolo, ogni intervista, ogni citazione contribuiva (e contribuisce) a costruire un <strong>patrimonio reputazionale consultabile nel tempo</strong>.</p><p>Oggi questa memoria sta entrando in una fase di ridefinizione, perch&#233; il modo in cui i contenuti vengono ripresi e utilizzati incide <strong>sulla formazione di nuove rappresentazioni sintetiche</strong>.</p><p>L&#8217;identit&#224; mediata del brand diventa cos&#236; il risultato (anche) di una negoziazione continua tra aziende, media e piattaforme informative. Non riguarda pi&#249; soltanto ci&#242; che viene pubblicato, ma anche le modalit&#224; con cui quelle pubblicazioni restano disponibili, vengono indicizzate e rielaborate.</p><p>E la distanza rispetto all&#8217;identit&#224; dichiarata si amplia quando il brand non &#232; consapevole di questi processi e continua a concentrarsi esclusivamente sulla produzione di nuovi messaggi, senza interrogarsi su come i messaggi passati vengano utilizzati per costruire le sintesi future.</p><p>Anche in questo caso, quindi, &#232; importante non spegnere mai le domande che riguardano l&#8217;architettura della nostra narrazione.</p><h3><strong>Tornare al brand</strong></h3><p>Cosa succede quando le aspettative di ricavo non vengono rispettate?</p><p>Nel 2025, la ricerca di <strong><a href="https://digiday.com/marketing/digiday-research-brand-marketing-will-be-the-priority-in-2026-after-revenues-fell-short-of-expectations/">Digiday</a></strong> dice che l&#8217;86% dei marketer si aspettava una crescita. Solo il 39% l&#8217;ha vista. Un terzo ha chiuso l&#8217;anno in calo e non di poco: il 20% tra meno 11% e meno 25%. La risposta del mercato per il 2026 &#232; quasi automatica: pi&#249; budget, pi&#249; brand marketing, priorit&#224; assoluta per il 73% degli intervistati. La performance segue, al 58%.</p><p>L&#8217;influencer marketing, invece, sembra perdere terreno (dal 57% al 46%) e in molti iniziano a tagliare. &#200; un segnale che va letto.</p><p>Per anni la performance ha dominato, perch&#233; prometteva misurabilit&#224;, controllo, risultati immediati. Ma i numeri del 2025 hanno dimostrato che misurare bene qualcosa non significa necessariamente che quella cosa funzioni.</p><p><strong>E cos&#236; il mercato si corregge, torna a ragionare sul lungo periodo, rimette il brand e la reputazione al centro.</strong></p><p>&#200; una dinamica che riconosco (perch&#233; la stiamo vedendo in agenzia) e che ha una sua logica: quando i ricavi deludono, la domanda che emerge &#232; &#8220;<em>Stiamo costruendo qualcosa che dura?</em>&#8220;. Ed &#232; esattamente l&#236;, in quello spazio tra investimento e percezione reale, che si gioca la partita.</p><h3><strong>Governare la distanza tra le due identit&#224;</strong></h3><p>Proviamo ora a tirare le somme dopo queste brevi riflessioni.</p><p>L&#8217;identit&#224; dichiarata, ovviamente, resta e rester&#224; sempre una componente essenziale, perch&#233; orienta anche le scelte interne di un&#8217;azienda e definisce la promessa di valore. L&#8217;identit&#224; mediata, dall&#8217;altro lato, acquisisce sempre di pi&#249; un peso crescente, perch&#233; determina il modo in cui il brand viene compreso, citato e utilizzato come riferimento nel discorso pubblico.</p><p>E la reputazione, dobbiamo esserne consapevoli, <strong>prende forma dall&#8217;interazione continua tra queste due dimensioni</strong>.</p><p>Dimensioni che, per&#242;, avranno sempre una certa distanza tra di loro.</p><p>Non possiamo negarla o fingere di non vederla. E non possiamo nemmeno annullarla completamente.</p><p>Per chi si occupa di comunicazione e PR oggi, credo quindi che una delle sfide maggiori consista proprio nell&#8217;osservare con molta lucidit&#224; questa distanza e lavorare con costanza per ridurre le incongruenze pi&#249; evidenti.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/possiamo-ridurre-la-distanza-tra?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/possiamo-ridurre-la-distanza-tra?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><div><hr></div><p><strong>Restiamo in contatto</strong></p><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p><p>Qui trovi il nostro percorso formativo: <strong><a href="https://disclosers.it/formazione/">https://disclosers.it/formazione/</a></strong></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per il brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong>]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La credibilità è un sistema cumulativo?]]></title><description><![CDATA[Chi determina oggi cosa (e chi) &#232; credibile?]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/la-credibilita-e-un-sistema-cumulativo</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/la-credibilita-e-un-sistema-cumulativo</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Sun, 22 Feb 2026 12:23:45 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/10b4016f-824c-4780-815e-c901c9997e1e_1456x816.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Chi determina oggi cosa (e chi) &#232; credibile?</p><p>Da quali segnali dipende la fiducia che un/a giornalista, gli stakeholder o un sistema informativo attribuisce a un&#8217;organizzazione?</p><p>E, soprattutto, quale parte del lavoro di chi comunica contribuisce davvero a costruire questa fiducia nel tempo?</p><p>Negli ultimi mesi sono usciti diversi report, white paper e articoli che affrontano temi apparentemente diversi: l&#8217;impatto dell&#8217;AI sulla comunicazione, l&#8217;evoluzione del settore delle agenzie di marketing e comunicazione, l&#8217;evolversi del ruolo dei media tradizionali (e non).</p><p>Se li si legge uno dopo l&#8217;altro, a primo impatto, si pu&#242; avere l&#8217;impressione di trovarsi di fronte a un mosaico frammentato.</p><p>Se, invece, li si &#8220;sovrappone&#8221;, emerge un disegno decisamente utile per riflettere su diverse dinamiche strategiche. Tutto converge, infatti, attorno alla stessa variabile:</p><blockquote><p><strong>la credibilit&#224; &#232; il risultato cumulativo (s&#236;, questo aspetto &#232; davvero centrale) di contenuti verificabili, fonti competenti e relazioni affidabili.</strong></p></blockquote><p>[Alla fine di ogni paragrafo non troverete una conclusione o un consiglio, ma troverete delle domande che faccio prima di tutto a me stessa e che condivido con voi.]</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>Earned media e memoria pubblica della reputazione</strong></h3><p>Un passaggio da non sottovalutare riguarda gli earned media.</p><p>Un report di Muck Rack, citato nel <strong><a href="https://purposefulrelations.com/geo-report-2025/">The Impact of Generative Relations and Communications</a></strong>, indica che oltre il 95% delle citazioni utilizzate dai modelli generativi analizzati deriva da contenuti non-paid, con una presenza rilevante di fonti giornalistiche autorevoli.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!AOzF!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3448c95a-8898-4d2f-bbc9-aba7bf73e7cf_852x1426.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!AOzF!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3448c95a-8898-4d2f-bbc9-aba7bf73e7cf_852x1426.png 424w, 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data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3448c95a-8898-4d2f-bbc9-aba7bf73e7cf_852x1426.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:false,&quot;imageSize&quot;:&quot;normal&quot;,&quot;height&quot;:1426,&quot;width&quot;:852,&quot;resizeWidth&quot;:728,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:&quot;center&quot;,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!AOzF!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3448c95a-8898-4d2f-bbc9-aba7bf73e7cf_852x1426.png 424w, 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stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Questo dato suggerisce, per&#242;, una riflessione pi&#249; ampia: ogni contenuto pubblicato sugli earned media diventa parte di una <strong>memoria pubblica</strong> consultabile e riutilizzabile.</p><p>Non resta mai confinato solamente nel momento (e nel luogo) in cui viene pubblicato.</p><p>Pu&#242; essere <strong>ripreso, citato, sintetizzato e trasformato</strong> in un nuovo punto di riferimento informativo.</p><p><em>Quanto incide questa sedimentazione nel tempo sulla percezione di un&#8217;organizzazione? Quanto pesa quindi la coerenza delle fonti citate rispetto alla quantit&#224; di messaggi prodotti?</em></p><h3><strong>L&#8217;AI e la ridefinizione degli intermediari reputazionali</strong></h3><p>Le <strong><a href="https://www.gartner.com/en/communications/research/communications-predictions/unlocked">previsioni di Gartner</a></strong> introducono un altro elemento di continuit&#224;. Entro il 2027, l&#8217;adozione diffusa dei modelli generativi come alternativa alla ricerca tradizionale dovrebbe portare a un raddoppio dei budget destinati a PR ed earned media.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!lLSD!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F28b847b9-84c3-4ef3-9137-86ef211e763f_1638x914.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!lLSD!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F28b847b9-84c3-4ef3-9137-86ef211e763f_1638x914.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!lLSD!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F28b847b9-84c3-4ef3-9137-86ef211e763f_1638x914.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!lLSD!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F28b847b9-84c3-4ef3-9137-86ef211e763f_1638x914.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!lLSD!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F28b847b9-84c3-4ef3-9137-86ef211e763f_1638x914.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!lLSD!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F28b847b9-84c3-4ef3-9137-86ef211e763f_1638x914.png" width="1456" height="812" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/28b847b9-84c3-4ef3-9137-86ef211e763f_1638x914.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:812,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!lLSD!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F28b847b9-84c3-4ef3-9137-86ef211e763f_1638x914.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!lLSD!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F28b847b9-84c3-4ef3-9137-86ef211e763f_1638x914.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!lLSD!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F28b847b9-84c3-4ef3-9137-86ef211e763f_1638x914.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!lLSD!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F28b847b9-84c3-4ef3-9137-86ef211e763f_1638x914.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Questa previsione non riguarda chiaramente solo la crescita degli investimenti (molto positiva). Quello che &#232; interessante &#232; che descrive un cambiamento anche nel ruolo di quelli che potrebbero essere definiti intermediari reputazionali.</p><p>Le risposte generate automaticamente, lo sappiamo, <strong>stanno diventando uno dei primi luoghi in cui si forma un&#8217;opinione su un&#8217;organizzazione</strong> e queste risposte si basano su fonti considerate affidabili: articoli giornalistici, commenti autorevoli, contenuti proprietari strutturati e citazioni di esperti, insieme a segnali legati all&#8217;aggiornamento e alla coerenza narrativa</p><p><em>Che cosa significa, allora, agire per &#8220;influenzare&#8221; queste fonti? Che cosa implica per il lavoro quotidiano di chi comunica sapere che ogni contenuto potr&#224; essere riutilizzato come materiale di sintesi da sistemi automatici?</em></p><h3><strong>Un settore che si assottiglia e si specializza</strong></h3><p>L&#8217;evoluzione del ruolo della credibilit&#224; si riflette anche nella trasformazione del settore delle agenzie. L&#8217;<strong><a href="https://digiday.com/marketing/in-graphic-detail-the-state-of-the-marketing-agency-sector/">analisi di Digiday</a></strong> sullo stato del settore delle agenzie di marketing descrive un comparto sempre pi&#249; snello, attraversato da fusioni, acquisizioni e riorganizzazioni, con una riduzione degli organici e una maggiore attenzione alle competenze tecnologiche e, soprattutto strategiche.</p><p>Nel grafico, che potete vedere nell&#8217;articolo, sull&#8217;occupazione delle agenzie pubblicitarie si osserva una contrazione rispetto agli anni precedenti, mentre il report segnala che il 24% delle agenzie in UK prevede di ridurre il personale proprio in risposta all&#8217;impatto dell&#8217;intelligenza artificiale.</p><p>Questa riduzione indica uno spostamento del valore verso <strong>attivit&#224; che generano fiducia duratura</strong>: conoscenza approfondita dei contesti, capacit&#224; di interpretare fenomeni complessi, costruzione di relazioni che consentono accesso a fonti realmente competenti.</p><p>Il peso, quindi, si sposta sempre di pi&#249; sulla <strong>qualit&#224; delle connessioni attivate e sulla solidit&#224; delle conoscenze mobilitate</strong>.</p><h3><strong>Creare un&#8217;infrastruttura della comprensione</strong></h3><p>I dati della ricerca Cision sul rapporto tra giornalisti e professionisti delle PR acquistano un significato pi&#249; profondo se inseriti in questo quadro. Il 63% dei giornalisti indica come valore principale l&#8217;essere messi in contatto con fonti rilevanti e il 57% apprezza chi facilita l&#8217;accesso a persone o luoghi.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!yk5k!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56fe9642-e80b-45d7-819e-bf037b0b280c_1408x1360.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!yk5k!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56fe9642-e80b-45d7-819e-bf037b0b280c_1408x1360.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!yk5k!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56fe9642-e80b-45d7-819e-bf037b0b280c_1408x1360.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!yk5k!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56fe9642-e80b-45d7-819e-bf037b0b280c_1408x1360.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!yk5k!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56fe9642-e80b-45d7-819e-bf037b0b280c_1408x1360.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!yk5k!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56fe9642-e80b-45d7-819e-bf037b0b280c_1408x1360.png" width="1408" height="1360" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/56fe9642-e80b-45d7-819e-bf037b0b280c_1408x1360.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1360,&quot;width&quot;:1408,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!yk5k!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56fe9642-e80b-45d7-819e-bf037b0b280c_1408x1360.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!yk5k!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56fe9642-e80b-45d7-819e-bf037b0b280c_1408x1360.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!yk5k!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56fe9642-e80b-45d7-819e-bf037b0b280c_1408x1360.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!yk5k!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56fe9642-e80b-45d7-819e-bf037b0b280c_1408x1360.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Al centro? L&#8217;esigenza di focalizzarsi sulla <strong>comprensione dei fenomeni e dei cambiamenti che accadono</strong> (visti con gli occhi di chi &#232; realmente competente).</p><p>Una fonte competente consente di verificare, contestualizzare, approfondire e permette di trasformare un&#8217;informazione in una storia editoriale solida.</p><p>Il contenuto, a sua volta, fornisce dati, contesto, materiali utilizzabili. Acquista piena utilit&#224; quando pu&#242; essere interrogato e arricchito attraverso una relazione fondata sulla fiducia.</p><p><em>Quanto incide la <strong>qualit&#224; delle relazioni</strong> sulla capacit&#224; di un contenuto di essere realmente compreso e poi utilizzato?</em></p><p><em>E quanto influisce, nel tempo, sulla percezione di affidabilit&#224; dell&#8217;organizzazione che quel contenuto rappresenta?</em></p><h3><strong>Un processo cumulativo</strong></h3><p>Se li leggiamo con attenzione, questi report ci dicono una cosa molto chiara (mi ripeter&#242;, lo so, ma &#232; un concetto molto importante): <strong>la credibilit&#224; prende forma attraverso un processo cumulativo</strong>.</p><p>Ogni articolo pubblicato su una testata giornalistica, ogni intervista, ogni contenuto proveniente da una fonte qualificata contribuisce a costruire una <strong>traccia pubblica che viene utilizzata per valutare l&#8217;affidabilit&#224; di un&#8217;organizzazione</strong>. I sistemi informativi, infatti, privilegiano contenuti coerenti nel tempo (anche l&#8217;aspetto della durata &#232; molto importante), citati da pi&#249; fonti (diversificazione) e chiaramente attribuiti a soggetti riconoscibili come autorevoli.</p><p>Questa dinamica richiama subito anche il funzionamento delle <strong>relazioni di fiducia</strong>: la credibilit&#224; cresce quando le informazioni vengono confermate e approfondite attraverso interlocutori considerati affidabili.</p><p><em>In che misura siamo consapevoli di questa stratificazione continua?</em></p><p><em>Quanto del lavoro che facciamo quotidianamente viene progettato tenendo conto del fatto che ogni contenuto e ogni relazione entreranno a far parte di questa &#8220;memoria pubblica&#8221;?</em></p><h3><strong>Creare un ecosistema di fiducia diffusa</strong></h3><p>Il focus si sposta sempre di pi&#249; dalla semplice produzione di messaggi alla costruzione di un ecosistema credibile in cui contenuti (realmente) verificabili, fonti competenti e relazioni affidabili si rafforzano reciprocamente e nel tempo (andando quindi ad agire sul consolidamente e sulla protezione della reputazione).</p><p>Da un lato, ogni contenuto che viene pubblicato in qualche modo contribuisce a definire il perimetro informativo di un&#8217;organizzazione e dall&#8217;altro ogni relazione costruita permette di accedere a nuove prospettive e di rendere quei contenuti pi&#249; comprensibili e utilizzabili.</p><p>Non solo: ogni citazione su media autorevoli diventa un ulteriore segnale di validazione che pu&#242; essere ripreso, sintetizzato e reinterpretato da altri attori informativi.</p><p>Non si tratta di dinamiche isolate, ma siamo di fronte a un sistema davvero complesso (e interconnesso).</p><p>Con questa consapevolezza, penso che sia sempre pi&#249; importante domandarsi - con disciplinata costanza -:</p><p><em>Quale parte del lavoro quotidiano incide davvero su questa costruzione progressiva di fiducia?</em></p><p><em>Quali attivit&#224; generano segnali duraturi e quali restano confinati nell&#8217;immediato?</em></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/la-credibilita-e-un-sistema-cumulativo?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/la-credibilita-e-un-sistema-cumulativo?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><div><hr></div><p></p><p><strong>Restiamo in contatto</strong></p><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a jessica.malfatto@disclosers.it o <a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></p><p>Qui trovi il nostro percorso formativo: <a href="https://disclosers.it/formazione/">https://disclosers.it/formazione/</a></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a> e <a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per il brand per cui lavori, sentiamoci: <a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a>]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Dalla visibilità al senso profondo: trasformare l’azienda in una fonte di significato]]></title><description><![CDATA[Dalla visibilit&#224; alla costruzione di significato: cos&#236; le organizzazioni possono costruire, mantenere e proteggere la reputazione.]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/dalla-visibilita-al-senso-profondo</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/dalla-visibilita-al-senso-profondo</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Mon, 09 Feb 2026 17:39:23 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/20fea1d5-70a9-4688-ad82-f683a68ae28f_1706x1048.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Negli uffici di <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/disclosers/">Disclosers</a></strong> abbiamo una libreria accessibile ad ogni persona del team. Amo la lettura da sempre e quando abbiamo dato vita alla nostra &#8220;casa&#8221; lavorativa, non potevo immaginarla senza libri.</p><p>Tra questi volumi, qualche giorno fa, ho ritrovato &#8220;<em>How brands grow</em>&#8221; di Byron Sharp e &#8220;<em>The New Strategic Brand Management</em>&#8221; di Kapferer e sono andata a &#8220;ripassare&#8221; alcuni concetti, che ritornano sempre nelle strategie che andiamo a disegnare.</p><p>Troppo spesso, infatti, si tende a confondere una buona reputazione con la semplice &#8220;buona condotta&#8221;.</p><p>Si pensa che operare bene sia sufficiente per essere scelti.</p><p>Ma la realt&#224; (descritta anche da Byron Sharp e Jean-No&#235;l Kapferer) ci dice l&#8217;esatto opposto: la fiducia non nasce dal nulla e l&#8217;autorevolezza non &#232; una dote innata. <strong>Sono strutture che vanno costruite meccanicamente</strong> e poi alimentate con una narrazione dalla forte impronta culturale.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>La trappola della razionalit&#224; e la costruzione della fiducia</strong></h3><p>Nelle organizzazioni meno note, esiste la convinzione che la credibilit&#224; si ottenga fornendo dati, certificazioni e prove logiche. Tuttavia, Byron Sharp in <em>How brands grow</em> ci ricorda che la mente umana non funziona per accumulo di informazioni razionali, ma per <strong>scorciatoie cognitive</strong>. Sharp sottolinea che la &#8220;convenienza&#8221; &#232; spesso una spiegazione superficiale. Per un&#8217;azienda che opera in mercati complessi, infatti, la vera convenienza &#232; <strong>la fiducia pre-esistente</strong>: chi compra sceglie molte volte il brand che gli risparmia la fatica di dover pensare e rischiare.</p><p>La fiducia, in termini neuroscientifici, &#232; strettamente legata alla <strong>familiarit&#224;</strong>.</p><p>Il cosiddetto <em>priming effect</em> spiega che l&#8217;esposizione ripetuta a un brand aumenta la probabilit&#224; che le persone giudichino le sue affermazioni come vere. Se un&#8217;organizzazione &#232; sconosciuta all&#8217;interno di un mercato, la sua prima battaglia per la credibilit&#224; non &#232;, solo, sulla qualit&#224; del prodotto (che &#232; un elemento imprescindibile), ma sulla <strong>presenza costante e rilevante nei contesti in target</strong>.</p><p>Non potete essere autorevoli se non siete memorizzabili.</p><p>Come scrive Sharp, &#8220;<em>gli annunci che non vengono notati non possono influenzare le strutture della memoria</em>&#8220;. E per un&#8217;organizzazione b2b, ad esempio, questo significa che la presenza costante in fiere, testate di settore ed eventi in target non serve a vendere nell&#8217;immediato, ma a creare quel substrato di familiarit&#224; che il cervello del cliente tradurr&#224; in &#8220;sicurezza&#8221; al momento della firma di un contratto.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!3dKC!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6c2dd438-069f-4b54-9088-a5cf4c4c8380_818x568.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!3dKC!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6c2dd438-069f-4b54-9088-a5cf4c4c8380_818x568.png 424w, 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data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/6c2dd438-069f-4b54-9088-a5cf4c4c8380_818x568.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:568,&quot;width&quot;:818,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!3dKC!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6c2dd438-069f-4b54-9088-a5cf4c4c8380_818x568.png 424w, 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stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" 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Jean-No&#235;l Kapferer, nel suo lavoro <em>The new strategic brand management</em>, introduce il concetto del prisma dell&#8217;identit&#224;. Questo strumento &#232; vitale anche per le organizzazioni che non hanno la forza dei grandi brand.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Adgs!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd99ac739-ace8-41a2-ba4f-e525bfe32ee5_928x692.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Adgs!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd99ac739-ace8-41a2-ba4f-e525bfe32ee5_928x692.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Adgs!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd99ac739-ace8-41a2-ba4f-e525bfe32ee5_928x692.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Adgs!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd99ac739-ace8-41a2-ba4f-e525bfe32ee5_928x692.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Adgs!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd99ac739-ace8-41a2-ba4f-e525bfe32ee5_928x692.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Adgs!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd99ac739-ace8-41a2-ba4f-e525bfe32ee5_928x692.png" width="928" height="692" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/d99ac739-ace8-41a2-ba4f-e525bfe32ee5_928x692.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:692,&quot;width&quot;:928,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Adgs!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd99ac739-ace8-41a2-ba4f-e525bfe32ee5_928x692.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Adgs!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd99ac739-ace8-41a2-ba4f-e525bfe32ee5_928x692.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Adgs!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd99ac739-ace8-41a2-ba4f-e525bfe32ee5_928x692.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Adgs!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd99ac739-ace8-41a2-ba4f-e525bfe32ee5_928x692.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p></p><p>L&#8217;autorevolezza non risiede solo nel &#8220;physique&#8221; (ci&#242; che l&#8217;organizzazione fa concretamente), ma soprattutto nella sua <strong>&#8220;cultura&#8221; e nella sua &#8220;personalit&#224;&#8221;</strong>.</p><p>Kapferer sostiene che un brand rappresenta prima di tutto una <strong>visione culturale</strong>.</p><p>Per un&#8217;organizzazione di nicchia, la cultura &#232; l&#8217;ideologia che la guida. Non &#232; sufficiente dire <em>cosa</em> fate; dovete dichiarare la vostra &#8220;visione del mondo&#8221;. Quando un&#8217;organizzazione b2b si fa portavoce di una trasformazione nel proprio settore, diventa un vero e proprio leader di pensiero.</p><p>Questa &#232; la base della vera credibilit&#224;: non essere solo esperti, ma essere in qualche modo custodi di un valore culturale.</p><h3><strong>La gestione dei segni distintivi per la stabilit&#224; della reputazione</strong></h3><p>Uno dei punti pi&#249; critici per la reputazione &#232; la coerenza nel tempo. Sharp dedica spazio alla regola di &#8220;rinfrescare e costruire strutture di memoria&#8221;.</p><p>A volte, infatti, ci si concentra su azioni frammentate: si cambiano loghi, colori, messaggi e portavoce ogni volta che cambia il direttore marketing. Questo &#232; uno dei modi pi&#249; rapidi per distruggere la propria autorevolezza.</p><p>La reputazione, in realt&#224;, si basa anche su un accumulo di percezioni stabili. Sharp introduce il concetto di <em>distinctive brand assets</em>, definendoli come veri e propri &#8220;appendiabiti&#8221; mentali. Per un&#8217;organizzazione poco nota, questi asset possono essere elementi verbali (un modo specifico di chiamare un processo), visivi o persino simbolici.</p><p>La coerenza rappresenta la base della credibilit&#224; professionale. Se il mercato non sa cosa aspettarsi da voi, non pu&#242; fidarsi di voi.</p><h3><strong>Trasformare l&#8217;organizzazione in una fonte di significato</strong></h3><p>Il passaggio finale dalla semplice esistenza all&#8217;autorevolezza avviene quando l&#8217;organizzazione diventa una <strong>vera e propria fonte di significato</strong>.</p><p>Kapferer spiega che i brand di successo sono spesso risposte a crisi sociali o mancanze di significato. Un&#8217;organizzazione che si occupa di cybersecurity, ad esempio, non vende software; vende l&#8217;ideale di un mondo digitale libero e sicuro. Questa profondit&#224; culturale crea un legame che va oltre il contratto.</p><p>Quando un&#8217;organizzazione &#232; percepita come il difensore (e il divulgatore) di un principio, la sua reputazione diventa quasi inattaccabile.</p><p>[Le media relations, in questo contesto, non devono limitarsi a raccontare &#8220;le novit&#224; dell&#8217;azienda&#8221;, ma devono posizionare l&#8217;organizzazione all&#8217;interno dei grandi dibattiti. &#200; cos&#236; che si costruisce la vera influenza: diventando una delle voci che definiscono i termini della conversazione nel proprio settore.]</p><h3><strong>Azioni concrete per consolidare la credibilit&#224;</strong></h3><p>Per chi opera in contesti dove il brand non &#232; ancora un nome familiare, il lavoro deve essere chirurgico.</p><p>Ecco alcuni spunti per integrare queste visioni nella pratica quotidiana:</p><ul><li><p><strong>Identificare gli asset immutabili</strong>: stabilite quali sono gli elementi soprattutto concettuali che non cambieranno mai nei prossimi anni. Questi saranno i vostri mattoni per la costruzione della memoria collettiva.</p></li><li><p><strong>Mappare il prisma dell&#8217;identit&#224;</strong>: fate un&#8217;analisi onesta della vostra &#8220;cultura&#8221; e del vostro &#8220;riflesso&#8221;. Chi state cercando di elevare con il vostro lavoro? Se il vostro cliente si sente pi&#249; competente usando i vostri servizi, quel &#8220;self-image&#8221; &#232; la vostra risorsa reputazionale pi&#249; preziosa.</p></li><li><p><strong>Abbandonare il mito della sola qualit&#224;</strong>: accettate che la qualit&#224; &#232; la condizione minima per restare sul mercato, ma non &#232; ci&#242; che vi far&#224; crescere. La crescita dipende dalla vostra capacit&#224; di essere notati e ricordati correttamente.</p></li><li><p><strong>Nutrire la memoria implicita</strong>: non cercate sempre il &#8220;grande colpo&#8221; mediatico. Meglio dieci apparizioni minori (in termini di visibilit&#224;) e coerenti che un solo grande articolo (magari in un contesto fuori target) che poi non ha seguito. La credibilit&#224; &#232; una goccia continua che scava la roccia dell&#8217;indifferenza.</p></li></ul><p>Bisogna quindi essere visibili (nei contesti giusti) per essere ricordati, coerenti per essere credibili e profondi per essere autorevoli.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/dalla-visibilita-al-senso-profondo?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/dalla-visibilita-al-senso-profondo?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><div><hr></div><p><strong>Restiamo in contatto</strong></p><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p><p>Qui trovi un po&#8217; di case study interessanti: <strong><a href="https://disclosers.it/case-study/">https://disclosers.it/case-study/</a></strong></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per il brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong> e qui trovate il corso che abbiamo creato in Disclosers <strong><a href="https://disclosers.it/formazione/">&#8220;PR e Media Relations LAB&#8221;</a></strong>]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[C'è un nuovo codice della fiducia?]]></title><description><![CDATA[La fiducia non sta evaporando, ma - come sottolinea il nuovo report &#8220;2026 Edelman Trust Barometer&#8221; - si &#232; ristretta. 
Si &#232; ritirata dai grandi spazi pubblici per rifugiarsi in "canali stretti": relazioni private, cerchie locali, (nuovi) media selezionati, creator specifici, ambienti di lavoro.

C&#8217;&#232; quindi un nuovo codice della fiducia basato non sull'autorit&#224;, ma sulla prossimit&#224; e sulla riduzione del rischio cognitivo? La fiducia &#232; diventata un meccanismo di difesa selettivo? 

E in questo territorio, dove a volte sembra di trovarsi di fronte a un &#8220;Se non condividi i miei valori, se non la pensi come me, io non ti ascolto, alzo un muro e non ti ascolto&#8221;, come si possono muovere brand e media?

Questo &#232; il contesto in cui chi lavora nella comunicazione deve muoversi oggi. 
Ho provato a raccogliere un po' di riflessioni in questa newsletter.]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/ce-un-nuovo-codice-della-fiducia</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/ce-un-nuovo-codice-della-fiducia</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Sun, 25 Jan 2026 16:41:02 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/c121a809-5d5e-4f9c-ad9c-6472c5f523f6_2070x1116.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Non giriamoci intorno. C&#8217;&#232; qualcosa che &#232; cambiato nel modo in cui le persone guardano i brand e i media. Siamo di fronte a quella che potremmo chiamare una radicale riconfigurazione fisica e cognitiva della fiducia.</p><p>La fiducia non &#232; evaporata, ma - come sottolinea il report &#8220;<strong><a href="https://www.edelman.com/trust/2026/trust-barometer">2026 Edelman Trust Barometer</a></strong>&#8221; - si &#232; ristretta.</p><p>Si &#232; ritirata dai grandi spazi pubblici per rifugiarsi in &#8220;<strong>canali stretti</strong>&#8220;: relazioni private, cerchie locali, media selezionati, creator specifici, ambienti di lavoro.</p><p>C&#8217;&#232; quindi un nuovo codice della fiducia basato non sull&#8217;autorit&#224;, ma sulla prossimit&#224; e sulla riduzione del rischio cognitivo? La fiducia &#232; diventata un meccanismo di difesa selettivo?</p><p>E in questo territorio, dove a volte sembra di trovarsi di fronte a un &#8220;<em>Se non condividi i miei valori, se non la pensi come me, io non ti ascolto, alzo un muro e non ti ascolto</em>&#8221;, come si possono muovere brand e media?</p><p>Questo &#232; il contesto in cui chi lavora nella comunicazione deve muoversi oggi.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/ce-un-nuovo-codice-della-fiducia?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/ce-un-nuovo-codice-della-fiducia?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><h4><strong>Anatomia del restringimento (ci fidiamo di meno persone, ma molto di pi&#249;)</strong></h4><p>Il &#8220;restringimento&#8221; non &#232; visto come una reazione emotiva irrazionale, ma viene descritto come una risposta evolutiva necessaria al sovraccarico informativo in cui tutti (chi pi&#249;, chi meno) siamo immersi.</p><p>Ogni decisione legata alla fiducia, in fondo, &#232; anche un calcolo di rischio. E nel 2026, dobbiamo renderci conto che viviamo in un ambiente con una saturazione totale. Verificare ogni notizia, ogni claim pubblicitario o ogni video (che potrebbe essere un fake) richiede un costo energetico mentale che non possiamo permetterci.</p><p>Il cervello umano, a questo punto, risponde con il restringimento: riduce drasticamente il numero di fonti ammesse nel &#8220;cerchio della fiducia&#8221; anche per ridurre il carico cognitivo. Una volta che un&#8217;entit&#224; (un brand, un media, un influencer, un datore di lavoro) entra in questo cerchio, la verifica costante cessa e l&#8217;accettazione diventa quasi automatica.</p><p>Ma entrare &#232; diventato esponenzialmente pi&#249; difficile.</p><p>Il 2026 Edelman Trust Barometer rivela che il 70% della popolazione globale ha adottato un mindset &#8220;insulare&#8221;, rifiutandosi di fidarsi di chi non condivide i propri valori o background.</p><p>La fiducia &#8220;micro&#8221;, quindi, si intensifica.</p><h4><strong>La geografia della fiducia</strong></h4><p>Se la fiducia si restringe, dove va a finire? Si sposta verso il tangibile e l&#8217;osservabile. Il pronome possessivo &#8220;Mio&#8221; &#232; la chiave di volta.</p><p>Non si pu&#242; non notare il primato del &#8220;Il mio datore di lavoro&#8221;. Con un indice di fiducia del 78%, il datore di lavoro &#232; &#8220;l&#8217;istituzione&#8221; pi&#249; fidata, staccando il governo (53%) di 25 punti.</p><p>Perch&#233; accade questo?</p><ol><li><p><strong>Osservabilit&#224;</strong>: vediamo le decisioni aziendali ogni giorno. Possiamo verificare se la retorica sulla sostenibilit&#224; corrisponde ai bidoni della differenziata in ufficio. La fiducia nasce dall&#8217;esperienza empirica, non dallo spot TV.</p></li><li><p><strong>Controllo</strong>: sentiamo di avere pi&#249; voce in capitolo nel nostro team che nelle elezioni nazionali.</p></li><li><p><strong>Protezione</strong>: se percepiamo l&#8217;esterno come ostile e caotico, l&#8217;azienda ben gestita diventa un&#8217;&#8221;isola di ordine&#8221;.</p></li></ol><p>Questo trasforma il ruolo dell&#8217;azienda. Non &#232; pi&#249; solo un luogo di transazione economica, ma rappresenta una sorta di &#8220;ancoraggio&#8221;. Lo stesso meccanismo di &#8220;restringimento verso il vicino&#8221; si applica su scala globale: Edelman rileva un massiccio &#8220;vantaggio di fiducia domestico&#8221;.</p><p>Per un brand internazionale, essere &#8220;globale&#8221; potrebbe essere uno svantaggio. Per essere veramente credibili, infatti, bisogna diventare &#8220;multi-locali&#8221;, dimostrando radici, investimenti e impatto specifico nel territorio.</p><h4><strong>L&#8217;economia della reputazione</strong></h4><p>Poich&#233; la fiducia &#232; diventata scarsa (perch&#233; ristretta), il suo valore economico &#232; esploso. La scarsit&#224;, infatti, lo sappiamo, crea valore.</p><p>Lo studio di <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/burson/">Burson</a></strong>, &#8220;<strong><a href="https://www.businesswire.com/news/home/20260113192212/en/Burson-Quantifies-the-Value-of-Reputation-Revealing-a-%247-Trillion-Global-Reputation-Economy">The Global Reputation Economy</a></strong>&#8220;, ha provato a mettere un prezzo a questo valore: 7.070 miliardi di dollari. Non &#232; una cifra teorica.</p><p>Le aziende che riescono a entrare nei &#8220;cerchi ristretti&#8221; della fiducia ottengono un &#8220;reputation return&#8221;: un rendimento extra sul valore azionario del 4,78% annuo. Questo &#232; il premio che il mercato paga per la &#8220;riduzione dell&#8217;attrito&#8221;.</p><p>Un&#8217;azienda di cui ci si fida (e che quindi ha una <strong>reputazione solida e positiva</strong> - costruita anche attraverso una strategia di PR) ha costi di transazione pi&#249; bassi: assume pi&#249; velocemente, vende con meno marketing, negozia meglio con i regolatori.</p><h4><strong>Perch&#233; molti editori stanno facendo campagne di brand marketing</strong></h4><p>Se la fiducia oggi circola in cerchi ristretti, la conseguenza &#232; immediata: non tutto ci&#242; che viene visto viene considerato credibile e non tutto ci&#242; che viene pubblicato entra davvero in relazione con chi legge.</p><p>Questo vale in modo particolare per i media, che si trovano a operare in un contesto molto articolato. Le persone non &#8220;passano&#8221; pi&#249; dai contenuti con la stessa leggerezza, ma tendono a tornare <strong>dove hanno gi&#224; sperimentato coerenza, qualit&#224;, prevedibilit&#224;</strong>.</p><p>&#200; anche per questo che negli ultimi mesi numerosi <strong><a href="https://www.adweek.com/media/publishers-brand-marketing-campaigns-reuters/?utm_source=chatgpt.com">editori</a></strong> (tra cui testate con grande storia e riconoscibilit&#224;, come <em>Hearst/Houston Chronicle, NBC News, Reuters, Wired, MarketWatch, The Guardian</em>) hanno avviato campagne di marketing del proprio brand. In molti casi si tratta delle prime campagne strutturate nella loro storia: un segnale significativo di cambiamento nella strategia di visibilit&#224;.</p><p>La modalit&#224; con cui il pubblico scopre e si imbatte nei contenuti &#232; profondamente diversa da qualche anno fa. Il traffico di referral dalle piattaforme social &#232; diminuito,e l&#8217;emergere di strumenti AI e nuove abitudini di accesso all&#8217;informazione ha ridotto la discovery passiva. Gli editori non possono pi&#249; contare sul fatto che i contenuti &#8220;si trovino da soli&#8221; e serve raggiungere i lettori in modo proattivo.</p><p>Le campagne di marketing sono quindi un modo per riconnettersi con i loro pubblici, rendere riconoscibile il marchio e creare familiarit&#224;, soprattutto tra le generazioni pi&#249; giovani che entrano nel ciclo di consumo dei media senza conoscenza pregressa dei brand editoriali.</p><p>Non spiegano cosa fanno, ma cercano di rendere riconoscibile il tipo di relazione che propongono, chiariscono cosa aspettarsi, che tipo di sguardo verr&#224; offerto, quale livello di profondit&#224; &#232; garantito. E questo <strong>dice alle persone se vale la pena entrare, restare, fidarsi</strong>.</p><p>[Ad esempio, il <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/financial-times/">Financial Times</a></strong> ha lanciato la campagna &#8220;<strong><a href="https://aboutus.ft.com/press_release/for-the-why">For The Why</a></strong>&#8220;, per comunicare che non &#8220;vende&#8221; notizie, ma vende la capacit&#224; umana di dare senso al caos.</p><h4><strong>Un nuovo codice</strong></h4><p>C&#8217;&#232; un nuovo codice della fiducia? Probabilmente s&#236;.</p><p>Il vecchio codice assomigliava a un: &#8220;Sii grande, sii ovunque, sii istituzionale&#8221;. Il nuovo codice &#232; pi&#249; orientato verso un &#8220;<strong>Sii vicino, sii coerente, sii umano</strong>&#8221;.</p><p>La fiducia &#8220;larga e sottile&#8221; del passato era fragile. La fiducia &#8220;<strong>stretta e profonda</strong>&#8220; di oggi &#232; robusta, ma richiede un <strong>lavoro molto pi&#249; impegnativo</strong>.</p><p>Per questo la comunicazione ha una funzione sempre pi&#249; importante: mantenere allineati comportamento e racconto (e farlo con costanza, quotidianamente).</p><p><strong>Rendere chiaro cosa aspettarsi da un&#8217;organizzazione, nel tempo</strong>.</p><p>Il nuovo codice della fiducia va pi&#249; in <strong>profondit&#224;</strong>, &#232; meno &#8220;esplicito&#8221;, meno &#8220;urlato&#8221; e tocca coerenza, continuit&#224;, memoria. Chi lavora cos&#236; protegge reputazione e valore. Chi non lo fa riparte sempre da zero.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/ce-un-nuovo-codice-della-fiducia?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/ce-un-nuovo-codice-della-fiducia?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><div><hr></div><h4><strong>Restiamo in contatto</strong></h4><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p><p>Qui trovi un po&#8217; di case study interessanti: <strong><a href="https://disclosers.it/case-study/">https://disclosers.it/case-study/</a></strong></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per il brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong>]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lentezza (o decelerazione) strategica: relazioni che restano, brand e fiducia ]]></title><description><![CDATA[Per anni il focus &#232; stato sulla costruzione di modelli di comunicazione pensati per vincere i 100 metri.]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/lentezza-o-decelerazione-strategica</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/lentezza-o-decelerazione-strategica</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Sun, 11 Jan 2026 16:13:23 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/aaa88b60-6d23-4254-adda-385a1ab91588_1024x1024.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Per anni il focus &#232; stato sulla costruzione di modelli di comunicazione pensati per vincere i 100 metri. Reattivit&#224;, tempismo, colpo secco, massima esposizione nel minor tempo possibile.</p><p>Il problema &#232; che il contesto &#232; cambiato. Ma a volte continuiamo ad allenarci per la gara sbagliata.</p><p>Sempre di pi&#249;, per&#242;, funzionano i modelli che &#8220;hanno fiato&#8221; per restare.</p><p>Uno dei temi principali del 2026, quindi, non &#232; la velocit&#224; e non &#232; l&#8217;AI. Il tema &#232; la <strong>lentezza (strategica)</strong>.</p><p>Si passa sempre di pi&#249; dalla sfera della <em>Transazione</em> a quella della <em><strong>Relazione profonda</strong></em>. In ogni singolo settore (dalle vendite B2B al giornalismo, dall&#8217;influencer marketing all&#8217;intrattenimento) resiste e cresce chi smette di affannarsi per correre piccole o grandi distanze nel pi&#249; breve tempo possibile e inizia ad allenarsi per correre (almeno) una mezza maratona (<strong>senza scorciatoie e accettando dei momenti di defaticamento</strong>).</p><p>Jamie Barrett (su <strong><a href="https://adage.com/opinion/aa-triumphant-return-of-brand/">AdAge</a></strong>), ad esempio, ci ricorda che: &#8220;<em>Il performance marketing &#232; inestimabile. Ma senza un brand, senza un&#8217;anima, senza un &#8216;perch&#233;&#8217; sostenibile e senza tempo, tutto cade a terra</em>&#8220;. Dobbiamo smettere di cercare di &#8220;agganciare&#8221; il nostro pubblico e iniziare a cercare di &#8220;trasferirci&#8221; da loro.</p><p>Stiamo cercando una relazione che cresca nel tempo.</p><p>E le relazioni in grado di crescere nel tempo non si costruiscono in accelerazione costante.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>Il futuro dell&#8217;informazione: brand e &#8220;traduzione della cultura&#8221;</strong></h3><p>In primo luogo, guardiamo al contesto informativo in cui ci muoviamo, perch&#233; &#232; l&#236; che la battaglia per l&#8217;attenzione &#232; pi&#249; feroce. Secondo quello che dice <strong><a href="https://www.niemanlab.org/2025/12/social-medias-decline-is-journalisms-hope/">Jonas Kaiser</a></strong> (intervistato da Nieman Lab), i social media, inondati da quella che viene definita &#8220;generative AI slop&#8221; (spazzatura generata dall&#8217;IA), si sono trasformati in un &#8220;fever dream&#8221; di contenuti inautentici, spingendo le piattaforme verso una deriva &#8220;asociale&#8221; dove la connessione umana &#232; sempre pi&#249; rara. In questo caos, <strong><a href="https://www.niemanlab.org/2025/12/ai-makes-human-journalists-more-important-than-ever/">Eric Barnes</a></strong> ci ricorda che i giornalisti in carne ed ossa sono diventati pi&#249; importanti che mai: mentre l&#8217;IA sputa &#8220;mezze verit&#224; semi-alfabetizzate&#8221;, il valore si &#232; spostato sulla capacit&#224; umana di verificare i fatti e &#8220;servire&#8221; la comunit&#224; locale. Ma attenzione: <strong><a href="https://www.niemanlab.org/2025/12/the-return-of-the-media-brand/">John Saroff</a></strong> avverte che non possiamo pi&#249; contare sulla distribuzione algoritmica; l&#8217;unico asset durevole rimasto &#232; il &#8220;brand&#8221; editoriale, un porto sicuro di fiducia in un mare di incertezza.</p><p>E questa fiducia, come sottolinea <strong><a href="https://www.niemanlab.org/2025/12/cultural-fluency-is-the-strongest-currency-for-media-in-2026/">Lilly Workneh</a></strong>, non si costruisce accelerando, ma passa dalla cultural fluency: dalla capacit&#224; di tradurre la cultura anzich&#233; estrarla, di contestualizzare le notizie dentro le esperienze vissute delle persone.</p><p>&#200; un lavoro che richiede tempo, ascolto, prossimit&#224;. Una pratica lenta, per definizione, ma strategica: viene premiato non &#232; chi pubblica di pi&#249; o prima, ma chi dimostra di <strong>capire</strong> <strong>davvero dove si trova e per chi sta parlando</strong>.</p><h3><strong>Ci troviamo in una crisi della relazione con i grandi clienti?</strong></h3><p>Iniziamo da uno dei cuori pulsanti del business: le vendite ai clienti pi&#249; importanti.</p><p>Imprenditori e manager sanno che i clienti strategici (quelli complessi, che generano gran parte del fatturato) sono vitali, eppure i dati (riportati in un <strong><a href="https://hbr.org/2025/12/4-ways-to-build-durable-relationships-with-your-most-important-customers">articolo</a></strong> pubblicato dall&#8217;Harvard Business Review) ci dicono che le aziende stanno smettendo di trattarli come una priorit&#224; reale. La quota di aziende che vedono la gestione di questi clienti chiave come una chiara priorit&#224; strategica &#232; crollata dal 65% nel 2020 al 33% nel 2025.</p><p>Perch&#233;? Perch&#233; <strong>siamo stati drogati dal breve termine</strong>.</p><p>Le aziende hanno iniziato a trattare la gestione dei grandi clienti semplicemente come &#8220;vendita glorificata&#8221;.</p><p>L&#8217;errore fatale: trattare la strategia come una semplice vendita. Troppo spesso si pensa che gestire un grande cliente significhi solo mandare il sales pi&#249; bravo a chiudere l&#8217;accordo entro il trimestre. Quando accade questo, il vero scopo si perde. Ci si concentra sulle quote trimestrali e sugli incentivi a breve termine.</p><p>Alla luce di questo, &#232; necessario un cambio di paradigma radicale: smettere di &#8220;vendere&#8221; con questo approccio e iniziare a fare &#8220;<strong>amministrazione responsabile della relazione&#8221;.</strong></p><p>La domanda diventa: &#8220;<em>Come stiamo aumentando la partnership e il valore reciproco con questo cliente pensando ai prossimi tre anni?</em>&#8220;.</p><p>Questa &#232; la sfida pi&#249; dura. Le aziende veramente disciplinate resistono alla pressione del risultato immediato e si focalizzano sulla costruzione di <strong>sistemi di relazioni</strong>.</p><h3><strong>L&#8217;intrattenimento brandizzato</strong></h3><p>Se la pubblicit&#224; tradizionale interrompe e infastidisce, cosa fanno i brand intelligenti nel 2026? Diventano produttori.</p><p>Ma attenzione: non parliamo di &#8220;branded content&#8221; noioso. Parliamo di intrattenimento vero e proprio.</p><p><strong><a href="https://www.fastcompany.com/91462980/branded-entertainment-will-just-be-entertainment-in-2026">Fast Company</a></strong> sottolinea un cambiamento sismico: il branded entertainment nel 2026 sar&#224; semplicemente &#8220;intrattenimento&#8221;.</p><p>Esempi concreti: Dick&#8217;s Sporting Goods ha fondato i propri studios interni. LVMH ha lanciato la divisione 22 Montaigne. WhatsApp ha prodotto un documentario sulla F1 con Netflix.</p><p>I migliori brand inizieranno a pensare come studi cinematografici, non come dipartimenti marketing. <strong>Gestiranno un portafoglio di contenuti</strong>, non campagne singole.</p><p>Instagram in TV? Un dettaglio tecnico che cambia tutto: Meta sta testando Instagram per TV. Questo significa che i Reel e i contenuti verticali finiranno sugli schermi giganti dei nostri salotti. Questo offuscher&#224; ulteriormente le linee tra &#8220;social&#8221; e &#8220;TV&#8221;, spingendo i brand a creare contenuti di qualit&#224; cinematografica anche per i social.</p><p>Lasciando in <strong>secondo piano il nome brand</strong>, &#232; evidente il tentativo di avvicinarsi sempre di pi&#249; alla costruzione di una connessione reale con il proprio consumatore.</p><h3><strong>La rivoluzione dei vodcast e la battaglia per l&#8217;attenzione</strong></h3><p>Quest&#8217;anno - come riportato <strong><a href="https://www.economist.com/business/2026/01/08/welcome-to-the-age-of-the-vodcast">dall&#8217;Economist</a></strong> - i Golden Globes hanno introdotto una categoria per il miglior podcast. Ma la vera notizia &#232; che il podcasting sta &#8220;diventando televisione&#8221;.</p><p>Tre ascoltatori su dieci in America consumano podcast principalmente in forma video. YouTube &#232; diventato la piattaforma numero uno per i podcast, superando Spotify e Apple. Questo costringe i podcaster a &#8220;accendere le telecamere&#8221;.</p><p>Qui c&#8217;&#232; una lezione cruciale importante. YouTube offre una portata (reach) immensa, ma un coinvolgimento minore. Spotify offre meno viralit&#224;, ma una fedelt&#224; incredibile (chi ascolta su Spotify lo fa per 48 minuti in pi&#249; a settimana rispetto a chi usa YouTube).</p><p>L&#8217;approccio migliore, quindi, non &#232; scegliere l&#8217;uno o l&#8217;altro, ma capire il ruolo di ciascuno: YouTube per la scoperta (grazie ai clip social e all&#8217;algoritmo), Spotify per la relazione profonda. Netflix sta iniziando a mostrare podcast. I confini sono saltati. Un podcast &#232; un talk show? &#200; un video internet? &#200; TV? Non importa pi&#249;.</p><p>Conta solo se trattiene l&#8217;attenzione e se &#232; in grado di t<strong>rasformarsi in un terreno fertile per la costruzione di relazioni</strong>.</p><h3><strong>Le connessioni personali e durature al centro</strong></h3><p>Qual &#232; il filo che lega tutto questo? Che si tratti di gestire un grande cliente B2B, di produrre un contenuto con qualit&#224; cinematografica o di diffondere una notizia, il focus del 2026 &#232; inequivocabile: la disintermediazione istituzionale <strong>a favore della connessione personale e prolungata</strong>.</p><p>La tecnologia (AI, algoritmi, piattaforme) &#232; l&#8217;infrastruttura, ma il valore reale &#232; tornato a risiedere nella capacit&#224; di <strong>mantenere una relazione nel tempo</strong>.</p><p>Guardate il vostro piano di comunicazione per i prossimi 12 mesi.</p><p><em>Quante delle vostre azioni sono &#8220;sprint&#8221; (post singoli, comunicati spot, promozioni flash)?</em></p><p><em>E quante sono &#8220;maratone&#8221; (gestione strategica dei clienti chiave, programmi di ambassador, serie di contenuti, costruzione di community reali)?</em></p><p>Nulla di nuovo in questi concetti (sono gi&#224; stati ampiamente trattati), ma devono essere sempre di pi&#249; sotto la lente di ingrandimento.</p><p>Se la bilancia pende verso gli sprint, fermatevi e ricostruite.</p><p>Buon lavoro e, soprattutto, buona costruzione.</p><div><hr></div><h3><strong>Restiamo in contatto</strong></h3><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p><p>Qui trovi un po&#8217; di case study interessanti: <strong><a href="https://disclosers.it/case-study/">https://disclosers.it/case-study/</a></strong></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per il brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong>]</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Dentro (e oltre) il brand! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Comunicare (bene) è chiedere, dare una lettura, “coordinare”]]></title><description><![CDATA[&#8220;Qual &#232; la causa pi&#249; grande di una comunicazione non efficace?]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/comunicare-bene-e-chiedere-dare-una</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/comunicare-bene-e-chiedere-dare-una</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Wed, 31 Dec 2025 16:05:45 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/fc845cf8-d6bc-4300-a37d-9ab01e5ee4e8_1920x1080.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Qual &#232; la causa pi&#249; grande di una comunicazione non efficace? L&#8217;egocentrismo. Essere concentrati e focalizzati in modo esagerato su se stessi. E questo ci allontana dalla connessione reale con le persone.</em>&#8221;</p><p>Inizia cos&#236; (parafrasata) una riflessione di Alison Wood Brooks, professoressa di Harvard ed esperta di scienze della comunicazione, <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=5yCqhY1D-VE&amp;t=989s">intervistata</a></strong> da Mel Robbins. Secondo Brooks, <strong>il fallimento nel comunicare nasce spesso dal trattare le interazioni come monologhi o performance soliste</strong>, dimenticando che la comunicazione &#232;, in realt&#224;, un &#8220;gioco di coordinazione&#8221;.</p><p>Un <strong>processo co-costruito</strong> dove il valore non sta in quello che &#8220;spariamo&#8221; fuori, ma in c<strong>ome ci sintonizziamo con l&#8217;interlocutore</strong>.</p><p>E questa dinamica non vale solo tra persone, ma tra brand, media e algoritmi: il valore oggi non sta nell&#8217;accesso alle informazioni (che sono presenti in abbondanza), ma risiede proprio nella capacit&#224; di uscire dal proprio egocentrismo per dare una lettura propria e <strong>realmente utile</strong> di ci&#242; che accade e per ascoltare - <strong>attraverso domande genuinamente interessate</strong> - l&#8217;ecosistema che ci circonda.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/comunicare-bene-e-chiedere-dare-una?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/comunicare-bene-e-chiedere-dare-una?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><h3><strong>Superare l&#8217;asimmetria</strong></h3><p>Se rifletto su questo tema, mi viene subito in mente una conversazione avuta poche settimane fa con altri imprenditori e imprenditrici alla guida di agenzie di comunicazione (in Italia, negli Emirati Arabi, in Inghilterra e in Portogallo) e con un <strong>Direttore Marketing Global di un grande brand sportivo globale.</strong> Spesso il corto circuito tra chi comunica (le agenzie, in questo caso) e i brand &#232; l&#8217;incapacit&#224; delle prime di porre le domande giuste.</p><p>Per &#8220;giocare a due&#8221; nel business, occorre saper tradurre l&#8217;opportunit&#224; commerciale in contenuto, eliminando le asimmetrie informative (la chiarezza vince sulla creativit&#224;). Togliere, focalizzare e semplificare non sono esercizi di stile, ma vere e proprie leve di performance.</p><p>Un esercizio pratico che tutti dovremmo fare: ogni mese, <strong>scrivere le domande che il cliente (o il nostro pubblico) ci pone e provare a rispondere in modo immediato</strong>. Queste &#232; una delle modalit&#224; per comprendere cosa dobbiamo ancora aggiustare.</p><h3><strong>Costruire contesto</strong></h3><p>Rimando sulla stessa linea, qualche giorno fa ho avuto la possibilit&#224; di immergermi con parte del team di <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/disclosers/">Disclosers</a></strong> in una <strong>sessione di formazione negli uffici di LinkedIn Italia</strong>, con il news editor <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/alessio-foderi?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAABbsVcsBY8uehYZ3smXnCN9QfmJfzMmuyJs">Alessio Foderi</a></strong>.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qT1y!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F044d16d3-77da-4a13-8ebd-ab14f7af256f_1284x1568.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qT1y!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F044d16d3-77da-4a13-8ebd-ab14f7af256f_1284x1568.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qT1y!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F044d16d3-77da-4a13-8ebd-ab14f7af256f_1284x1568.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qT1y!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F044d16d3-77da-4a13-8ebd-ab14f7af256f_1284x1568.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qT1y!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F044d16d3-77da-4a13-8ebd-ab14f7af256f_1284x1568.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qT1y!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F044d16d3-77da-4a13-8ebd-ab14f7af256f_1284x1568.png" width="1284" height="1568" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/044d16d3-77da-4a13-8ebd-ab14f7af256f_1284x1568.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1568,&quot;width&quot;:1284,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" 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class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p></p><p>&#200; stata un&#8217;occasione preziosa per mettere a fuoco alcuni pilastri di quella che possiamo definire &#8220;comunicazione utile&#8221;:</p><ul><li><p><strong>Dare una lettura propria fa la differenza</strong>: le informazioni scorrono ovunque, ma il vero valore nasce quando qualcuno si prende il tempo di spiegare cosa intravede nei cambiamenti del mercato. Quale movimento &#232; fondamentale? Quale implicazione stiamo sottovalutando?</p></li><li><p><strong>La continuit&#224; batte l&#8217;episodio</strong>: un post isolato e autoreferenziale non costruisce contesto. Per essere utili, occorre tornare sui temi, ascoltare le reazioni e mantenere una presenza che aiuti le persone a orientarsi. La fiducia richiede tempo.</p></li><li><p><strong>Intercettare domande latenti:</strong> la visibilit&#224; non si ottiene rovesciando valanghe di contenuti, ma rispondendo a un bisogno di chiarezza che &#232; gi&#224; nell&#8217;aria. Quando un contenuto risolve un dubbio reale, circola da solo.</p></li><li><p><strong>Il posizionamento &#232; nei dettagli</strong>: ogni intervento, persino un commento, delinea chi siamo. Il rigore e la profondit&#224; con cui trattiamo i temi del nostro settore costruiscono, giorno dopo giorno, un profilo che vale la pena seguire.</p></li></ul><h3><strong>L&#8217;AI e il rischio della &#8220;comunicazione specchio&#8221;</strong></h3><p>Se la buona comunicazione &#232; un &#8220;gioco di coordinazione&#8221;, l&#8217;AI rischia per&#242; di &#8220;barare&#8221;. <strong><a href="https://www.fastcompany.com/91463857/ai-news-shifts-opinions-reality">L&#8217;articolo</a></strong> di Fast Company evidenzia un paradosso: l&#8217;AI non si limita a riassumere, ma finisce per dirci esattamente ci&#242; che vogliamo sentirci dire. &#200; il fenomeno della sycophancy: i modelli adattano tono ed enfasi ai nostri assunti, rafforzando i nostri bias invece di sfidarci.</p><p>Per chi si occupa di PR e narrazione mediatica, questa &#232; la sfida del 2026:</p><ol><li><p><strong>Andare oltre l&#8217;ottimizzazione</strong>: non basta farsi trovare dalle macchine, bisogna presidiare il perch&#233; i nostri contenuti verranno sintetizzati e ricontestualizzati.</p></li><li><p><strong>Essere traduttori critici</strong>: diventare il filtro umano che spiega alle community come l&#8217;AI sta incorniciando la realt&#224;.</p></li><li><p><strong>Nuova alfabetizzazione</strong>: passare dalla media literacy alla AI literacy, per riconoscere quando un output &#8220;neutrale&#8221; &#232; in realt&#224; orientato da incentivi economici.</p></li></ol><h3><strong>Il mercato del lavoro e l&#8217;AI: un cambio di regia</strong></h3><p>Nonostante i continui timori di un&#8217;apocalisse occupazionale, <strong><a href="https://www.economist.com/business/2025/12/14/job-apocalypse-not-yet-ai-is-creating-brand-new-occupations">The Economist </a></strong>suggerisce che siamo di fronte a una ristrutturazione profonda. Nascono figure come esperti di governance AI o specialisti di rischio.</p><p>Ma il cuore del cambiamento &#232; antropologico: l&#8217;AI automatizza il predicibile, lasciando all&#8217;umano la gestione della complessit&#224;, dell&#8217;etica e (ancora una volta) delle relazioni.</p><p>&#200; qui che torna anche la lezione della Brooks: la capacit&#224; di negoziare, costruire fiducia e orchestrare sistemi e persone &#232; l&#8217;unica competenza realmente &#8220;a prova di futuro&#8221;. Il lavoro evolve verso la strategia, la cura e l&#8217;interpretazione dei contesti.</p><h3><strong>L&#8217;infrastruttura umana sempre pi&#249; centrale</strong></h3><p>Se la tecnologia sposta il confine di ci&#242; che &#232; automatizzabile, la vera differenza (non solo nel 2026, ma sempre di pi&#249;) la far&#224; <strong>l&#8217;infrastruttura umana di un&#8217;organizzazione</strong>.</p><p>Proprio per preparare il terreno a queste sfide, lo scorso mese abbiamo trascorso due giorni a Verona con le PR Director e le PR Manager di Disclosers. Non si &#232; trattato &#8220;solo&#8221; di un momento di pianificazione strategica, ma ha rappresentato un focus profondo sui percorsi di crescita di ogni membro della squadra.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!9jjq!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3af82bfb-2f51-43b2-bc8f-6a4966b68384_1162x852.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!9jjq!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3af82bfb-2f51-43b2-bc8f-6a4966b68384_1162x852.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!9jjq!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3af82bfb-2f51-43b2-bc8f-6a4966b68384_1162x852.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!9jjq!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3af82bfb-2f51-43b2-bc8f-6a4966b68384_1162x852.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!9jjq!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3af82bfb-2f51-43b2-bc8f-6a4966b68384_1162x852.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!9jjq!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3af82bfb-2f51-43b2-bc8f-6a4966b68384_1162x852.png" width="1162" height="852" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3af82bfb-2f51-43b2-bc8f-6a4966b68384_1162x852.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:852,&quot;width&quot;:1162,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!9jjq!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3af82bfb-2f51-43b2-bc8f-6a4966b68384_1162x852.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!9jjq!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3af82bfb-2f51-43b2-bc8f-6a4966b68384_1162x852.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!9jjq!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3af82bfb-2f51-43b2-bc8f-6a4966b68384_1162x852.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!9jjq!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3af82bfb-2f51-43b2-bc8f-6a4966b68384_1162x852.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p></p><p>Quello che &#232; emerso con forza, al di l&#224; delle competenze tecniche, &#232; che la capacit&#224; di &#8220;coordinarsi&#8221; (per tornare a Brooks) dipende da una serie di <strong>ingredienti relazionali</strong> che spesso diamo per scontati, ma che sono il vero motore della crescita.</p><p>Lavorare (bene) in gruppo oggi significa:</p><ul><li><p><strong>Costruire affidabilit&#224; e riservatezza</strong>: essere il punto fermo su cui colleghi/e possono contare, mantenendo quel rigore che protegge il clima interno.</p></li><li><p><strong>Disinnescare il rumore</strong>: rimanere lontani dal gossip e dalle lamentele sterili, preferendo il confronto diretto per sciogliere i conflitti invece di alimentarli.</p></li><li><p><strong>Chiedere aiuto e offrirsi come supporto</strong>: alzare la mano per chiedere aiuto senza timore e, allo stesso tempo, offrirsi come supporto prima ancora che venga richiesto.</p></li><li><p><strong>Uscire dal proprio punto di vista</strong>: avere la cura di abbracciare concretamente la prospettiva altrui e accogliere feedback non come critiche, ma come occasioni di consapevolezza.</p></li></ul><p>Sono gesti apparentemente semplici, ma nella loro applicazione costante, <strong>su base quotidian</strong>a, sono in grado di trasformare un&#8217;organizzazione da un insieme di individui a un sistema capace di generare valore reale.</p><h3><strong>Alcuni segnali dalla Gen Z per capire in che modo si consuma l&#8217;informazione</strong></h3><p>I dati di <strong><a href="https://digiday.com/media/digiday-research-roundup-gen-z-news-consumption-and-diversification-in-the-dsp-space-were-2025s-top-trends/">Digiday</a></strong> e del Reuters Institute indicano che la Gen Z non cerca le notizie, le intercetta &#8220;anytime, anywhere&#8221; su TikTok o Instagram.</p><p>La notizia arriva come frammento e viene verificata sui canali tradizionali solo in un secondo momento. Per chi comunica, questo significa <strong>ripensare la gerarchia dei touchpoint</strong>: bisogna parlare il loro linguaggio visuale e rapido, ma offrire la profondit&#224; necessaria come ancora di credibilit&#224; quando tornano a cercarci.</p><h3><strong>L&#8217;abbondanza dell&#8217;informazione e la ricerca di punti di vista</strong></h3><p>Non viviamo un momento storico di scarsit&#224; informativa, ma potremmo definirlo di abbondanza informativa incontrollata. L&#8217;AI sta automatizzando certamente la superficie.</p><p>Ci&#242; che diventa sempre pi&#249; raro e quindi prezioso &#232; la <strong>capacit&#224; di leggere tra le righe, di creare legami nel tempo e di assumersi la responsabilit&#224; di dire: &#8220;Questo &#232; importante, questo no, e ti spiego perch&#233;&#8221;.</strong></p><p>E, come suggerisce nel video, <strong>dobbiamo cercare di uscire da ogni conversazione avendo fatto almeno una domanda</strong>.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/comunicare-bene-e-chiedere-dare-una?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/comunicare-bene-e-chiedere-dare-una?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><div><hr></div><h3><strong>Restiamo in contatto</strong></h3><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p><p>Qui trovi un po&#8217; di case study interessanti: <strong><a href="https://disclosers.it/case-study/">https://disclosers.it/case-study/</a></strong></p><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per il brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong>]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Le condizioni (minime) dell’ascolto di un brand]]></title><description><![CDATA[Quante volte partiamo dal presupposto che il pubblico stia gi&#224; guardando nella nostra direzione?]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/le-condizioni-minime-dellascolto</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/le-condizioni-minime-dellascolto</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Mon, 08 Dec 2025 16:36:03 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/7947b796-ef01-462a-b35f-8e31ca83a997_1920x1080.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte partiamo dal presupposto che il pubblico stia gi&#224; guardando nella nostra direzione? Quante volte diamo per scontata la disponibilit&#224; iniziale all&#8217;ascolto?</p><p>La realt&#224;, per&#242;, &#232; decisamente diversa.</p><p>La competizione non riguarda solo il prodotto, il messaggio, il tono di voce o il &#8220;contenuto della settimana&#8221;, ma &#8220;esplode&#8221; un attimo prima: in quella frazione di secondo in cui una persona (o un sistema) decide se un brand merita attenzione oppure pu&#242; essere ignorato.</p><p>&#200; qui che si gioca buona parte della partita.</p><p>Chi lavora nella comunicazione non pu&#242; pi&#249; permettersi di ragionare come se la domanda fondamentale fosse: <em>come possiamo comunicare meglio?</em></p><p>La domanda, in questo momento, prevede un &#8220;<strong>passo indietro</strong>&#8221;: <em>quali sono <strong>le condizioni minime</strong> affinch&#233; un brand venga ascoltato, ricordato, recuperato, citato, consigliato?</em></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>1. Essere presenti nei luoghi che creano memoria</strong></h3><p>Uno dei punti pi&#249; rilevanti, raccontato da <strong><a href="https://www.inc.com/annabel-burba/5-major-shifts-coming-to-business-pr-in-2026-and-how-you-can-prepare-for-them/91258033">Inc.</a></strong> in questo articolo, riguarda l&#8217;importanza crescente del valore delle PR. Non si parla pi&#249; di copertura mediatica in senso tradizionale, ma della capacit&#224; di comparire (e quindi contare) anche all&#8217;interno dei modelli generativi come ChatGPT.</p><p>Per anni, infatti, il settore ha ragionato come se la copertura mediatica fosse un punto d&#8217;arrivo: una volta ottenuta la menzione, il lavoro sembrava concluso. Ora <strong>la menzione &#232; solo il primo segnale</strong> e ci&#242; che accade dopo acquisisce ancora pi&#249; importanza. <strong>Un articolo che parla di un brand, pubblicato in un contesto mediatico di valore e autorevole (tier 1) genera un riflesso nella memoria del sistema</strong>. Cinque articoli, tra loro disallineati, ottenuti su fonti marginali o sporadiche, non producono lo stesso effetto.</p><p>Il concetto di &#8220;memoria distribuita&#8221; cambia completamente il significato di visibilit&#224;. Non basta apparire, ma bisogna <strong>apparire nei punti che contano, con una frequenza sufficiente a creare un pattern stabile e riconoscibile</strong>. I modelli generativi non cercano, ma riconoscono schemi. E gli schemi si formano sulle ricorrenze, sulla qualit&#224; delle fonti, sulla coerenza delle informazioni.</p><p>Il passaggio dell&#8217;articolo &#8220;<strong><a href="https://www.inc.com/arthur-fleischmann/does-chatgpt-like-your-brand-your-marketing-depends-on-it/91232778">Does ChatGPT Like Your Brand?</a></strong>&#8221; chiarisce questo meccanismo: se un brand non rientra nei pattern che il modello ha appreso, scompare dalla sua rappresentazione del mercato</p><p>Quando un utente chiede &#8220;qual &#232; la migliore soluzione per X?&#8221;, il sistema non cerca, ma ricompatta ci&#242; che ha imparato. E ci&#242; che ha imparato dipende da dove ha visto le informazioni, quante volte le ha viste e quanto erano coerenti tra loro.</p><p>Ecco perch&#233; l&#8217;articolo sottolinea tre elementi decisivi:</p><ul><li><p>frequenza delle menzioni</p></li><li><p>qualit&#224; delle fonti</p></li><li><p>consistenza strutturale delle informazioni</p></li></ul><p>Riassumendo: la reputazione oggi riguarda meno l&#8217;essere trovati dalle persone e pi&#249; l&#8217;essere &#8220;recuperabili&#8221; dai sistemi che le persone interpellano.</p><h3><strong>2. Il branding come priorit&#224; assoluta dei CMO europei (secondo McKinsey)</strong></h3><p>Il <strong><a href="https://www.mckinsey.com/capabilities/growth-marketing-and-sales/our-insights/past-forward-the-modern-rethinking-of-marketings-core?utm_source=substack&amp;utm_medium=email#/">report McKinsey</a></strong> presenta un dato che racconta la trasformazione culturale in corso: nel 2026, il <strong>branding torna ad essere la priorit&#224; assoluta dei CMO europei</strong>.</p><p>E questo accade perch&#233; le persone cercano punti fermi.</p><p>Una marca che cambia tono ogni trimestre, che modifica i messaggi per inseguire i trend del momento, che aggiorna posizionamenti senza una ragione reale, rischia di frantumare la propria riconoscibilit&#224;. E nella mente (umana o algoritmica) ci&#242; che non &#232; in grado di restare, semplicemente non esiste.</p><p>Le prime cinque priorit&#224; indicate dai CMO non riguardano strumenti, ma fondamenta:</p><ul><li><p>branding</p></li><li><p>privacy</p></li><li><p>autenticit&#224;</p></li><li><p>employer branding</p></li><li><p>rigore nel budget</p></li></ul><p>Le persone non si fidano delle marche volubili. I sistemi non memorizzano ci&#242; che cambia continuamente forma.</p><p>Serve <strong>solidit&#224;</strong>, sia interna sia esterna. Una solidit&#224; che non significa rigidit&#224;, ma un&#8217;identit&#224; che rimane riconoscibile anche mentre il contesto evolve.</p><h3><strong>3. Contenuti che chiariscono (e non si limitano a riempire spazi)</strong></h3><p>Un problema ricorrente nei team di comunicazione &#232; la produzione costante di contenuti scollegati tra loro: un post tecnico, un pensiero sul futuro, una case study, una notizia di prodotto, un commento su un trend. Tutto potenzialmente valido, ma non sempre coerente.</p><p>Un <strong><a href="https://www.agilitypr.com/pr-news/content-media-relations/6-content-frameworks-pr-teams-can-use-to-build-long-term-brand-credibility/?utm_campaign=Bulldog%20Reporter&amp;utm_medium=email&amp;_hsenc=p2ANqtz-_DReIKbowVkGAxFr2j-_5VRqA-_d0H0uBMOpm8dt9YmY-zwX1IZMYr5D04Dz0ZGuw2r7QEWNXS96O4Ds3As_2mtNTy2uaF8w6s23spjy_1Ez8PX2M&amp;_hsmi=393412540&amp;utm_content=393412540&amp;utm_source=hs_email">articolo</a></strong> di Agility PR Solutions propone sei framework per uscire da questa dispersione e costruire contenuti con un livello di utilit&#224; e consistenza molto pi&#249; alto</p><p>Tra questi, tre meritano attenzione particolare:</p><ul><li><p><strong>La piramide dell&#8217;autorevolezza</strong></p></li></ul><p>Alla base ci sono contenuti <strong>educativi</strong> (spiegazioni chiare, glossari, principi fondanti). Sopra, analisi e casi concreti. In cima, le opinioni sofisticate. Molti brand partono dall&#8217;ultimo livello senza avere costruito il primo. &#200; un salto che racchiude e trasmette debolezza.</p><ul><li><p><strong>Il loop problema-soluzione</strong></p></li></ul><p>La credibilit&#224; nasce dalla capacit&#224; di rispondere, con continuit&#224;, a problemi reali e ricorrenti del proprio pubblico. Non riguarda il commento brillante, riguarda la costanza.</p><ul><li><p><strong>La fusione tra storie e dati</strong></p></li></ul><p>Le narrazioni che durano non sono n&#233; puramente emotive n&#233; puramente analitiche. Servono dati verificabili e storie vissute, fuse in un&#8217;unica struttura solida. Funziona perch&#233; crea contenuti che il pubblico riconosce come utili e che i sistemi riconoscono come affidabili.</p><p>Un brand credibile produce contenuti che aiutano a capire, non contenuti che cercano un posto nell&#8217;algoritmo.</p><h3><strong>4. La visibilit&#224; dei leader &#232; un&#8217;estensione sempre pi&#249; importante della reputazione del brand</strong></h3><p>Oggi le persone vogliono capire come ragiona chi guida l&#8217;azienda.</p><p>Il <strong><a href="https://www.fastcompany.com/91442614/how-to-be-a-thought-leader-without-feeling-cringey-thought-leadership-public-speaking-influencers">pezzo</a></strong> di Fast Company sintetizza il concetto con una frase ormai indispensabile: <em>&#8220;Visibility isn&#8217;t vanity. It&#8217;s credibility&#8221;</em>.</p><p>La visibilit&#224; non serve a &#8220;mettersi in mostra&#8221;, ma serve a rendere leggibile ci&#242; che il brand rappresenta, serve a far capire <strong>come affronta le complessit&#224;, come valuta le priorit&#224;, come interpreta le tendenze, come risponde ai cambiamenti.</strong></p><p>Una voce riconoscibile aiuta il brand a uscire dalla confusione del mercato. Una voce intermittente, invece, crea sospensione: le persone non sanno cosa aspettarsi. I sistemi non registrano un pattern stabile.</p><p>La regolarit&#224; (consapevole) vince.</p><h3><strong>5. Il nuovo ecosistema dei media rafforza la selezione</strong></h3><p>Anche nel mondo dell&#8217;informazione c&#8217;&#232; un cambiamento importante in corso. Il <strong><a href="https://digiday.com/media/digiday-research-subscription-index-2025-subscription-strategies-from-bloomberg-the-new-york-times-vox-and-others/">report</a></strong> di Digiday sulle strategie di abbonamento mostra che i publisher stanno puntando sempre pi&#249; su modelli a valore, non a volume.</p><p>Aumentano i prezzi, aumentano i benefit premium, aumenta (per fortuna) la selettivit&#224; nelle scelte editoriali.</p><p>Il risultato &#232; molto chiaro: le redazioni non cercano storie riempitive, ma si orientano verso storie che sono in grado di reggere quando vengono analizzate, e cercano fatti, numeri, evoluzioni concrete, impatti reali.</p><p>Per le aziende (e per le agenzie), questo significa una cosa semplice: ottenere una buona copertura richiede un <strong>materiale di partenza solido</strong>. Una narrativa superficiale (senza numeri, dati, fatti) non passa. Una storia strutturata e verificabile (sostenuta da dati attendibili) diventa molto pi&#249; competitiva.</p><h3><strong>Cosa serve davvero oggi per essere (almeno) considerati</strong></h3><p>Un brand viene ascoltato, ricordato, recuperato, citato, raccomandato quando rispetta alcune condizioni minime:</p><ol><li><p><strong>Presenza costante in fonti credibili</strong>, perch&#233; la reputazione vive nei luoghi in cui la memoria si costruisce.</p></li><li><p><strong>Identit&#224; stabile</strong>, capace di attraversare l&#8217;incertezza senza perdere coerenza.</p></li><li><p><strong>Contenuti che chiariscono</strong>, non frammenti disordinati che inseguono l&#8217;algoritmo del momento.</p></li><li><p><strong>Leader leggibili</strong>, che si espongono con continuit&#224; e permettono di capire la direzione del brand.</p></li><li><p><strong>Narrazioni capaci di essere recuperate dai modelli generativi</strong>, non solo dalle persone.</p></li><li><p><strong>Materiali robusti e verificabili</strong>, indispensabili in un ecosistema editoriale che sta diventando pi&#249; selettivo.</p></li></ol><p>Quando queste condizioni convivono, il brand non ha bisogno di rincorrere l&#8217;attenzione, ma la genera, la &#8220;attira&#8221;.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/le-condizioni-minime-dellascolto?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/le-condizioni-minime-dellascolto?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><div><hr></div><h3><strong>Restiamo in contatto</strong></h3><ul><li><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p></li><li><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p></li><li><p>Qui trovi un po&#8217; di case study interessanti: <strong><a href="https://disclosers.it/case-study/">https://disclosers.it/case-study/</a></strong></p></li><li><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p></li><li><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p></li><li><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per il brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p></li></ul><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><ul><li><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong>]</p></li></ul>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La parte che nessuna macchina potrà mai avere]]></title><description><![CDATA[Cosa delegare a una &#8220;macchina&#8221;?]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/la-parte-che-nessuna-macchina-potra</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/la-parte-che-nessuna-macchina-potra</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Sun, 30 Nov 2025 09:16:16 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/7b84cf48-e339-4947-bc85-eed7f72c4d72_1024x1024.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Cosa delegare a una &#8220;macchina&#8221;? Cosa &#8220;custodire&#8221; nel perimetro delle attivit&#224; di comunicazione realizzate dall&#8217;essere umano? Come proteggere la quota di empatia? E come (e se) trasmettere al pubblico la modalit&#224; e il motivo di queste scelte?</p><p>L&#8217;AI generativa &#232; entrata nei processi di comunicazione in modo rapido: produce testi, riassume documenti, anticipa domande, distribuisce contenuti senza sosta. Per molti &#232; un sollievo. Per altri &#232; una minaccia. Per la maggior parte, &#232; entrambe le cose insieme.</p><p>Perch&#233; da un lato alleggerisce e accelera. Dall&#8217;altro solleva un dubbio: pu&#242; davvero occuparsi della relazione tra un brand e le persone?</p><p>La risposta &#232; &#8220;no&#8221;.</p><p>Perch&#233; il modo in cui si costruisce fiducia passa ancora da una serie di micro-scelte che oggi nessun algoritmo &#232; in grado di compiere con sensibilit&#224; sufficiente.</p><p>La fiducia non nasce dai contenuti, ma prende forma a partire da come vengono <strong>generati, filtrati, interpretati</strong>. &#200; una conseguenza della <strong>cura</strong> e la cura ha tempistiche e intuizioni che una macchina non possiede (e probabilmente non avr&#224; mai).</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>Una voce riconoscibilmente umana</strong></h3><p>Victoria Chynoweth lo dice con chiarezza in un <strong><a href="https://www.fastcompany.com/91446566/trust-is-the-new-brand-currency-to-win-customers">articolo</a></strong>: <em>trust isn&#8217;t optional</em>. E non lo &#232; perch&#233; tutto ci&#242; che ruota attorno a un brand finisce per essere giudicato attraverso la lente della trasparenza percepita: come racconti una scelta, come giustifichi un prezzo, come gestisci un errore.</p><p>La trasparenza richiede anche misura: mostrare troppo crea una sorta di ansia, mostrare troppo poco genera sospetto. La linea di equilibrio non &#232; mai evidente e va trovata ogni volta. E questo &#232; gi&#224; un punto che difficilmente si automatizza, perch&#233; richiede sensibilit&#224; contestuale, una lettura del clima interno ed esterno, la capacit&#224; di immaginare come un&#8217;informazione verr&#224; interpretata da chi sta fuori.</p><p>A complicare il quadro c&#8217;&#232; il fatto che la credibilit&#224; non si costruisce solo con le proprie parole. Lo sappiamo: <strong>la reputazione passa per la voce degli altri</strong>.</p><p>Un articolo che parla di un brand (a firma di un/una giornalista), anche breve, vale pi&#249; di decine di contenuti proprietari.</p><p>Oggi l&#8217;AI ha reso questa dinamica ancora pi&#249; evidente. I sistemi di risposta generativa dei motori di ricerca pescano informazioni da fonti considerate attendibili. Non conta pi&#249; l&#8217;ottimizzazione tecnica, ma conta il <strong>tessuto di citazioni autorevoli che orbita attorno al brand</strong>.</p><p>In termini pratici: <strong>una strategia di PR fatta bene incide direttamente su ci&#242; che le AI diranno di noi</strong>.</p><p>Aaron Kwittken lo <strong><a href="https://adage.com/technology/aa-pr-teams-ai-search/">descrive</a></strong> come uno dei momenti pi&#249; intensi che il settore abbia mai vissuto: l&#8217;ascesa dell&#8217;AI non riduce il ruolo delle PR, lo amplifica. Non basta pi&#249; essere &#8220;trovabili&#8221;: bisogna essere &#8220;<em>citabili&#8221;</em>. Bisogna occupare quello spazio nel quale l&#8217;AI andr&#224; a pescare e per farlo servono (anche) relazioni, comprensione profonda del settore e conoscenza del mercato dei media. Non ci sono scorciatoie.</p><p>Dobbiamo considerare, per&#242;, che la fiducia non nasce solo dall&#8217;autorevolezza, ma prende vita anche da un altro elemento che non ha ancora una scorciatoia artificiale: il modo in cui facciamo sentire le persone.</p><h3><strong>Il punto in cui serve ancora qualcuno</strong></h3><p>Il cosiddetto &#8220;trust gap&#8221; tra AI e media tradizionali &#232; interessante.</p><p>Nonostante la velocit&#224; e la profondit&#224; delle sintesi generate dai sistemi AI, la maggior parte delle persone <strong><a href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/sites/default/files/2025-10/Gen_AI_and_News_Report_2025.pdf">continua a preferire</a></strong> una firma umana per le notizie pi&#249; delicate. &#200; come se avessimo bisogno di un garante di responsabilit&#224;, un volto, una storia editoriale.</p><p>E quando una storia &#232; raccontata da qualcuno, anche solo con un tono che riconosciamo come &#8220;suo&#8221;, quella storia cambia peso.</p><p>Lo stesso meccanismo vale per i creator: una parte consistente dell&#8217;audience segue persone non perch&#233; sono infallibili, ma perch&#233; sono riconoscibili. La trasparenza imperfetta diventa autorevolezza emotiva. Ma anche in questo caso c&#8217;&#232; un rovescio della medaglia: molti creator non aderiscono a standard giornalistici e la loro influenza non sempre coincide con affidabilit&#224;.</p><p>Ecco perch&#233;, nel coinvolgere voci esterne, non possiamo limitarci a guardare i numeri. Bisogna capire chi ha un rapporto sano con la propria community e chi invece alimenta polarizzazione o ambiguit&#224;. Una macchina, davanti a un picco di engagement, non distingue tra qualit&#224; del legame e qualit&#224; dell&#8217;informazione. Questo vaglio rimane (rimarr&#224;?) umano.</p><p><em><strong>[Caso The Atlantic]</strong></em></p><p>Tra i casi recenti pi&#249; interessanti c&#8217;&#232; quello del <strong><a href="https://digiday.com/media/inside-the-atlantics-ai-bot-blocking-strategy/">The Atlantic</a></strong>: l&#8217;importanza di dire &#8220;qui no&#8221;.</p><p>La testata ha deciso di limitare l&#8217;accesso dei bot ai propri contenuti, distinguendo tra chi porta valore e chi semplicemente preleva articoli senza restituire nulla.</p><p>In una settimana un singolo crawler ha tentato di scaricare mezzo milione di pagine: tutto questo senza generare traffico, abbonati o qualche forma di riconoscimento.</p><p>The Atlantic ha detto basta. Ha concesso licenze dove ha senso e ha bloccato il resto. E lo ha fatto per difendere il rapporto con i lettori.</p><p>&#200; un promemoria utile anche per i brand: non tutta la distribuzione &#232; buona distribuzione; non tutta l&#8217;esposizione &#232; utile; non tutte le risposte generate da sistemi esterni meritano di soppiantare l&#8217;esperienza diretta.</p><h3><strong>L&#8217;empatia come infrastruttura</strong></h3><p>Il tema dell&#8217;empatia &#232; quello su cui l&#8217;AI inciampa (e inciamper&#224;) di pi&#249;.</p><p>Una <strong><a href="https://hbr.org/2025/11/customers-expect-empathy-heres-how-to-deliver-it">ricerca</a></strong> condotta su quasi 12.000 consumatori in 11 Paesi mostra quanto le persone la considerino determinante e un motivo concreto di scelta del brand.</p><p>Il problema &#232; che solo una minoranza dei clienti percepisce empatia reale nelle interazioni con le aziende.</p><p>Si tratta di una distanza che non si colma con messaggi preimpostati ed &#232; qui che la tecnologia, per quanto sofisticata, continua a rimanere indietro: pu&#242; imitare il linguaggio, non l&#8217;intenzione; pu&#242; generare una risposta rapida, non un ascolto. E la differenza tra i due concetti &#232; enorme.</p><p>In fondo non sorprende: <em>&#8220;People don&#8217;t trust machines. They trust other humans when they feel seen, supported, and respected</em>&#8221; ricorda un <strong><a href="https://www.fastcompany.com/91446566/trust-is-the-new-brand-currency-to-win-customers">recente articolo</a></strong> su Fast Company. Le persone non si fidano delle macchine; si fidano di altri esseri umani, quando si sentono visti, sostenuti, rispettati. &#200; un principio quasi ovvio, ma che nel delirio tecnologico rischiamo di dimenticare.</p><p>Ma come si traduce tutto ci&#242; in azione concreta per le aziende? Il rischio &#232; limitarsi alla retorica (un po&#8217; come succedeva anni fa con la &#8220;mission&#8221; sui siti web: parole belle, ma astratte). Invece, bisogna &#8221;<strong>trasformare l&#8217;empatia in infrastruttura</strong>&#8221;, come <strong><a href="https://hbr.org/2025/11/customers-expect-empathy-heres-how-to-deliver-it">suggeriscono Jamil Zaki e Conny Kalcher</a></strong>.</p><p>Significa andare oltre le dichiarazioni di principio e inserire l&#8217;empatia nei processi operativi quotidiani. Ad esempio, <strong>raccogliendo dati migliori</strong>: non solo i soliti sondaggi di soddisfazione a fine servizio, ma approfondendo davvero i punti di frizione nel processo d&#8217;acquisto del cliente. La metodologia del journey mapping mappa ogni interazione che una persona ha col prodotto o servizio, identifica dove incontra difficolt&#224; e immagina come alleviarle. Questo approccio porta a cambiamenti concreti in risposta ai punti dolenti.</p><p>Un esempio potente viene dalla <strong>Cleveland Clinic</strong>, che ha trasformato l&#8217;empatia in un principio operativo. Il personale &#232; stato formato per comprendere un bisogno che non &#232; solo clinico, ma emotivo. Tutti i 43.000 dipendenti, indipendentemente dal ruolo, furono designati come caregivers e portati in un &#8220;boot camp di empatia&#8221; per immergersi nell&#8217;esperienza dei pazienti. I percorsi dei pazienti, successivamente, sono stati ripensati per ridurre fatica e ansia. Le attese modificate. Le informazioni rese pi&#249; accessibili. Risultato: la soddisfazione dei pazienti &#232; salita in modo evidente.</p><p>Questo caso serve ai brand per capire che l&#8217;empatia pu&#242; essere inserita in modo strutturale nei processi aziendali.</p><h3><strong>Manutenzione dell&#8217;identit&#224; (quando necessario)</strong></h3><p>In azienda succede spesso una cosa curiosa: si cresce, si sperimenta, si allarga il perimetro e, senza accorgersene, si perde di vista il motivo per cui tutto era nato.</p><p><strong><a href="https://www.economist.com/business/2025/11/20/when-companies-lose-their-way">The Economist</a></strong> chiama questo momento &#8220;refounding&#8221;: riscrivere l&#8217;identit&#224; dell&#8217;organizzazione quando ci si accorge di essersi allontanati troppo dal carattere originario.</p><p>Starbucks ha vissuto qualcosa del genere. Tra app, drive-through e operazioni scalabili, rischiava di diventare un distributore di caff&#232; veloce pi&#249; che un luogo. Il nuovo CEO ha riportato l&#8217;azienda a interrogarsi sulle intenzioni iniziali: uno spazio dove stare, non solo dove passare.</p><p>Si tratta di un processo di &#8220;<strong>manutenzione dell&#8217;identit&#224;</strong>&#8221;.</p><p>Jon Iwata offre una definizione utile: il carattere di un&#8217;organizzazione &#232; l&#8217;incrocio tra un bisogno costante delle persone e una capacit&#224; distintiva dell&#8217;azienda nel soddisfarlo. Un principio semplice, ma che le AI non possono ricavare da un prompt.</p><p><strong>Sono necessari introspezione, memoria e una conversazione interna continua su ci&#242; che rende unica l&#8217;azienda.</strong></p><p>Disney, ad esempio, ha costruito la propria forza sull&#8217;evasione nel senso pi&#249; profondo e non sull&#8217;intrattenimento generico, grazie a un&#8217;abilit&#224; distintiva nel creare universi immersivi popolati di storie e personaggi. Proprio questa chiarezza l&#8217;ha resa irripetibile. E per conservarla serve chiaramente uno <strong>sguardo umano</strong>, che distingue tra ci&#242; che &#8220;suona Disney&#8221; e ci&#242; che &#232; solo qualcosa di generato bene.</p><p>Quante volte i valori aziendali elencati nei siti sono concetti talmente inflazionati (innovazione, qualit&#224;, leadership, eccellenza&#8230;) che potrebbero valere per chiunque e quindi per nessuno? Ecco qualcosa che l&#8217;AI pu&#242; fare benissimo: generare frasi fatte. Ma definire davvero ci&#242; che rende unica la nostra impresa richiede una riflessione profonda e onesta, tipicamente umana. Gli algoritmi imparano da medie e pattern. L&#8217;identit&#224;, invece, ha bisogno (anche) di deviazioni e intuizioni improvvise.</p><p>L&#8217;AI pu&#242; essere un eccellente assistente per redigere bozze o tradurre stili, ma la decisione finale su tono, lessico, messaggi chiave deve restare nelle mani del team di comunicazione umano, che ha il polso di cosa suona vero per il brand e cosa invece stona.</p><p>L&#8217;identit&#224; ha bisogno di qualcuno che dica: &#8220;<em>Questa frase &#232; perfetta, ma non &#232; nostra</em>&#8221;.</p><p>Un&#8217;AI, oggi, non pu&#242; accorgersene.</p><h3><strong>Creare momenti di &#8220;gioia condivisibile&#8221;</strong></h3><p>C&#8217;&#232; una sfera, infine, dove l&#8217;umano pu&#242; e deve fare la differenza rispetto all&#8217;AI: la creazione di <strong>esperienze emotive davvero memorabili (e collegate a momenti di gioia &#8220;condivisibile&#8221;)</strong>.</p><p>Chi si occupa di brand e marketing lo sa bene: per distinguersi davvero nel rumore di fondo, servono idee capaci di toccare corde profonde, di sorprendere. Non basta apparire nei risultati di ricerca o far arrivare un messaggio corretto: bisogna risuonare.</p><p>&#8220;<em>La vera sfida &#232; tagliare il rumore e creare qualcosa che risuoni davvero</em>&#8221; <strong><a href="https://hbr.org/2025/09/to-set-your-brand-apart-create-moments-of-shareable-joy">scrivono</a></strong> Brent Ridge e colleghi parlando di strategie di marca. Ed &#232; un tipo di impatto che difficilmente si ottiene seguendo solo i dati o i modelli predittivi. Per quanto l&#8217;AI possa analizzare trend e preferenze, l&#8217;idea laterale capace di generare emozione spesso nasce da <strong>una sensibilit&#224; creativa umana</strong>.</p><p>La cosiddetta joy economy si basa proprio su questo: i brand che generano momenti di gioia (piccola, quotidiana) creano un legame pi&#249; duraturo.</p><p>D&#8217;altronde gi&#224; vent&#8217;anni fa il presidente di Est&#233;e Lauder osserv&#242; il fenomeno del lipstick effect: in tempi difficili la gente comprava pi&#249; rossetti, piccoli lussi accessibili, perch&#233; davano conforto e morale. Oggi quell&#8217;effetto si &#232; esteso: il 75% dei consumatori dichiara che &#8220;sentirsi bene&#8221; &#232; pi&#249; importante che &#8220;apparire bene&#8221;, segno di un crescente bisogno di connessione emotiva e gioia nelle esperienze di marca. <strong>Chi riesce a offrire sorpresa o connessione significativa</strong> con il proprio prodotto o servizio, si posiziona meglio per ottenere &#8220;lealt&#224;&#8221; nel lungo termine. Insomma, la gioia &#232; un potente vantaggio competitivo in un contesto in cui &#232; l&#8217;emozione a guidare molti comportamenti di consumo. E ovunque c&#8217;&#232; spazio per creare un momento speciale che vada oltre la transazione.</p><p>Creare gioia significa superare le aspettative in modo creativo. Pu&#242; trattarsi di un piccolo gesto inaspettato, di un&#8217;esperienza cliente unica o di una campagna geniale che fa sorridere e meravigliare.</p><p>Il caso di Beekman 1802 con Jiffy Lube &#232; un esempio lampante. Un popup per trattamenti viso dentro un&#8217;officina che cambia l&#8217;olio alla macchina. &#200; un&#8217;idea talmente laterale da sembrare quasi un gioco. Ed &#232; proprio per questo che ha funzionato: non se l&#8217;aspettava nessuno.</p><p>Allo stesso modo, spesso le idee che funzionano meglio non sono quelle pi&#249; elaborate, ma quelle pi&#249; <strong>umane</strong>: una frase di ringraziamento scritta davvero da una persona, un contenuto che osa invece di dieci che riempiono solo la griglia, un gesto pensato per sorprendere e non per performare.</p><p>Le AI possono analizzare tonnellate di dati sul comportamento, ma <strong>interpretare le sfumature emotive e culturali</strong> per creare un piccolo momento di felicit&#224; richiede empatia e creativit&#224; (torniamo sempre l&#236;).</p><p>E allora, cosa non <strong>delegare</strong> all&#8217;AI nell&#8217;ambito della creativit&#224; e del branding?</p><ul><li><p>Non delegare la scintilla iniziale.</p></li><li><p>Non delegare il processo di rifinitura empatica, quando ti chiedi &#8220;questa idea far&#224; sorridere le persone? Le far&#224; sentire parte di qualcosa?&#8221;.</p></li><li><p>Non delegare infine il controllo qualit&#224; emotivo: pu&#242; sembrare strano come termine, ma significa verificare se il messaggio lanciato suscita davvero l&#8217;emozione voluta (e non magari qualche reazione indesiderata).</p></li></ul><h3><strong>Dare un recinto alle azioni umane e a quelle artificiali</strong></h3><p>Ogni giorno, come comunicatori, imprenditori, manager di marketing, dovremo tracciare una linea su cosa delegare alle macchine e cosa no. Sar&#224; ovviamente un equilibrio in divenire, che richiede consapevolezza e anche coraggio. Delegare per essere pi&#249; efficienti, certo, ma non delegare mai ci&#242; che definisce la nostra umanit&#224;.</p><p>Forse chiedersi ogni volta: &#8220;<em>Questa azione ci avvicina o ci allontana dalle persone con cui vogliamo parlare?</em>&#8221; e &#8220;<em>Questa attivit&#224;, se la affido interamente a una macchina, rischia di farmi perdere un&#8217;occasione di connessione umana autentica?</em>&#8221; Se la risposta alla seconda domanda &#232; s&#236;, allora valutiamo bene prima di cederla.</p><p>Spesso, come abbiamo visto, saranno proprio quei momenti non delegati (una scelta di comunicare una verit&#224; scomoda con trasparenza invece di insabbiarla, un contenuto creativo che osa invece di dieci contenuti generati per riempire il calendario) a fare la differenza tra un messaggio ignorato e uno che lascia il segno.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/la-parte-che-nessuna-macchina-potra?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/la-parte-che-nessuna-macchina-potra?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><div><hr></div><h3><strong>Restiamo in contatto</strong></h3><ul><li><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p></li><li><p>Nel blog di <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/disclosers/">Disclosers</a></strong> (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p></li><li><p>Qui trovi un po&#8217; di <strong>case study interessanti</strong>: <strong><a href="https://disclosers.it/case-study/">https://disclosers.it/case-study/</a></strong></p></li><li><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il <strong>podcast</strong> &#8220;<strong>Oltre il titolo</strong>&#8220;: <strong><a href="https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM">Spotify</a></strong> e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">YouTube</a></strong></p></li><li><p>Qui, invece, puoi ascoltare il nostro podcast &#8220;<strong><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL_xfpfHZEDucNiIa_1TjMgUy3mos7A_ju">Beyond the Edge</a></strong>&#8221; (dove intervistiamo - in inglese - giornalisti e giornaliste che scrivono per media internazionali).</p></li><li><p>Se, infine, sei alla ricerca di un&#8217;agenzia di PR per il tuo brand o per il brand per cui lavori, sentiamoci: <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p></li></ul><p>[Tra le aziende per cui abbiamo lavorato ci sono<em> Hard Rock Cafe, Mutti, Schindler, Talent Garden, Dal Negro, Serenis, Montura, Panasonic Connect, Edgewell, Libraccio, Feltrinelli Education</em> e molte altre]</p><ul><li><p>[Sul tema PR e Media Relations per PMI ecco il mio <strong><a href="https://www.amazon.it/relations-piccole-imprese-Strumenti-operativi/dp/8835146186/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=34VLRR4FZJDQX&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.-xjByktHN2DraEbE4aELpc6nWbjLLF_WDyfi983ylZV2ADaYbS9HVFyxM2Duy3fZ.QkWW9xZoH4NXNcYKRw41Tp7n68l7mp1fDIffkJOKAJw&amp;dib_tag=se&amp;keywords=jessica+malfatto&amp;qid=1764492138&amp;sprefix=jessica+malfatto%2Caps%2C90&amp;sr=8-1">libro</a></strong>]</p></li></ul>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La reputazione vive di domande, non di risposte]]></title><description><![CDATA[Si parla di innovazione, di AI, di ottimizzazione, di nuovi strumenti per capire il proprio target, ma quando si scava ancora il discorso torna spesso l&#236;: la fiducia.]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/la-reputazione-vive-di-domande-non</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/la-reputazione-vive-di-domande-non</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Sun, 23 Nov 2025 18:06:21 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/2d2efd06-68a1-47b4-b21a-ee76ec2856e1_1456x816.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Si parla di innovazione, di AI, di ottimizzazione, di nuovi strumenti per capire il proprio target, ma quando si scava ancora il discorso torna spesso l&#236;: la fiducia.</p><p>E siamo in presenza non di una questione astratta, ma di un tema concreto: se un brand non viene percepito come affidabile, infatti, perde terreno in termini di crescita. E lo dicono i dati.</p><p>Non stiamo parlando ovviamente di &#8220;simpatia&#8221; o &#8220;narrazione efficace&#8221;: intendiamo la fiducia proprio come infrastruttura. Un prerequisito reale per la crescita.</p><p>Lo mostrano bene anche i numeri dell&#8217;<strong><a href="https://www.agilitypr.com/pr-news/branding-reputation/the-psychology-of-trust-why-customers-believe-some-brands-over-others-with-examples/">analisi</a></strong> di Edelman pubblicata su Agility PR Solutions: per l&#8217;88% delle persone la fiducia &#232; una condizione minima anche solo per prendere in considerazione un acquisto.</p><p>Non dice: &#8220;Mi fido e compro&#8221;.</p><p>Dice: &#8221;<em><strong>Se non mi fido, non ascolto nemmeno</strong></em>&#8221;.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p>L&#8217;88% delle persone ha bisogno di fidarsi prima ancora di prendere in considerazione un marchio. Non prima di comprare: prima di considerare. C&#8217;&#232; un abisso semantico e concreto.</p><p>Se una marca non supera quel primo controllo (emotivo, cognitivo, intuitivo) viene immediatamente declassata.</p><p>E allora mi chiedo: quante volte comunichiamo come se il pubblico fosse gi&#224; predisposto, senza pensare a questo livello di fiducia che dovrebbe essere costruito?</p><p>Quali metriche misurano davvero una relazione di alto valore?</p><p>[La verit&#224; &#232; che a volte nemmeno chi lavora in comunicazione riesce a misurare quella soglia dove la fiducia si rompe]</p><p>Il tema ritorna ovunque: quando guardiamo i cambiamenti della creator economy (vi consiglio questo <strong><a href="https://digiday.com/future-of-tv/future-of-tv-briefing-the-creator-economy-needs-a-new-currency-for-brand-deals/">pezzo</a></strong> interessante), quando analizziamo l&#8217;evoluzione delle nuove abitudini di ricerca, quando osserviamo come vengono prese le decisioni strategiche. Tutto converge sullo stesso punto.</p><p><em>Qual &#232; l&#8217;anatomia della fiducia?</em></p><p>Prendiamo anche i &#8220;synthetic audiences&#8221;. Strumento affascinante, per certi versi inevitabile. Nell&#8217;<strong><a href="https://digiday.com/media/wtf-are-synthetic-audiences/">articolo</a></strong> di Digiday, ad esempio, si racconta bene come funzionano: repliche digitali di gruppi reali, addestrate sui dati dei lettori e capaci di &#8220;rispondere&#8221; alle domande come se fossero panel umani. Diversi publisher li stanno gi&#224; usando per testare idee, titoli, messaggi.</p><p>Ma mentre leggevo, continuavo a pensare: <em>dove si colloca l&#8217;intuizione? Dove si colloca la parte non lineare dell&#8217;ascolto?</em></p><p>E qui si apre un problema non banale per la reputazione dei brand: se ti abitui a farti dire &#8220;cosa pensa il pubblico&#8221; da un modello che non ha sensibilit&#224; umana, rischi di perdere proprio la capacit&#224; di leggere ci&#242; che nei pubblici &#232; vivo, contraddittorio, irregolare. Quel margine che non si lascia prevedere. Quella parte in cui spesso nasce la fiducia o la diffidenza.</p><p>Perch&#233; la fiducia, se ci pensiamo, non nasce praticamente mai nelle risposte lineari. Si genera nelle esitazioni, nelle sfumature, nei non detti. E, soprattutto, nasce quando un brand smette di voler essere impeccabile e comincia a essere onesto.</p><p>&#200; una cosa che si legge molto bene negli esempi riportati sempre da Agility PR: brand che decidono di dire apertamente &#8220;questo servizio non &#232; adatto a tutti&#8221; oppure che pubblicano contenuti realmente educativi (non venduti come tali, ma strutturati per esserlo davvero: la differenza tra una guida fatta per vendere e una guida fatta per chiarire si percepisce immediatamente.)</p><p>Queste scelte funzionano perch&#233; dicono una cosa precisa: &#8220;non abbiamo bisogno di sembrare perfetti per essere credibili&#8221;.</p><p>E questo porta a un&#8217;altra domanda, quella che forse &#232; tra le pi&#249; urgenti per i brand: <em>siamo preparati a comunicare con questo livello di senso responsabilit&#224;? Cio&#232;: siamo in grado di spiegare non solo cosa facciamo, ma come lo facciamo (oltre al motivo)?</em></p><p>Perch&#233; sul come non c&#8217;&#232; margine per costruire grandi castelli. &#200; la parte spesso pi&#249; scomoda della comunicazione (ed &#232; anche quella che non si pu&#242; delegare ai software) Quella che richiede discussioni interne, scelte chiare, limiti. E, soprattutto, la capacit&#224; di porre domande giuste.</p><p>A questo proposito, il <strong><a href="https://www.ft.com/content/b5ccfa6c-6308-4fd3-b3fd-05fa388d531c">pezzo</a></strong> del Financial Times sulla formazione scientifica mi ha colpita per una frase - che riporto qui parafrasata - del professore McCarty di Harvard: &#8220;<em>Il punto non &#232; imparare a fare scienza, ma imparare a chiedersi cosa farne.</em>&#8221;</p><p>Se sostituiamo &#8220;scienza&#8221; con &#8220;tecnologia&#8221;, &#8220;media&#8221;, &#8220;creativit&#224;&#8221; o &#8220;comunicazione&#8221;, il senso non cambia. Perch&#233; la vera competenza (per chi costruisce reputazione) non &#232; tanto saper usare i nuovi strumenti, ma saper distinguere molto bene quali domande <strong>non</strong> devono essere delegate a uno strumento.</p><p>La reputazione di un brand, infatti, non si compromette mai per un errore tecnico. Si compromette per una mancanza di sensibilit&#224;, per una cecit&#224; marcata, per un eccesso di sicurezza, per un pensare troppo velocemente senza lasciare spazio al dubbio e al mettersi in discussione.</p><p>Se ci pensiamo spesso vale anche per le persone: ad esempio, il/la collega che non &#232; disposto/a ad ammettere genuinamente di aver sbagliato oppure il/la manager che non ascolta i consigli strategici da parte di persone pi&#249; junior, non vengono considerati/e positivamente all&#8217;interno di un gruppo di lavoro e rischiano di incrinare o spezzare dei rapporti di fiducia (o di non costruirli).</p><p>Inoltre, spesso nelle aziende oggi si cerca di avere molte risposte a disposizione. Ma dovremmo occuparci sempre di pi&#249; anche degli interrogativi.</p><p>La reputazione vive di domande, non di risposte.</p><p>Domande difficili, a volte scomode:</p><ul><li><p>che cosa stiamo chiedendo alle nostre audience e cosa stiamo dando in cambio?</p></li><li><p>quale parte del nostro messaggio possiamo garantire anche quando le cose non vanno bene?</p></li><li><p>che responsabilit&#224; ci assumiamo quando introduciamo una tecnologia / un processo che le persone non hanno scelto, ma devono subire?</p></li></ul><p>Sono domande lente. Domande da tavoli lunghi, da decisioni personali, da identit&#224;.</p><p>Ma domande necessarie.</p><p>(Il punto, per&#242;, &#232; che spesso non abbiamo nemmeno il coraggio di formularle tutte, queste domande).</p><p>La fiducia, infatti, oggi si spezza per dei micro-segnali, per delle incoerenze davvero millimetriche, per quella sensazione di &#8220;non so cosa c&#8217;&#232; dietro, ma qualcosa stona&#8221;.</p><p>E questo cambia molte dinamiche nella costruzione della reputazione, perch&#233; il processo diventa pi&#249; frastagliato, articolato, imprevedibile e soggetto a interpretazioni impercettibili in apparenza.</p><p>Per evitare le rotture (o le crepe) e mantenere la solidit&#224; del rapporto di fiducia tra pubblico e brand, per&#242;, l&#8217;azienda deve essere disposta a partire dalle domande giuste, dalle domande responsabili.</p><p>Non esistono ovviamente delle garanzie assolute. Ma ci sono domande che, se non vengono poste, rendono qualsiasi rapporto fiducia pi&#249; vulnerabile.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>Quattro letture consigliate:</strong></h3><ul><li><p><strong><a href="https://www.amazon.it/Cura-Riccarda-Zezza/dp/8835149401">La Cura</a></strong>, di <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/zezza/">Riccarda Zezza</a></strong> (Franco Angeli)</p></li><li><p><strong><a href="https://www.amazon.it/-/en/marketing-semplice-Strategia-empatia-creativit%C3%A0/dp/8820081067/ref=sr_1_1?adgrpid=50701137537&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.LwMX420EVXCHV9CyZ-tD9JOLYXZfDg5T_2PJxTIEkg2kWMYum1A2ZacZuL1rpS_j5vKW-DECkVf2D48KF98gcU8sCu6kquBBXQcrmgCwLFGMUTQCt1E3oZyoMKP1uYn8jHNz388wMd4-PbORy-DXuEMxEmWnawgnG_FLUOx3FMl-La2X451Ln33jKodKsFFA2seLG4tvqiqnlepQ8txmSCdClI4wAZ4y3wO3Cvy0ZGJUVnxPMHbf3HwdQv1NL4SxkPQlZlVB6_ulznYk6Qh0ZsIV1-rCADojfTDrSpo6U1A.TFc3Aci4FvikeB_CvRiLvVLkU_iZU8Vy8uKHBaJ9eDU&amp;dib_tag=se&amp;hvadid=710663032445&amp;hvdev=c&amp;hvexpln=0&amp;hvlocphy=1008463&amp;hvnetw=g&amp;hvocijid=17995690686812427836--&amp;hvqmt=e&amp;hvrand=17995690686812427836&amp;hvtargid=kwd-2447906726535&amp;hydadcr=6531_2373816&amp;keywords=il+marketing+%C3%A8+semplice&amp;mcid=825a181fd6803b0da3f5d010f0fa88f0&amp;qid=1763918340&amp;sr=8-1">Il Marketing &#232; semplice</a></strong>, di <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/marketing-espresso/">Marketing Espresso</a></strong> (Sperling &amp; Kupfer)</p></li><li><p><strong><a href="https://www.amazon.it/-/en/David-Marquet-ebook/dp/B0B78FRN7Q/ref=sr_1_1?crid=1JTJXSUZQZ28Q&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.Llv2JxcxFS0YHE6IgN9DjugeSb0Loi_9G0EhcOnFlnkoDj-X1zVLpT10LpcphhjnT_0KnDOyCHmkCrFJPD23HKmsF5mUvcmq51FR-k6qRQI0_VJnZMk4k8QKuK40jpCoCOwMAnInSmz1QOwaIYVQTCIOWrKUu9I0Vs3vz3qlREyRGtqTxRo-WTkxRBVVaw-c4c_Jf5viv1gRajPCVCeo1_Dcvm-gxBkY7H6w208FnU9qJvj8AGwD1wM9ztFyggz05IXdnPTeAMCrJfY17bLpr-kO-ZpwUZDbdUoyLA4AUXE.04nXY5XZ9_iOS5RVkoWe8CfAp4bvXtyfZ_SJ6Qulg8U&amp;dib_tag=se&amp;keywords=the+leader+ship&amp;qid=1763918424&amp;sprefix=the+leader+ship%2Caps%2C85&amp;sr=8-1">The Leader Ship</a></strong>, di David Marquet (Ayros) - [grazie a <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/prielk/">Priel Korenfeld</a></strong> per il regalo ]</p></li><li><p><strong><a href="https://www.amazon.it/Dentro-Orientarsi-equilibri-internazionali-scenari/dp/8817189782">Dentro il grande gioco</a></strong>, di Emilio Mola (Rizzoli)</p></li></ul><h3><strong>Restiamo in contatto</strong></h3><ul><li><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p></li><li><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p></li><li><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;. </p></li></ul><iframe class="spotify-wrap podcast" data-attrs="{&quot;image&quot;:&quot;https://i.scdn.co/image/ab6765630000ba8a155775478681906eb761679a&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Oltre il titolo&quot;,&quot;subtitle&quot;:&quot;Disclosers&quot;,&quot;description&quot;:&quot;Podcast&quot;,&quot;url&quot;:&quot;https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;noScroll&quot;:false}" src="https://open.spotify.com/embed/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM" frameborder="0" gesture="media" allowfullscreen="true" allow="encrypted-media" loading="lazy" data-component-name="Spotify2ToDOM"></iframe><p>e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1</a></strong></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Dove si costruisce davvero la credibilità]]></title><description><![CDATA[La fiducia &#232; (anche) una questione di visibilit&#224;?]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/dove-si-costruisce-davvero-la-credibilita</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/dove-si-costruisce-davvero-la-credibilita</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Sat, 08 Nov 2025 10:23:09 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/e53241cf-efad-4bc0-b987-fb4b37e91c1a_1826x980.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>La fiducia &#232; (anche) una questione di visibilit&#224;? Si tratta di un tema di linguaggio (e fino a che punto)?</p><p>Il luogo in cui si &#8220;manifesta&#8221; che peso ha?</p><p>Gli ecosistemi in cui le persone rimangono l&#8217;elemento decisivo che ruolo stanno giocando?</p><p>Oggi uno degli aspetti pi&#249; importanti riguarda proprio la costruzione e lo sviluppo del contesto in cui le parole, le azioni e i contenuti possono risultare credibili e generare fiducia.</p><p>Ho raccolto qui cinque spunti di riflessione che raccontano (da prospettive diverse) il cambiamento in corso in questo territorio.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>1. Quando le organizzazioni perdono le persone (e non per colpa dell&#8217;AI)</strong></h3><p>Nel <strong><a href="https://digiday.com/marketing/future-of-marketing-briefing-ai-didnt-break-agencies-the-talent-drain-did/">pezzo</a></strong> di Seb Joseph, si legge tra le righe qualcosa che non ha nulla a che vedere con l&#8217;intelligenza artificiale, ovvero la perdita del linguaggio interno della fiducia. Le grandi holding della comunicazione - sottolinea l&#8217;articolo - (WPP, Publicis, Omnicom, IPG) stanno capendo sempre di pi&#249; che l&#8217;efficienza tecnologica non pu&#242; compensare l&#8217;impoverimento umano.</p><p>Quando Joseph racconta di come i clienti non lasciano le agenzie per mancanza di innovazione, ma per deterioramento del servizio, descrive quello che possiamo chiamare un &#8220;collasso grammaticale&#8221;. La comunicazione (interna ed esterna) sembra in molti casi essersi ridotta a un lessico operativo (processi, automazioni, deliverable, ecc). Ma la credibilit&#224;, alla fine, se ci pensiamo, nasce da un&#8217;altra struttura sintattica, <strong>quella che lega persone a persone. </strong>Quando il capitale delle relazioni viene sacrificato in nome della produttivit&#224;, salta inevitabilmente l&#8217;accordo implicito che connette e mantiene il filo in ogni relazione professionale: la sensazione tangibile che qualcuno ti stia davvero ascoltando.</p><p>Quella che viene definita l&#8217;&#8220;AI hangover&#8221; non rappresenta l&#8217;effetto di un eccesso tecnologico, ma di una sorta di sottrazione umana.</p><p>Quello che dobbiamo tenere stretto a noi, dopo l&#8217;ubriacatura dell&#8217;automazione, &#232; la necessit&#224; di tornare a un linguaggio pi&#249; pieno, pi&#249; interpretativo. Perch&#233; anche i brand, le aziende, esattamente come accade per le persone, non perdono (o non rischiano di perdere) la propria rilevanza nel momento in cui smettono di parlare, ma quando smettono di avere qualcuno disposto a credere in ci&#242; che dicono.</p><p>Qui ho cercato di riassumere i punti chiave di questo articolo che fa riflettere:</p><p>Ecco i punti chiave:</p><ol><li><p><strong>Crisi non tecnologica, ma &#8220;umana&#8221;</strong>: molti clienti stanno rivalutando le loro agenzie non per mancanza di innovazione AI, ma per il deterioramento del servizio e delle relazioni, dovuto alla perdita dei professionisti pi&#249; esperti.</p></li><li><p><strong>Le persone restano l&#8217;elemento decisivo</strong>: ci&#242; che conta davvero per i brand &#232; la qualit&#224; del rapporto con chi gestisce l&#8217;account (chi comprende i bisogni del cliente e traduce complessit&#224; tecniche in soluzioni concrete). L&#8217;AI non pu&#242; sostituire quel livello di giudizio e connessione.</p></li><li><p><strong>Effetti della ristrutturazione interna</strong>: molte figure senior sono state licenziate o spinte a lasciare per &#8220;razionalizzare&#8221; le strutture e investire sull&#8217;automazione. Ma questo ha eroso la capacit&#224; delle organizzazioni di offrire consulenza integrata e coerenza relazionale.</p></li><li><p><strong>Reinvestire nel capitale umano</strong>: l&#8217;AI promette efficienza, ma nella pratica richiede ancora supervisione umana. Se si risparmia sui costi esecutivi, ma non si reinveste nel capitale umano (che rende l&#8217;AI effettivamente utile), arrivano i problemi.</p></li><li><p><strong>Il nuovo &#8220;potere&#8221; interno</strong>: oggi le figure pi&#249; influenti non sono i CEO delle agenzie ma i &#8220;client leads&#8221;, i manager che mantengono i rapporti strategici con i brand e orchestrano le risorse del gruppo.</p></li><li><p><strong>Combattere l&#8217;impoverimento di talento</strong>: non ci si dovrebbe concentrare sull&#8217;&#8220;implementare l&#8217;AI&#8221;, ma <strong>ricostruire cultura, fiducia e competenze umane</strong> in grado di dare senso alle tecnologie. L&#8217;AI ha reso evidenti i limiti di strutture troppo centralizzate e impoverite di talento.</p></li></ol><h3><strong>2. Diventare fonte attendibile</strong></h3><p>L&#8217;<strong><a href="https://digiday.com/marketing/in-graphic-detail-how-ai-search-is-changing-brand-visibility/">analisi</a></strong> di Sam Bradley mostra un effetto collaterale interessante: la ricerca generativa non premia chi produce di pi&#249;, ma chi viene citato di pi&#249;.</p><p>Nel nuovo ecosistema della AI search, le piattaforme come Google Overviews o ChatGPT non si occupano di portare traffico, ma il loro compito &#232; selezionare voci. E nell&#8217;ambito di questo processo, la &#8220;visibilit&#224;&#8221; &#232; strettamente legata al riconoscimento.</p><p>Un marchio, ad esempio, pu&#242; comparire mille volte online senza mai essere scelto dagli algoritmi (o dalle persone) come fonte attendibile.</p><p>Questa transizione, lo vediamo, segna un cambio di paradigma per chi si occupa di reputazione, perch&#233; la credibilit&#224; non si basa sull&#8217;accumulo di contenuti, ma su quello che possiamo definire un accumulo di &#8220;citabilit&#224;&#8221;.</p><p>Detto con altre parole, la sintassi della visibilit&#224; si sposta dal verbo &#8220;pubblicare&#8221; al verbo &#8220;apparire&#8221;. Ma attenzione, non nel senso di esibizione, ma di &#8220;menzione qualificata&#8221; all&#8217;interno di contesti credibili.</p><p>L&#8217;articolo, infatti, cita la crescita dei tassi di &#8220;zero-click&#8221;: gli utenti leggono le sintesi AI e non visitano pi&#249; i siti originali.</p><p>&#200; un fenomeno certamente preoccupante per chi misura il valore in traffico, ma decisamente interessante per chi misura il valore in fiducia: se teniamo a mente che l&#8217;obiettivo non &#232; tanto farsi cliccare, quanto farsi riconoscere, allora la priorit&#224; diventa essere integrati nei contesti che definiscono l&#8217;autorevolezza da un punto di vista collettivo.</p><p>Quindi, acquisisce sempre pi&#249; rilevanza il fatto che la visibilit&#224; pi&#249; potente &#232; quella che non si possiede, ma si concede.</p><p>E le PR tornano al loro ruolo che possiamo definire pi&#249; originario, allontanandosi dalla gestione del rumore e avvicinandosi alla cura dei luoghi in cui la voce del brand pu&#242; essere ascoltata con attenzione.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!rirN!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd778d1d8-0096-45e4-bc18-11d17d49fa07_1152x1000.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!rirN!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd778d1d8-0096-45e4-bc18-11d17d49fa07_1152x1000.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!rirN!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd778d1d8-0096-45e4-bc18-11d17d49fa07_1152x1000.png 848w, 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stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a><figcaption class="image-caption"></figcaption></figure></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!FDH9!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdeeb4b71-960a-4856-99e0-933cfb3e495e_913x1000.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!FDH9!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdeeb4b71-960a-4856-99e0-933cfb3e495e_913x1000.png 424w, 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stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a><figcaption class="image-caption"></figcaption></figure></div><h3><strong>3. Il valore (crescente) del &#8220;dove&#8221; nella thought leadership</strong></h3><p>Il <strong><a href="https://adage.com/opinion/aa-why-publishing-platforms-matter-more-than-content-in-ai/">pezzo</a></strong> di Ad Age mette a fuoco una verit&#224; che a volte rischia di essere ignorata o sottovalutata: il luogo in cui si pubblica &#232; parte integrante del messaggio.</p><p>Pubblicare un&#8217;analisi sul blog aziendale e pubblicarla su una testata riconosciuta non &#232; la stessa cosa (non per il contenuto, ma per il campo di fiducia in cui quel contenuto si inserisce).</p><p>L&#8217;articolo spiega come gli algoritmi generativi riconoscano come autorevoli i testi provenienti da media terzi e indipendenti, pi&#249; che dai canali proprietari dei brand.</p><p>Ma al di l&#224; della tecnologia, la riflessione &#232; molto umana: la credibilit&#224;, alla fine, nasce sempre da un altrove.</p><p>&#200; la differenza sostanziale tra dire &#8220;sono competente&#8221; e sentirsi dire &#8220;&#232; competente&#8221; e non dobbiamo mai dimenticare che non basta possedere o governare una piattaforma, ma bisogna meritarsi un&#8217;eco.</p><p>La vera thought leadership, quindi, non &#232; la costruzione di un canale, ma la costruzione di un ecosistema di fiducia ed &#232; estremamente vitale scegliere con cura dove farsi leggere, non solo cosa dire.</p><p>In tutto questo, il tono di voce non basta: serve anche una sintassi di contesto, fatta di alleanze editoriali, relazioni mediatiche, continuit&#224; di presenza in spazi che non controlliamo del tutto.</p><p>&#200; su questo campo da gioco che la reputazione si trasforma in vera e propria cultura: quando la voce di un brand non si limita a operare e a vivere solamente nel proprio perimetro, ma &#232; in grado in qualche modo di creare un&#8217;architettura capace di farsi riconoscere all&#8217;interno di una conversazione molto pi&#249; ampia.</p><h3><strong>4. I volti al centro: l&#8217;importanza della prossimit&#224; visiva</strong></h3><p>Emma Jacobs, sul <strong><a href="https://www.ft.com/content/5c6cb2e2-f374-4084-ab2b-42b00d07ca1c">Financial Times</a></strong>, racconta come i podcast aziendali stiano abbracciando sempre di pi&#249; la dinamica del video.</p><p>E dietro questo cambio di formato (che &#232; in corso da diverso tempo) si nasconde un cambio di registro: la ricerca di una nuova prossimit&#224;.</p><p>Vedere un volto (e non solo ascoltare una voce), infatti, riattiva una dimensione emotiva della fiducia che la comunicazione corporate aveva smarrito. Non &#232; un caso se aziende come ad esempio IBM, Shell e Google Cloud trasformano i loro podcast in dialoghi video, dove i dirigenti si mostrano come interlocutori, non solo portavoce.</p><p>Il video, scrive Jacobs, permette di &#8220;controllare la narrativa&#8221;, ma anche di &#8220;ri-umanizzarla&#8221;.</p><p>C&#8217;&#232; una consapevolezza crescente che la credibilit&#224; non &#232; pi&#249; solo informativa, ma percettiva: passa dalla coerenza tra ci&#242; che si dice e ci&#242; che si trasmette nel volto, nel tono, nei silenzi.</p><p>L&#8217;autrice, per&#242;, mette in guardia anche dalle (pericolose) derive autoreferenziali: molti format aziendali, infatti, falliscono perch&#233; mettono il CEO davanti alla telecamera senza una narrazione autentica.</p><p>&#200; un punto fondamentale: la visibilit&#224;, quando non &#232; sorretta da un&#8217;idea narrativa, si trasforma presto in &#8220;trasparenza vuota&#8221;.</p><p>E il pubblico, ne siamo consapevoli, non &#232; alla ricerca di pi&#249; autorit&#224;, ma di autenticit&#224; coerente. E la credibilit&#224;, oggi, si gioca anche sulla capacit&#224; di mostrarsi vulnerabili, senza per&#242; perdere competenza.</p><h3><strong>5. L&#8217;azienda &#232; un sistema linguistico?</strong></h3><p>Il <strong><a href="https://hbr.org/2025/11/the-gen-ai-playbook-for-organizations">testo</a></strong> di Harvard Business Review tratta con molta lucidit&#224; il rapporto tra AI e strategia, ma ci&#242; che sinceramente mi colpisce di pi&#249; non &#232; la tecnologia: &#232; la teoria implicita del linguaggio organizzativo che emerge.</p><p>Gli autori, infatti, invitano le aziende a smettere di chiedersi quanto &#232; intelligente l&#8217;AI e a domandarsi quanto &#232; intelligente la propria strategia.</p><p>Tradotto: la vera intelligenza non &#232; nei modelli, ma nelle domande che un&#8217;organizzazione sa porre a se stessa.</p><p>Il loro framework dei quattro quadranti (<strong>no regrets, creative catalyst, human-first, quality control</strong>) mostra che la forza di un&#8217;impresa non risiede nell&#8217;efficienza, ma si configura nella capacit&#224; di articolare il giusto equilibrio tra controllo e fiducia, tra procedure e intuizione.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!rQeJ!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2904d0a5-d2ee-42ca-a4f9-04729ff1663d_1004x1332.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!rQeJ!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2904d0a5-d2ee-42ca-a4f9-04729ff1663d_1004x1332.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!rQeJ!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2904d0a5-d2ee-42ca-a4f9-04729ff1663d_1004x1332.png 848w, 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data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/2904d0a5-d2ee-42ca-a4f9-04729ff1663d_1004x1332.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1332,&quot;width&quot;:1004,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;Article content&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="Article content" title="Article content" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!rQeJ!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2904d0a5-d2ee-42ca-a4f9-04729ff1663d_1004x1332.png 424w, 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stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a><figcaption class="image-caption"></figcaption></figure></div><p>Se riflettiamo pi&#249; attentamente, &#232; anche un discorso linguistico: la strategia come grammatica che regola l&#8217;uso della conoscenza, distinguendo tra ci&#242; che pu&#242; essere automatizzato e ci&#242; che deve restare umano.</p><p>Quando gli autori parlano di &#8220;reimmaginare tutti gli asset come dati&#8221; e &#8220;ridisegnare l&#8217;organizzazione intorno a essi&#8221;, non descrivono un semplice piano tecnologico, ma parlano di una ristrutturazione sintattica.</p><p>Ogni azienda, se ci pensiamo, &#232; (anche) un sistema linguistico, fatto di parole, ruoli, priorit&#224;.</p><p>E ogni volta che una tecnologia entra in questo sistema, obbliga ovviamente a riscrivere le relazioni tra i soggetti e i verbi.</p><p>Chi decide, chi interpreta, chi comunica, chi ascolta.</p><p>La credibilit&#224; nasce proprio da qui: dalla coerenza interna del discorso organizzativo, dalla capacit&#224; di mantenere significato anche mentre cambia la forma.</p><h3><strong>Come sta evolvendo la sintassi della credibilit&#224;?</strong></h3><p>Dobbiamo renderci conto che ogni mutazione tecnologica, ogni nuovo formato, ogni metrica aggiornata ci costringe in qualche modo a riscrivere la grammatica di come la fiducia si manifesta in diversi territori.</p><p>Le aziende devono alimentare sempre un processo di apprendimento - in grado di rinnovarsi - su come &#8220;parlare credibilmente&#8221;, perch&#233; non bastano contenuti di valore se il contesto &#232; sbagliato, non basta mostrarsi autentici se manca la profondit&#224; e non basta adottare nuove tecnologie se non si &#232; in grado di restituire senso umano a ci&#242; che producono.</p><p>E ci sono alcune costanti che attraversano i formati:</p><ul><li><p><strong>Contesto</strong>: la credibilit&#224; si costruisce per prossimit&#224;</p></li><li><p><strong>Coerenza</strong>: le parole devono risuonare con i gesti, i toni, le scelte.</p></li><li><p><strong>Continuit&#224;</strong>: non c&#8217;&#232; fiducia senza durata.</p></li><li><p><strong>Complessit&#224; (ma leggibile)</strong>: le persone credono a chi sa spiegare ci&#242; che &#232; difficile senza semplificare.</p></li><li><p><strong>Convergenza</strong>: ogni punto di contatto deve parlare la stessa lingua narrativa.</p></li></ul><p>Diventa sempre pi&#249; imprescindibile riuscire a mantenere continuit&#224; di significato attraverso i cambiamenti di mezzi, canali, di tono, di contesto e, soprattutto, mantenere una coerenza linguistica che permetta alle persone (dentro e fuori l&#8217;organizzazione) di riconoscere un tono, un punto di vista, una personalit&#224;.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/dove-si-costruisce-davvero-la-credibilita?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/dove-si-costruisce-davvero-la-credibilita?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><div><hr></div><p><strong>Restiamo in contatto</strong></p><ul><li><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p></li><li><p>Nel blog di Disclosers (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p></li><li><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;. </p></li></ul><iframe class="spotify-wrap podcast" data-attrs="{&quot;image&quot;:&quot;https://i.scdn.co/image/ab6765630000ba8a155775478681906eb761679a&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Oltre il titolo&quot;,&quot;subtitle&quot;:&quot;Disclosers&quot;,&quot;description&quot;:&quot;Podcast&quot;,&quot;url&quot;:&quot;https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;noScroll&quot;:false}" src="https://open.spotify.com/embed/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM" frameborder="0" gesture="media" allowfullscreen="true" allow="encrypted-media" loading="lazy" data-component-name="Spotify2ToDOM"></iframe><p>e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1</a></strong></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Oltre i soliti decisori: chi c’è nell’ombra? L’influenza dei "buyer nascosti"]]></title><description><![CDATA[E se una delle &#8220;minacce&#8221; in un ciclo di vendita non fosse un concorrente, ma qualcuno di insospettabile seduto dall&#8217;altra parte del tavolo?]]></description><link>https://jessicamalfatto.substack.com/p/oltre-i-soliti-decisori-chi-ce-nellombra</link><guid isPermaLink="false">https://jessicamalfatto.substack.com/p/oltre-i-soliti-decisori-chi-ce-nellombra</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Malfatto]]></dc:creator><pubDate>Mon, 27 Oct 2025 13:23:31 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/dff43f57-65ed-4063-ad36-1ad36f72af20_1344x896.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>E se una delle &#8220;minacce&#8221; in un ciclo di vendita non fosse un concorrente, ma qualcuno di insospettabile seduto dall&#8217;altra parte del tavolo?</p><p>Nel segmento delle vendite B2B siamo abituati a concentrarci sui decisori visibili: responsabili di una divisione, referenti di prodotto, dirigenti con potere di spesa. Nelle trattative complesse, per&#242;, il risultato spesso dipende da <strong>buyer &#8220;invisibili&#8221;</strong> di cui chi lavora nel marketing e nel commerciale si accorgono a malapena (come suggerito da una ricerca di <strong><a href="https://www.edelman.com/insights/hidden-buyer-b2b#:~:text=What%20if%20the%20biggest%20threat,never%20even%20knew%20were%20there">Edelman</a></strong>).</p><p>Queste figure operano dietro le quinte dell&#8217;organizzazione che deve acquistare un prodotto o un servizio e possono determinare la buona riuscita o meno di un accordo. Sono i cosiddetti &#8220;hidden buyer&#8221;, i <strong>buyer nascosti</strong>.</p><p>Chi lavora nella comunicazione aziendale sa per esperienza che a volte il vero ago della bilancia non &#232; chi pone le domande in riunione o chi interagisce attivamente attraverso altri canali, ma chi ascolta in silenzio e forma un&#8217;opinione interna. Parliamo di stakeholder come i responsabili finanziari, legali, di compliance o operation: persone che forse non utilizzeranno mai il prodotto e non appaiono nelle trattative formali, ma hanno potere reale nel decidere se la vostra offerta sar&#224; approvata oppure no (<strong><a href="http://edelman.com/">edelman.com</a></strong>).</p><p>Pi&#249; del 40% delle trattative B2B, ad esempio, si arena a causa di disallineamenti interni al cliente, spesso dovuti proprio all&#8217;intervento di questo gruppo &#8220;ombra&#8221; di decisori trasversali. Non &#232; un caso: i buyer nascosti fungono da &#8220;guardiani della fiducia e del rischio&#8221;, quelli che dicono &#8220;s&#236;, procediamo&#8221; oppure &#8220;fermi tutti&#8221;.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3><strong>Numeri di un fenomeno in crescita</strong></h3><p>Negli ultimi anni il processo d&#8217;acquisto B2B &#232; diventato sempre pi&#249; complesso e affollato. Una ricerca Forrester, ad esempio, ha rilevato che il numero medio di interazioni necessarie per finalizzare un acquisto &#232; passato da 17 a 27 dal 2019 a oggi (+59%) (fonte: <strong><a href="http://cdweb.it/">cdweb.it</a></strong>). In parallelo, &#232; aumentato anche il numero di persone coinvolte nelle decisioni.</p><p>Secondo le analisi Gartner, infatti, un acquisto B2B di una certa complessit&#224; coinvolge tipicamente 6-10 stakeholder interni all&#8217;azienda cliente (fonte: <strong><a href="http://iba-international.com/">iba-international.com</a></strong>). Ognuno di essi porta al tavolo le proprie informazioni, esigenze e (non di rado) dubbi.</p><p><strong>Non stupisce quindi che circa la met&#224; dei deal B2B sfumi per mancanza di consenso interno: pi&#249; figure partecipano, maggiore ovviamente &#232; il rischio di uno stallo decisionale</strong>. Uno studio di Challenger, infine, ha evidenziato che superata la soglia di cinque decisori nel gruppo d&#8217;acquisto, la probabilit&#224; di chiudere l&#8217;accordo cala bruscamente dal 53% al 31%.</p><p>Se prendiamo in considerazione questo scenario, quindi, non possiamo fare a meno di notare che gli <strong>hidden buyer rappresentano spesso l&#8217;elemento imprevisto</strong>. Pur rimanendo ai margini delle discussioni ufficiali, hanno un&#8217;influenza quasi pari a quella dei referenti pi&#249; visibili: secondo un&#8217;indagine LinkedIn, i buyer nascosti contribuiscono quasi al 49% del potere decisionale all&#8217;interno di un gruppo che deve decidere dove indirizzare la finalizzazione di un acquisto, rispetto al 51% dei buyer &#8220;target&#8221; attivamente coinvolti (fonte: <strong><a href="http://iba-international.com/">iba-international.com</a></strong>).</p><p>In pratica, contano quanto i referenti principali, ma di solito non compaiono nei CRM o nelle liste di contatti dei commerciali o nelle interazioni social. Il loro intervento, positivo o negativo, pu&#242; ribaltare esiti che sembravano gi&#224; scritti.</p><h3><strong>Fiducia e reputazione: il fattore decisivo nascosto</strong></h3><p>Perch&#233; un CFO o un legale aziendale dovrebbero opporsi a un fornitore innovativo proposto dal responsabile di una divisione? <strong>Spesso la risposta &#232; fiducia e percezione del rischio</strong>.</p><p>I buyer nascosti tendono per natura a essere molto pi&#249; cauti e brand-sensitive. Secondo i dati emersi da LinkedIn ed Edelman, queste figure danno un peso maggiore al nome e alla reputazione del fornitore rispetto ai buyer primari: sono del 70% pi&#249; propense a scartare un&#8217;azienda poco conosciuta nell&#8217;ambiente e del 31% pi&#249; propense a rifiutare marchi di cui loro stessi non hanno familiarit&#224; (fonte: <strong><a href="http://iba-international.com/">iba-international.com</a></strong>).</p><p><strong>In sostanza, se il brand non gode di buona reputazione o visibilit&#224;, con un buyer &#8220;ombra&#8221; si parte in svantaggio netto.</strong></p><p>D&#8217;altronde, <strong>nel B2B la fiducia &#232; un elemento imprescindibile all&#8217;interno del percorso di acquisto</strong>. Un recente sondaggio Forrester sul business trust ha rivelato che ben il 43% dei buyer ammette di prendere decisioni &#8220;difensive&#8221;, ovvero orientate al fornitore percepito come pi&#249; sicuro e noto, nella maggior parte (&gt;70%) dei casi (<strong><a href="http://forrester.com/">forrester.com</a></strong>).</p><p>Il vecchio adagio &#8220;<em>nessuno &#232; mai stato licenziato per aver scelto IBM</em>&#8221; conserva un fondo di verit&#224;: molti decisori nascosti prediligono l&#8217;opzione che minimizza i rischi personali. In concreto, significa preferire marchi affermati, con referenze solide e zero macchie reputazionali.</p><p>Tuttavia, i dati ci raccontano una storia con qualche sfumatura in pi&#249;. Alla fatidica domanda &#8220;meglio andare sul sicuro o osare il nuovo?&#8221;, solo il 41% dei buyer nascosti ritiene prioritario scegliere il fornitore percepito come pi&#249; &#8220;sicuro&#8221; a parit&#224; di condizioni (<strong><a href="http://edelman.com/">edelman.com</a></strong>).</p><p>La maggioranza guarda oltre il semplice nome: l&#8217;85% valuta soprattutto quanto il venditore comprende a fondo le sue sfide di business, il 76% considera fondamentale la conoscenza dei trend del settore e il 74% la competenza specifica (domain expertise). Anche l&#8217;affinit&#224; strategica e culturale tra azienda cliente e fornitore gioca un ruolo (indicata rispettivamente dal 68% e 56% degli intervistati).</p><p>In sintesi, <strong>la reputazione non &#232; fatta solo di notoriet&#224;, ma di autorevolezza e credibilit&#224;</strong>. Un brand dovrebbe dimostrare anche profonda comprensione dei problemi del cliente, visione e solidit&#224; e, in questo modo, avr&#224; chance di convincere anche i &#8220;guardiani&#8221; pi&#249; diffidenti.</p><p>Del resto, i buyer nascosti sono spesso professionisti esperti loro stessi: cercano interlocutori allo stesso livello, che ispirino fiducia parlando la loro lingua e offrendo garanzie (non tanto di risultato, quanto di approccio metodologico e di consulenza) concrete.</p><p>Un ulteriore tassello della fiducia, inoltre, sono le referenze terze e il passaparola professionale. <strong>I decisori nel B2B, specialmente quelli tecnici, si fidano pi&#249; delle raccomandazioni dei pari che dei messaggi dei fornitori</strong>. Oltre il 90% afferma di riporre molta o totale fiducia nei colleghi del settore e negli esperti indipendenti, pi&#249; che nelle comunicazioni commerciali dirette (<strong><a href="http://razorfish.com/">razorfish.com</a></strong>). Non a caso, il 94% dei buyer rimane fedele a brand percepiti come trasparenti nelle proprie pratiche e informazioni.</p><p>La trasparenza (dal mostrare chiaramente le caratteristiche e limitazioni di un prodotto al comunicare l&#8217;impatto sociale dell&#8217;azienda) diventa parte integrante della reputazione.</p><p>In Italia come all&#8217;estero, l&#8217;attenzione alla brand reputation non &#232; mai stata cos&#236; alta come in questo momento. Ad esempio, nel contesto italiano &#232; emerso che il 70% dei buyer B2B considera i contenuti digitali (sito, blog, social, ecc.) fondamentali nel proprio percorso di acquisto (<strong><a href="http://digital4.biz/">digital4.biz</a></strong>), segno che un&#8217;azienda deve farsi trovare con le credenziali giuste quando questi attori &#8220;sommersi&#8221; vanno a cercare informazioni online.</p><h3><strong>Contenuti che guidano le decisioni (anche quando non si vede)</strong></h3><p>Se i venditori hanno poche opportunit&#224; di parlare direttamente con i buyer nascosti, come possiamo allora influenzarli?</p><p>Una delle risposte (chiaramente non l&#8217;unica) risiede nei contenuti e nella thought leadership. I cosiddetti hidden buyer saranno pure sfuggenti, ma non sono affatto passivi: ben il 63% di loro dedica oltre un&#8217;ora a settimana alla lettura di contenuti di approfondimento (report, articoli, white paper), un livello di attenzione quasi pari a quello dei buyer &#8220;ufficiali&#8221; coinvolti nel processo (<strong><a href="http://edelman.com/">edelman.com</a></strong>).</p><p>E ci&#242; che cercano non sono brochure patinate o slogan pubblicitari, ma idee sostanziose, analisi e prospettive che mettano in discussione i luoghi comuni e offrano chiavi di lettura nuove. Infatti, l&#8217;81% dei decisori nascosti dichiara che contenuti di qualit&#224; li hanno aiutati a individuare sfide o opportunit&#224; prima ignorate, illuminando aspetti del problema che non avevano considerato. Un white paper ben fatto o un webinar di taglio strategico possono insomma accendere lampadine nella mente di queste figure, molto pi&#249; di quanto farebbe la classica presentazione commerciale.</p><p>La maggior parte dei buyer nascosti mantiene volontariamente le distanze dai team di vendita: il 71% riferisce di avere poca o nessuna interazione diretta con i commerciali. Ci&#242; non significa per&#242; che rimangano inerti: al contrario, spesso influenzano attivamente il consenso interno oppure, nei casi peggiori, frenano le trattative dall&#8217;interno senza mai apparire in superficie.</p><p>&#200; qui che entra in gioco il content marketing: il <strong>95% dei buyer nascosti afferma che una solida attivit&#224; di thought leadership li rende pi&#249; ben disposti verso le iniziative di sales &amp; marketing di un fornitore</strong>. In pratica, prima che un venditore bussi alla loro porta, questi stakeholder hanno gi&#224; formato impressioni e shortlist leggendo ci&#242; che l&#8217;azienda comunica (studi, ricerche, opinioni degli esperti aziendali) e da questo decidono se vale la pena aprire la porta oppure no. Un contenuto ad alto valore crea credibilit&#224; e fiducia ancor prima del primo meeting commerciale.</p><p>Non sorprende che i buyer nascosti dichiarino di dare maggior peso ai contenuti di thought leadership rispetto al marketing tradizionale quando si tratta di valutare un potenziale fornitore. Il 71% sostiene che articoli, ricerche e analisi originali siano pi&#249; efficaci del materiale di vendita classico nel dimostrare il valore di un&#8217;azienda. Addirittura, il 64% afferma di fidarsi di pi&#249; di questi contenuti rispetto a schede prodotto o brochure nel valutare le capacit&#224; di un vendor.</p><p>&#200; un dato eloquente: slide commerciali e schede tecniche, da sole, non bastano pi&#249;. A fare la differenza sono pubblicazioni e interventi pubblici in cui il brand mette in luce competenze, visione e capacit&#224; di pensare alle esigenze del cliente in modo non strettamente auto-promozionale.</p><p>Questi contenuti diventano anche strumenti nelle mani dei buyer interni &#8220;sponsor&#8221; che vogliono spingere la vostra soluzione. Met&#224; degli influencer nascosti (circa il 51%) afferma che contenuti autorevoli li aiutano a convincere i C-level nella loro azienda e il 52% li utilizza per persuadere altri colleghi del gruppo di decisione.</p><p>Pensateci: un ottimo report di settore pubblicato dal vostro team potrebbe diventare l&#8217;&#8220;arma segreta&#8221; con cui il manager operativo (quello con cui avete parlato) convincer&#224; il CFO scettico nella riunione a porte chiuse. Fornire insight utili significa armare i vostri alleati interni.</p><p>Non solo: contenuti solidi possono persino farvi entrare in gioco su opportunit&#224; che non sapevate esistessero.</p><p>Oltre tre quarti dei decisori B2B (75%) ha ammesso che un contenuto di thought leadership ben fatto li ha spinti a prendere in considerazione fornitori che prima non valutavano affatto (<strong><a href="http://prdaily.com/">prdaily.com</a></strong>).</p><p>In un mercato dove molti potenziali clienti stanno &#8220;alla finestra&#8221; fino al momento del bisogno, <strong>farsi trovare con la giusta copertura mediatica</strong> pu&#242; farvi comparire sul radar di chi era fuori dal vostro funnel di vendita.</p><h3><strong>Il &#8220;dark funnel&#8221;: decisioni in autonomia e sfide di misurazione</strong></h3><p>L&#8217;emergere dei buyer nascosti si inserisce in un trend pi&#249; ampio: oggi i clienti B2B percorrono gran parte del processo d&#8217;acquisto in autonomia, in quello che alcuni chiamano il <em>dark funnel</em>.</p><p>Significa che gran parte delle ricerche, delle discussioni e delle valutazioni avviene dietro le quinte, senza lasciare tracce nei vostri analytics tradizionali. Basti pensare che la maggioranza dei clienti business preferisce ormai posticipare il pi&#249; possibile il contatto con un commerciale: un sondaggio Gartner ha rilevato che ben il 61% dei buyer B2B vorrebbe un&#8217;esperienza d&#8217;acquisto senza rappresentanti, tutta digitale e self-service (<strong><a href="http://gartner.com/">gartner.com</a></strong>).</p><p>Ovviamente non tutti gli acquisti possono avvenire senza interazioni umane, ma il segnale &#232; chiaro: i decisori raccolgono informazioni da soli, leggono recensioni, partecipano a community professionali e confrontano note con i pari, arrivando al tavolo negoziale con le idee gi&#224; formate.</p><p>In queste fasi sommerse, ci&#242; che fa la differenza &#232; cosa dicono di voi l&#8217;ecosistema e il mercato. Siti di recensioni, articoli, stampa, passaparola su LinkedIn, interventi a conferenze: sono tutti tasselli che costruiscono (o minano) la vostra reputazione presso chi sta valutando la vostra azienda senza che voi lo sappiate.</p><p>Questa tendenza pone anche il problema di misurare l&#8217;impatto reale delle attivit&#224; di comunicazione e thought leadership.</p><p>Molte aziende producono contenuti e iniziative per nutrire la reputazione, ma fanno fatica a collegarli direttamente a risultati commerciali tangibili. Non &#232; semplice: in un ciclo di vendita lungo e collettivo, attribuire una quota di merito a un articolo o a un webinar pu&#242; sembrare azzardato. E, infatti, il 20% delle organizzazioni ammette di non avere alcun sistema di misurazione per valutare l&#8217;efficacia dei propri contenuti di thought leadership, mentre un ulteriore 42% si limita a guardare metriche di vanit&#224; (traffico web, like sui social) (<strong><a href="http://prdaily.comprdaily.com/">prdaily.comprdaily.com</a></strong>).</p><p>Questo gap pu&#242; generare un circolo vizioso: se non misuro, rischio di sottovalutare il ROI della reputazione e quindi di investire meno risorse e attenzione, producendo contenuti di qualit&#224; inferiore che effettivamente incideranno poco, confermando cos&#236; i dubbi iniziali. &#200; un tema aperto fra i professionisti del marketing B2B. Tuttavia, alcuni indizi del valore emergono: l&#8217;86% dei decision-maker afferma di essere almeno &#8220;abbastanza propenso&#8221; a invitare a una gara fornitori che pubblicano costantemente contenuti di qualit&#224;, segno che la buona reputazione apre porte nelle vendite (<strong><a href="http://prdaily.com/">prdaily.com</a></strong>). Insomma, meglio essere nella short-list grazie alla reputazione che non essere nemmeno considerati.</p><h3><strong>Conquistare gli invisibili: 4 punti di riflessione</strong></h3><p>Alla luce di tutto ci&#242;, come possono imprese e professionisti della comunicazione affrontare l&#8217;era degli hidden buyer? Ecco alcuni spunti chiave emersi dai dati:</p><ul><li><p><strong>Investire sulla brand awareness qualitativa</strong>: non basta essere noti, bisogna essere riconosciuti come autorevoli e affidabili. La brand reputation si costruisce con la coerenza nel tempo (ad esempio, presenza su pubblicazioni di settore, casi studio credibili, certificazioni) in modo da essere familiari agli occhi di un buyer nascosto quando, dietro consiglio di un collega, far&#224; le sue verifiche su di voi. Ricordiamo che questi attori sono 70% pi&#249; inclini a bocciare chi non conoscono (<strong><a href="http://iba-international.com/">iba-international.com</a></strong>). Per loro, il vostro nome deve evocare solidit&#224; e fiducia.</p></li><li><p><strong>Continuare a fare educazione all&#8217;interno del proprio mercato</strong>: i contenuti di thought leadership non vanno considerati un lusso, ma una necessit&#224; strategica. White paper, ricerche originali, webinar formativi e guide pratiche parlano il linguaggio che i buyer nascosti apprezzano. Sfiorare le loro corde razionali (esigenze di business, trend, rischi) e offrire prospettive utili paga molto pi&#249; che spingere messaggi promozionali. Il fatto che 71% di questi decisori trovi i contenuti indipendenti pi&#249; efficaci del marketing tradizionale (<strong><a href="http://edelman.com/">edelman.com</a></strong>) &#232; un chiaro segnale: occorre produrre meno messaggi autocelebrativi e pi&#249; insight sostanziosi.</p></li><li><p><strong>Abilitare gli ambasciatori interni ed esterni</strong>: vista la fiducia riposta nei pari e negli esperti, &#232; utile coltivare voci terze che parlino per il brand. Parliamo di clienti soddisfatti disposti a farsi portavoce con testimonianze, di partner e analisti indipendenti, ma anche di employee advocate preparati che diffondano contenuti sui loro network. Non ultimo, il fenomeno dei B2B influencer professionali: figure tecniche o di thought leader esterni con seguito verticale. Il 75% dei marketer B2B sta gi&#224; investendo in influencer marketing in ambito business (<strong><a href="http://razorfish.com/">razorfish.com</a></strong>), proprio per sfruttare questa leva di credibilit&#224; esterna. Vedere un esperto stimato o un collega di settore che condivide un vostro contenuto di qualit&#224; pu&#242; avere un impatto notevole sul buyer nascosto, molto pi&#249; di un&#8217;email diretta del vostro commerciale.</p></li><li><p><strong>Allineare marketing e sales sui buyer &#8220;ombra&#8221;</strong>: i team di vendita spesso percepiscono per primi che &#8220;qualcuno nell&#8217;ombra&#8221; sta influenzando l&#8217;opportunit&#224; (magari perch&#233; il referente con cui parlano inizia a frapporre obiezioni nuove o ritarda risposte). Serve quindi gioco di squadra interno: marketing e comunicazione dovrebbero confrontarsi con le vendite per capire chi sono questi attori dietro le quinte (es.: il responsabile IT? il compliance? l&#8217;HR?) e quali informazioni cercano.</p></li></ul><p>Riassumendo, possiamo affermare che l&#8217;emergere degli hidden buyer ci ricorda che la partita delle vendite B2B non si gioca pi&#249; solo in campo aperto, ma anche (soprattutto?) dietro porte chiuse.</p><p>Per vincerla, le aziende devono saper entrare nelle stanze in cui fisicamente non sono presenti, facendo s&#236; che la propria reputazione e i propri contenuti parlino per loro. Come scrive Joe Kingsbury di Edelman, la battaglia per influenzare un cliente si decide spesso prima ancora che inizi il ciclo di vendita (<strong><a href="http://edelman.com/">edelman.com</a></strong>).</p><p>Significa che costruire fiducia diffusa attorno al brand (attraverso contenuti utili, presenza autorevole e valori praticati con trasparenza) non &#232; un esercizio astratto di comunicazione, ma rappresenta un fattore determinante di crescita.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://jessicamalfatto.substack.com/p/oltre-i-soliti-decisori-chi-ce-nellombra?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://jessicamalfatto.substack.com/p/oltre-i-soliti-decisori-chi-ce-nellombra?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><div><hr></div><p><strong>Restiamo in contatto</strong></p><ul><li><p>Per suggerimenti, consigli, segnalazioni e, perch&#233; no, anche se hai delle critiche, scrivimi a <strong><a href="mailto:jessica.malfatto@disclosers.it">jessica.malfatto@disclosers.it</a></strong> o <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/jessicamalfatto/">qui</a></strong>.</p></li></ul><ul><li><p>Nel blog di <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/disclosers/">Disclosers</a></strong> (l&#8217;agenzia che ho co-fondato), invece, parliamo in modo verticale di strategie di PR e Media Relations: <strong><a href="https://disclosers.it/blog/">https://disclosers.it/blog/</a></strong></p></li></ul><ul><li><p>Infine, se hai voglia di ascoltare storie di imprenditori, imprenditrici, manager, giornaliste e giornalisti, a questo link puoi trovare il podcast &#8220;Oltre il titolo&#8221;: </p><iframe class="spotify-wrap podcast" data-attrs="{&quot;image&quot;:&quot;https://i.scdn.co/image/ab6765630000ba8a155775478681906eb761679a&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Oltre il titolo&quot;,&quot;subtitle&quot;:&quot;Disclosers&quot;,&quot;description&quot;:&quot;Podcast&quot;,&quot;url&quot;:&quot;https://open.spotify.com/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;noScroll&quot;:false}" src="https://open.spotify.com/embed/show/1qxwjPgpnbac2WYaDXgdRM" frameborder="0" gesture="media" allowfullscreen="true" allow="encrypted-media" loading="lazy" data-component-name="Spotify2ToDOM"></iframe><p>e <strong><a href="https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1">https://www.youtube.com/@Disclosers-pr?sub_confirmation=1</a></strong></p></li></ul><ul><li><p>Se vuoi scoprire come possiamo lavorare insieme, scrivi a <strong><a href="mailto:info@disclosers.it">info@disclosers.it</a></strong></p></li></ul>]]></content:encoded></item></channel></rss>